PASQUALE domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Napoli

UN CONSIGLIO DAGLI ESPERTI SU COSA FARE

Vi scrivono dei gentiri che hanno veramente bisogno del Vs auto su cosa fare.
Siamo gentori di una ragazza di 14 anni ( è stata adottata dall' età di 18 mesi). Non sappiamo più cosa fare, io sarei propenso a rivolgemi ai servizi sociali della mia città e se il caso di indirizzarla in qualche struttura adatta per adolescenti difficili, ma mia moglie non concorda con me. Sta di fatto che stiamo vivendo le pene dell' inferno: ci dice parolacce impronunciabili, reagisce alle punizioni (reagisce alle botte spingendoci o peggio), risponde in modo volgare e non ha più nessun rispetto per i genitori (o almenno chi cerca di farlo nel miglior modo possibile). Per quanto riguarda lo studio, lo affronta in modo superficiale e la sua unica passione è la musica hip hop o rep e ballare in casa contnuamente con il volume altissimo e conseguenti danni per l' arredamwento.
Si rivolge gentilmente a voi un padre disperato che non sa come affrontare questo problema. Pensate mi rinfaccia a volte anche che io non sono mio padre.
Grazie in anticipo per aver almeno utilizzato il vostro prezioso tempo per leggere questo mio messaggio.
Pasquale

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Francesco Mori Inserita il 30/09/2013 - 13:48

Gentile utente,
una fase di ribellione in un momento come quello adolescenziale è abbastanza comune. Allo stesso tempo può essere opportuno per voi rivolgervi ad uno psicologo di persona, magari come coppia, per poter pianificare meglio le strategie e comprendere l'origine del disagio di sua figlia. Tra l'altro nella sua domanda non si fa cenno a possibili ipotesi circa il cambiamento di comportamento. Come ve lo spiegate?
Pensare di rivolgersi ai servizi può danneggiare gravemente la relazione tra voi e vostra figlia. Sarebbe come trasmetterle il seguente messaggio: "Non siamo più in grado di essere genitori, ti molliamo".

Restiamo in ascolto

Dott.ssa Daniela Benedetto Inserita il 29/09/2013 - 19:47

Gentile SIg. Pasquale, sua figlia è nell'età adolescenziale. I comportamenti che lei descrive sono del tutto "normali" nell'adolescenza.
Anche i genitori devono imparare a crescere a fronte dei figli adolescenti. I figli da bambini piano piano diventano adolescenti, si sentono insicuri e a volte troppo piccoli per affrontare il mondo dei grandi. Diventano arroganti e provocatori per difendersi e sentirsi più forti. sentono il bisogno di un gruppo di amici, di nuove identità per trovare la forza di distaccarsi. E' un periodo che durerà qualche anno, poi tutto dovrebbe un poco rientrare.
A fronte di tutto ciò la risposta genitoriale non può essere esasperata nè punitiva in quanto darebbe conferma della pericolosità di quanto succede e soprattutto della veridicità delle cose dette da sua figlia. In realtà la ragazza ha bisogno di provocare ma se non vi agganciate e fate finta di assecondare, le scintille si spengono prima di quanto pensiate. Fermate solo alcuni punti importanti tipo lo studio e l'orario di rientro a casa o le ora alla tv. Il resto fate finta di niente.
Attenzione a non cercare da vostra figlia conferme sul vostro ruolo e sull'affetto. Ad esempio ad una dichiarazione sul fatto di pensare di non essere sua figlia io manterrei la calma. E' una richiesta di qualcosa legata alla rabbia che prova. Di affetto? Di rassicurazioni?
A volte non dire nulla si evita di innescare bombe inutili.
A sua disposizione

Un cordiale saluto

Dott.ssa Carmela Siena Inserita il 21/12/2013 - 15:42

Caro Pasquale,
i miei colleghi hanno ben illustrato la tematica adolescenziale. Mi chiedo se come genitori avete riflettuto sugli effetti psicologici dell'adozione che in questa situazione incide profondamente a mio avviso. I momenti di crisi come quello adolescenziale vengono amplificati nella difficoltà di gestione con i figli adottivi. Nel periodo adolescenziale le persone costruiscono la propria identità gradualmente e per scossoni. Fa parte di questa costruzione anche la storia precedente all'adozione e le fantasie ad essa connesse che ha sviluppato sua figlia e anche voi come genitori (es: "i miei geni sono infetti?" i miei genitori veri erano persone buone o cattive?" "se erano cattive lo sono anche io?" e cerca conferme a queste fantasie da voi e dalle vostre risposte. Per questi motivi la storia precedente all'adozione è molto importante. E' stata condivisa? se ne può parlare? sua figlia ne parla? Se non è così, quando lei gli dice che non è suo padre, si può cogliere l'occasione per parlare di questa storia e cercare di restituirle un'immagine positiva del suo passato (e quindi di sè) per collegarlo al suo presente e al suo futuro. Questa affermazione di sua figlia può essere letta come una richiesta di aiuto piuttosto che come una provocazione. E' un passo molto difficile da compiere per voi genitori a livello emotivo, per questo sarebbe importante farsi aiutare. A livello locale dovrebbe esserci uno psicologo territoriale che è esperto di adozioni ed età evolutiva per farsi aiutare come coppia e come famiglia. Sconsiglio intervento individuale su sua figlia senza un intervento famigliare. A disposizione per chiarimenti e approfondimenti.

Cordialmente.
Dr.ssa Carmela Siena

Dott.ssa Monica Bertolini Inserita il 25/10/2013 - 19:08

Gentile Signor Pasquale,
Sua figlia sta manifestando quanto sia difficile per lei crescere e diventare una giovane donna, lei è tormentata da mille dubbi e incertezze sul suo aspetto fisico, come rapportarsi con i coetanei e come sarà il suo futuro cercando le forze dentro di sé. Per lei è come camminare sulle sabbie mobili nella nebbia. Affrontare la crisi adolescenziale dei propri figli è come affrontare un “nuovo viaggio” diverso da persona a persona durante il quale ogni viaggiatore mette a disposizione le proprie abilità e competenze, nel rispetto della propria storia familiare.
Rivolgersi ai servizi sociali aumenterebbe la distanza tra voi e lei mentre parlandole e cercando di passare un messaggio tranquillo non imposto e condiviso, sarebbe opportuno accompagnare la ragazza da uno psicologo al fine di superare la crisi per una crescita armoniosa e più serena.
Vi auguro di trovare un punto d’incontro e cordialmente vi saluto.
Dott.ssa Monica Bertolini

Dott.ssa ANNA MARIA BUCOLO Inserita il 03/10/2013 - 18:11

Gentile Sig Pasquale,
sua figlia in questo momento sta attraversano una fase particolare di crescita, ha bisogno di essere ascoltata e il metterla in punizione non fa altro che scatenare in lei rabbia nei vostri confronti.
La punizione non sempre ha dei vantaggi, a volte tende a elicitare un comportamento aggressivo che, a quanto mi sembra di capire, è quello che vostra figlia manifesta subito dopo essere stata punita. Lasciate perdere con i servizi sociali, non serve a niente contattarli e se lo fate rischiereste di perdere la fiducia di vostra figlia. I questo momento è bene cercare di parlare con lei, magari mostrando il vostro interesse per la musica che ascolta e per tutto quello che le piace fare. Inoltre, fatele capire perchè secondo voi è importante lo studio e che rientri a casa nell'ora stabilita. Non siate troppo rigidi, imponete le vostre regole in modo autorevole e non autoritario. Tutto questo serve a dimostrarle che: ci siete, le volete bene e può contare sul vostro aiuto in qualsiasi momento.