Angela domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 02/08/2016

Agrigento

Quando si è presi di mira

Buongiorno ho 22 anni e lavoro da 3. Sfortunatamente da qualche mese sono vittima di persone veramente moleste. Sono due fratelli, uomo di 40 anni e ''donna'' di 50.
E' cominciato quando la Signora in questione ha iniziato a pizzicarmi sul mio aspetto fisico, sul mio fidanzato, su come mando avanti la mia vita,..., finché ho troncato completamente il rapporto non parlandole più. Il fratello, invece, dopo che mi ha descritta ad uno sconosciuto come quella che strappa gli occhi alla gente dal tanto che è cattiva, l'ho cancellato dalla mia vista.
15 giorni fa la signora è venuta a parlarmi perché secondo lei ciò che ha detto non è cattiveria ma solo un problema di permalosità da parte mia. L'unica cosa che le ho risposto è che tra la nostra scrivania c'è un muro e visto che non dobbiamo lavorare insieme gradirei che stia a debita distanza.
Bene da quella sera le cose si sono complicate sino ad arrivare a un'oretta fa che piuttosto che salutarmi si è abbassata e mi ha messo il suo di dietro in faccia.
La situazione l'ho creata io, sono io che a differenza degli altri non subisco le cattiverie di questa ''donna'', però sta veramente esagerando. Mia madre dice di non risponderle e di darle solo indifferenza, comportamento adottato fin'ora, mentre il mio ragazzo mi dice solamente di mandarla a quel paese.
E' da premettere che queste due persone prendono psicofarmaci da 20'anni.
Io non la sopporto più, non posso parlarne al titolare perché sono problemi che toccano la mia persona direttamente. Mi fa quasi sentire costretta a licenziarmi per problemi suoi mentali.
Non so più come affrontare la situazione!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Enzo Battaglino Inserita il 02/08/2016 - 16:08

Buongiorno Angela,
non mi è chiaro quale sia la connessione tra lei e il fratello della 'donna' di cui parla, è anche lui un suo collega? Dalle sue parole, mi sembra che il rapporto con la collega abbia trasceso da un piano strettamente professionale, come spesso accade, e che inizialmente ci sia stato un confronto nel quale ciascuna di voi ha parlato di sè, delle proprie storie di vita. A un certo punto, la collega ha iniziato a giudicarla, a dirle ciò che è giusto o sbagliato. E quei giudizi l'hanno ferita, tanto da chiedere a mamma e fidanzato come comportarsi per allontanarla. Nel reagire con indifferenza/ mandandola 'a quel paese' potrebbe però contribuire a dare importanza alla collega ed al suo atteggiamento. Tant'è che la collega ha cercato dapprima di chiarire, proiettando su di lei le ragioni delle incompresioni, mentre ora mi sembra sfidante nei suoi confronti. I giudizi subiti sembrano esserle pesati, anche a fronte di una storia di psicofarmaci ventennale che, da come scrive, mi sembra essere motivo per dubitare delle parole della collega stessa. Mi occupo anche di ben-essere aziendale e in molte situazioni i problemi sono connessi proprio al sentirsi toccati a livello personale. Una modalità più immediata potrebbe essere proprio il rivolgersi al titolare (o comunque a un suo superiore col quale abbia un minimo di dialogo), così da capire insieme quale atteggiamento adottare per alleggerirle la situazione e ridefinire i confini entro un piano lavorativo. In seconda battuta, cercherei dentro di me la natura del disagio provato in relazione ai giudizi della collega: nelle sue parole ci potrebbe essere una verità dolorosa da allontanare, proprio come lei, Angela,cerca di fare con la collega. In bocca al lupo