Elisa  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 31/01/2019

Qual è il prossimo passo?

Un po' di tempo fa scrissi qui della mia situazione. Ad oggi, le cose sono un po' cambiate.
Mi fu consigliato di chiedere l'aiuto di una psicologa e così ho fatto, tanto che sono tutt'ora in "terapia" con una psicologa asl. Lo metto tra virgolette perché secondo lei non c'è niente che non vada, cito testualmente "Io li vedo i veri matti e tu non sei una di questi.", ma in ogni caso vivo un profondo disagio.
Da un po' di tempo temo di essere depressa o bipolare.
So che non basta leggere due informazioni su internet per diagnosticare una malattia mentale, ma da quel che mi succede e da come lo affronto tutto pare ricondurre a questo. Ho iniziato a tenere un'agenda dove segno giornalmente tutto quello che mi succede e le mie sensazioni, la concentrazione, il mio umore, tutto.
Dall'inizio del nuovo anno mi sento meglio, rinnovata, per nessuna ragione apparente. Nulla di rilevante è cambiato, continuo ad essere oggettivamente sola, ma la cosa non mi pesa/non ci penso, quando fino a soltanto 3 mesi fa pensavo costantemente a quanto mi sentivo inutile e a quanto sarebbe stato meglio morire per mettere fine alla solitudine che provavo.
La domanda, in conclusione, è: cosa devo fare per essere sicura di stare bene? Dovrei rivolgermi a uno specialista privato? Esistono test affidabili reperibili online che mi consentano quantomeno di avere una mezza idea della mia situazione? Ho provato con i test di valutazione del disturbo bipolare I e II e della depressione, entrambi sono risultati positivi ma non so quanto possano essere attendibili.
Attendo risposte e cordiali saluti.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 31/01/2019 - 13:17

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buongiorno Elisa,
innanzitutto mi sento di dirle che mi dispiace leggere che il suo disagio non sia stato accolto e riconosciuto ("secondo lei non c'è niente che non vada").
Ciò può rappresentare di per sè, un motivo di sofferenza che contribuisce ad acuire il disagio di cui parlava.
Quindi, il passo successivo che è utile compiere, è trovare un professionista che possa accoglierla ed accompagnarla nella conoscenza di sè.
Per quanto riguarda i test, posso dirle, anche in base all'uso che ne faccio io, che sono un valido strumento per la conoscenza della struttura di personalità del paziente, ma devono essere somministrati da un esperto per essere comprensibili, utili e affidabili.
Inoltre, è essenziale, in ogni caso, che essi vengano inseriti solo dopo aver preso in carico la persona, con la sua ricchezza ed unicità esistenziale.
Se desidera approfondire la questione, può contattarmi o scrivermi.
Un caro saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).