Giulia domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 19/01/2018

Catania

Confronto con sorella più grande

Salve,
Sono una ragazza di 23 anni e per me scrivere questo messaggio rappresenta molto ,sia per dovermi esporre su un forum online sia perchè è una questione che mi ha portato finora sempre un certo grado di sofferenza ma ho deciso comunque ad ascoltare più pareri di esperti. I due problemi principali della mia vita sono rappresentati da : confronto con mia sorella di quasi tre anni più grande e dal fatto di non essere mai stata brava a gestire e costruire il mio futuro. Lei è sempre stata più intelligente ,decisa e indipendente di me,il fiore all'occhiello di una famiglia di paese molto semplice ed umile, e adesso è una dottoranda all'estero in una delle migliori università europee. Il problema si pone poichè non solo non ho mai avuto un rapporto con lei :nessuna confidenza,nessun legame sorella maggiore /sorella minore ..io non so quasi nulla della sua vita nè lei della mia .Per di più tutto ciò è stato aggravato dal fatto che al liceo sono stata nella sua stessa sezione e mi sono sorbita tutti i paragoni dei professori che non hanno fatto altro che minare la mia già presente insicurezza e sensibilità. Quando poi arrivò il momento di scegliere l'università sono entrata letteralmente nel panico e nella depressione non sapendo quale strada scegliere. I miei genitori non sapendo cosa fare mi dissero di seguire mia sorella e vivere con lei nella città in cui studiava ed io accettai a 19 anni a malincuore. Adesso mi ritrovo a 23 anni ad essere fuoricorso in un corso che non mi ha mai particolarmente preso, sebbene sì ho scoperto nuovi interessi che mi fanno stare in parte meglio ,ma per me è sempre una gogna pensare alla situazione della mia vita e soprattutto quando è il momento di tornare a casa dove noto un certo e riguardo nei suoi confronti in ogni occasione che si presenta assieme a parenti ed amici,tanto che cerco di evitarle il più possibile. Ho provato spesso a tentare di fare terapia ed ho avuto una psicologa sebbene per poco tempo a causa del mio recente trasferimento ed in parte so che il problema parte da me ,dalla mia insicurezza ,dalla tendenza a paragonarmi piuttosto che guardare ciò che so fare io . Eppure mi ritrovo a volte a piangere da sola per la mia situazione: lei alla mia età era già accettata in una delle migliori università estere,indipendente economicamente ,stimata ed ammirata (ovviamente merita tutto ciò che si è guadagnata) mentre io mi ritrovo fuoricorso con un enorme difficoltà a dare l'ultimo esame (e che guarda caso è proprio la sua materia di dottorato)con l'inesauribile confusione ed irrequietezza che mi caratterizza,non compresa dalla mia famiglia (ma vorrei vedere qualcun altro al posto mio) e dall'ambiente che mi circonda. Ciò che vorrei chiedervi ,sebbene so che in un solo post non si possono riassumere tutti i connotati di un problema nè la struttura caratteriale di una persona ,sarebbe qualche dritta per poter cercare di affrontare questa situazione ,perchè non voglio più scadere nel vittimismo e nell'autocommiserazione sebbene la mia natura tende sempre ad esserlo. Vorrei ridurre questa sofferenza e non appena avrò ristabilito la mia situazione vorrei riprendere una terapia più duratura. Vi ringrazio della comprensione e spero in un vostro supporto.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Silvana Zito Inserita il 19/01/2018 - 21:11

Gentile Giulia,
come lei scrive non è facile in un post …
Si descrive nel ruolo di una ragazza che ha cercato di crearsi (non è chiaro a partire da quando e se in seguito a qualche particolare episodio) l’immagine ideale della sorella, al fine di rispondere agli standard dei genitori, parenti, amici e docenti.
Se prova a credere di poter fare solo ciò che piace a lei, anche se non condiviso dagli altri, come si sente a pensare che gli altri potrebbero esprimere un giudizio contrario nei suoi confronti. Quali emozioni prova?
Una tra le diverse ipotesi, potrebbe essere che la sua percezione del giudizio degli altri l’aiuta a costruire credenze negative su se stessa e indeboliscono le sue risorse (senso di efficacia, autostima), piuttosto che indirizzare queste ultime in attività e interessi che stimolano e aumentano la motivazione (https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-crescita-personale/1610-propositi-per-l-anno-nuovo-come-realizzarli). Inoltre, la bassa autostima conduce spesso alla paura di restare soli se si deludono gli altri, e di pensare che senza di essi, anche hanno contribuito a tale stato, non ce la può fare!
Penso che la giusta soluzione l’ha già trovata… Si prenda il tempo necessario e riprenda i colloqui con uno/a psicoterapeuta della sua zona. Se la sua si è trasferita, stia serena… può tranquillamente intraprendere un nuovo percorso senza controindicazioni.
Saluti

Dott.ssa Silvana Zito (Milano)