E' lo psicologo giusto?
Buonasera Dottore o Dottoressa,
Sono un ragazzo di 21 anni e recentemente ho deciso di rivolgermi ad uno psicologo per iniziare una serie di incontri volti a cercare di risolvere alcuni miei problemi legati alla personalità, al carattere e alla capacità di relazionarsi con gli altri.
Non sapendo da chi andare, visto che né io né nessun altro nella mia famiglia era mai ricorso alla psicoterapia in precedenza, di comune accordo con i miei genitori abbiamo contattato una psicologa che loro avevano conosciuto tempo fa ad un incontro parrocchiale.
Ieri ho fatto la prima seduta e, nel complesso, mi sono trovato tutto sommato bene (anche se comunque il primo incontro non inizia già a risolvere "i problemi", ma è un qualcosa di introduttivo, volto innanzitutto a conoscersi.. O mi sbaglio?).
Dopo questa lunga introduzione, ecco il nocciolo della questione: a fine seduta la psicologa mi chiede se ho piacere a continuare con lei nonostante conosca in qualche modo i miei genitori, oppure se voglio il contatto di un'altro psicologo indipendente da questo punto di vista. Io ho preso qualche giorno per pensarci.
Chiedendo ai miei genitori, il rapporto esistente tra loro e la mia psicologa non è un rapporto di amicizia stretta: si sentono per invitarsi reciprocamente ad eventi/incontri (sempre nell'ambito parrocchiale), due chiacchiere veloci quando si incontrano di persona, ma nulla di più..
Quello che chiedo a voi è quindi cosa ritenete che sia meglio ai fini di una buona psicoterapia? Credete che il legame esistente tra la mia psicologa e i miei genitori possa in qualche modo condizionare me o lei, soprattutto quando arriveremo ad affrontare tematiche familiari?
Grazie per la cortese attenzione.