Elisa  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 30/03/2018

Milano

Bambino di 5 anni diventato ingestibile

Buongiorno, sono la mamma di un bambino di 5 anni che a partire dall'estate scorsa ha subito una "metamorfosi". Come tutti i bambini, anche mio figlio ogni tanto faceva i capricci, ma quasi improvvisamente questi sono diventati la normalità. In più a ciò si associa un comportamento aggressivo (solo in casa con noi, soprattutto con la sorella di 8 anni), che a mio modo di vedere le cose era iniziato un po' come un gioco ma che poi è degenerato e ora è diventato la regola. Mi spiego: inizialmente era come se il bambino interpretasse un ruolo, quello del "cattivo", ma poi questo atteggiamento è diventato parte del suo vivere quotidiano, almeno in casa. Alla scuola materna le maestre dicono che è tranquillissimo e bravissimo: rispetta le regole e i compagni. E a proposito di materna, penso che parte del problema nasca da qui. Mio figlio non ama per niente andare all'asilo, ogni inizio d'anno scolastico per lui è stato come un nuovo inserimento. Ancora oggi che frequenta l'ultimo anno, ci va davvero mal volentieri. Purtroppo non ha legato molto coi compagni di classe. Gli unici due bambini presenti nella classe e che hanno la sua stessa età sono, guarda un po' il caso, turbolenti e violenti nel gioco. In più sono anche due bambini mastodontici per l'età che hanno mentre mio figlio è molto più "gracile" e probabilmente risente anche di questo fattore ( recentemente mi ha chiesto di voler frequentare Karate così "divento più forte", cosa che ho fatto ed ora non ci vuole più andare perché non riesce ad integrarsi nel gruppo). Eh sì, perché credo che abbia anche difficoltà a socializzare, in particolare con quei bambini che lui reputa più brillanti. L'ho osservato mentre gioca: lui è fondamentalmente un solitario, anche se probabilmente vorrebbe giocare con gli altri ma spesso si limita ad osservarli. Con l'intervento di un adulto a volte si riesce a coinvolgerlo nei giochi ma solo con bambini "tranquilli", perché se si unisce uno di quei bimbi "brillanti", più invadenti lui si isola all'istante. È molto insicuro di sé stesso e delle sue capacità e probabilmente questo mal vissuto si ripercuote poi quando torna a casa dell'asilo. È sempre nervoso, scontroso, non gli si può parlare e basta un nulla per far scatenare una crisi isterica durante la quale diventa paonazzo, urla e tira calci e pugni. A volte capita che si scaldi così tanto che gli si rompano i capillari sulle guance. È oppositivo in tutto, anche riguardo al cibo e ai vestiti. Il momento del pranzo o cena è diventato un incubo per noi, per non parlare di quando dobbiamo uscire e rifiuta di indossare gli abiti a disposizione. È sempre una lotta con lui. Dal canto mio ho raggiunto ogni livello di sopportazione e in più mi sto esprimendo perché non so come aiutarlo. Se mi potete dare qualche consiglio in merito, anche perché l'anno prossimo comincerà la scuola e con questo atteggiamento la vedo dura. Grazie. Un mamma preoccupata.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 30/03/2018 - 17:13

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buon giorno Mara,
il suo racconto è molto dettagliato rispetto ai comportamenti di suo figlio, ma mi sembra che necessiti di alcune integrazioni sulle emozioni che prova il bambino e anche su quelle vissute da lei, suo marito e l'altra sua figlia. Questo è importante perchè suo figlio manifesta un disagio che può essere compreso in modo preciso e profondo se si conosce anche il resto della famiglia: cosa succede in questo momento in particolare, il clima affettivo, come viene percepito il bambino. E' probabile che suo figlio desideri attirare l'attenzione, ma di chi?
Consideri che la figura paterna è fondamentale per promuovere il processo di identificazione con il modello maschile. Suo marito è accessibile affettivamente per suo figlio? Rappresenta un punto di riferimento e confronto per lui?comprendo la sua preoccupazione, ma può esserle utile sapere che in questo momento il bambino sta manifestando un suo modo di essere, di percepirsi perchè ricerca un accoglimento e riconoscimento dalle sue figure di riferimento. ha bisogno di un contesto affettivo che lo aiuti a comprendere come direzionare la sua energia che al momento sembra priva di significato. ma è la sua spinta vitale verso la crescita, che necessita di un contenimento affettivo per assumere la direzione più adeguatua alla sua persona.
Quindi le consiglio di coinvolgere anche suo marito nella gestione di questi comportamenti, evitando di giudicarli o etichettarli, atteggiamento che vi allontana emotivamente dal bambino che si sente colpevolizzato e incrementa la sua tensione perchè avverte di non essere compreso.
Infine, un ultimo consiglio di carattere generale: quando i comportamenti dei suoi figli le sembrano incomprensibili, provi ad avvicinarsi a loro cercando di capire come si sentono, cosa provano, magari anche attraversi disegni o altri giochi che li aiutino ad esprimersi liberamente. In questo modo, anche se non dovesse riuscire a comprendere del tutto i loro comportamenti, avrà guadagnato la loro vicinanza emotiva, cosa ben più preziosa che in molti casi racchiude il significato profondo di ogni comportamento osservato nei bambini.
Un caro saluto
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma)