Riccardo  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 15/10/2019

Taranto

Perché non riesco a scegliere?

Buona sera! Sono un ragazzo di 30 anni, sono fidanzato da 12 anni con una ragazza con cui convivo da circa un annetto! Da qualche anno ho una relazione parallela con un altra donna.
Voglio un bene dell’anima alla mia fidanzata, non so se la amo... o sia semplicemente un enorme affetto dovuto alle molteplici cose fatte assieme, si può dire che sia la donna con la quale sono cresciuto...tranquilla, dolce, innamorata... L’altra è un pozzo di energia, colta, solare, ambiziosa, ma allo stesso tempo dolce e molto presente.
A livello di attrazione fisica con la mia fidanzata ho una relazione diciamo “ standard” con l’altra impazzisco solo a vederla, e cerco il costante contatto fisico, quindi provo per lei un attrazione molto forte.
Mi sono trovato ad aver istaurato due relazioni per me importanti ma mi rendo contro di non star bene io, e di non far star bene neanche loro. Con la mia fidanzata sono spesso mentalmente assente e lei ne soffre, l’altra è ormai stanca di aspettarmi. Ho provato a lasciare la mia fidanzata ma ogni volta che ci provo poi non ci riesco....
ho provato a lasciare l’altra, ma non ci riesco ugualmente e faccio di tutto per recuperarla. Ora L ‘altra mi ha detto che non ne vuol sapere fino a quando non sarò in grado di prendere una posizione, e che secondo lei dovrei farmi aiutare Da qualcuno, perché pensa che io non riesca a lasciare la mia fidanzata per paure dei cambiamenti che ne susseguiranno... Perché mi troverei a cambiare una vita di 12 anni... e che la mia probabilmente è una forma di dipendenza affettiva.
Cosa devo fare? Perché non riesco a lasciare la mia fidanzata o perché non riesco a rinunciare all altra? Aiuto

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 15/10/2019 - 16:00

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Riccardo,
Al di là della ipotetica diagnosi di "dipendenza affettiva", nel caso in cui dovesse rivolgersi a "qualcuno" (presumo psicologo), la prima questione da porre è: per chi o cosa sto richiedendo "aiuto"?
Nel senso che, leggendo il suo messaggio, mi sembra di cogliere una sensazione di pressione a cui è sottoposto nel sentirsi chiamato a decidere.
Consideri però, che i processi decisionali, affinché siano soddisfacenti per chi li esegue, richiedono una consapevolezza e valutazione delle possibili conseguenze e vantaggi a cui si associano.
Quindi, nel suo caso, è utile chiedersi, ad esempio, come si prefigura il futuro qualora decida di lasciare la sua compagna, cosa teme di perdere rinunciando a lei e, al contrario, come si immagina la relazione con l'altra donna?
Inoltre, come si sente nel pensare che l'altra donna sta sollecitando in lei una decisione?
Come si rapporta, più in generale, alle decisioni della vita?
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).