Sara domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 28/06/2016

Torino

Rapporto con la madre e tristezza cronica dall'adolescenza

Le scrivo per chiederle dei consigli riguardo alla mia situazione familiare, difficile per via di problemi economici e affettivi. Ho 19 e i problemi economici in famiglia li abbiamo sempre avuti, sono una sorta di costante per me e col tempo ho imparato più o meno a conviverci. Abbiamo sempre vissuto in affitto perché i miei non hanno mai potuto comprarsi una casa per via del loro lavoro (svolgono mansioni manuali e poco pagate come dipendenti) ma la cosa che mi fa più male è il rapporto che ho con mia madre e quello che lei ha instaurato con la sua famiglia d'origine. Quando ero piccola mia madre era molto severa e nevrotica, fissata con le pulizie. Quando avevo 6 anni mia madre ha fatto trasferire la nostra famiglia dall'altra parte d'Italia per stare più vicina alla sua famiglia d'origine (madre e fratelli), lasciando lei le sue amiche e io il mio piccolo mondo e i miei amici d'infanzia. È stato l'inizio della fine. Le zie e i cuginetti mi trattavano come una bambina capricciosa e viziata quando in realtà ero buona e tranquilla, ma mia madre non mi ha mai difeso rimproverandoli o prendendo le mie parti. Quando mia nonna veniva a trovarci il fine settimana faceva più danni che compagnia: scaricava su mia madre problemi altrui che neanche erano i suoi, mi diceva di non stare a testa in giù o a gambe aperte perché era maleducazione (le brave bambine per lei stavano sedute composte), a 7anni secondo lei dovevo aiutare mamma con le pulizie e pulire il tappeto dalle briciole perché mia madre ha la schiena a pezzi (per via di un incidente e del lavoro). E vedevo che i figli di suo figlio la prendevano in giro e non la trattavano bene, ma lei li giustificava perché erano piccoli e aveva da ridire solo su di me che a 7 anni non aiutavo la mamma a pulire. In pratica poi abbiamo preso in affitto la casa del fratello di mia madre, ad un prezzo medio-alto senza nessuno sconto (nonostante la contrarietà di mio padre che non voleva prendere in affitto la casa del cognato). Mia madre dice che in tutta una città di 10000 abitanti non c'è n'era un'altra. E così tra problemi vari ho passato l'infanzia ma con l'ottimismo tipico di quell'età,mentre mia madre si dilettava tra pomeriggi con la madre e le sue sorelle, mentre io e papà trovavamo difficoltà nel fare amicizia in un piccolo paesino di provincia bigotto e perbenista. Durante l'adolescenza mi sono resa conto che i miei parenti erano un po' anomali (le nonne delle mie coetanee erano gentili e amorevoli, mia nonna invece mi rimproverava perché ho fatto 1 anno di nuoto a 15 anni spendendo i soldi dei miei genitori che se li sudano, quando le ho detto che i suoi nipotini giocano a calcio da quando ne avevano 5 mi ha risposto: e che devono fare poverini,stare in casa tutto il giorno?), le zie non facevano altro che criticarmi pur sapendo che sono una persona molto sensibile di carattere e addirttura mio zio si è intascato 14 anni di affitto da sua sorella (mia madre),che ha due ernie, un lavoro sottopagato, un marito disoccupato e un figlia da far studiare. Ma mia madre si ostina ad avere un ottimo rapporto con queste persone: risponde sempre al telefono a far compagnia alla nonna che chiama 2 volte al dì anche in assenza di novità (la nonna chiama anche le altre sue figlie ma queste non le rispondono), sapendo che ciò irrita mio padre e me. La porta a fare visite mediche, la lava, ma mia nonna (che vive con mio zio)non la considera la sua figlia prediletta. Un giorno le disse: perché non hai più un rapporto con tuo fratello? E mia mamma pianse dicendole che ci aveva alzato l'affitto costringendoci a cambiare casa (grazie al cielo). Mia nonna non batté ciglio, non le disse che suo figlio avev a sbagliato, niente di niente. E mia madre la ospita il fine settimana (rompendo le scatole a me emio padre che il fine settimana avremmo altri piani), piange per via dei discorsi tristi che fa con la nonna. Io cerco di andare via con qualche scusa quando arrivano i parenti, ciao come stai e poi scusa ma ho un impegno. Non ce la faccio a stare con una nonna che non mi ha mai voluto bene e con zie antipatiche e con uno zio che ha tre case, un lavoro stabile e si è intascato il nostro affitto per tanti anni e quando avevo bisogno di un prestito 100€ per pagare l'apparecchio ha detto di non avere nulla. Per non parlare della nonna che ha un'assistenza di 300€ ma non ci ha mai aiutato,ha dato sempre i suoi soldi allo zio (con cui vive senza riscaldamento nonostante e stia già molto bene economicamente) con la scusa che doveva pagargli il cibo. Addirittura ad un pranzo disse a mia madre che non aveva nessun diritto sulla casa del nonno perché andrà ai figli dello zio (in quanto figli maschi che tra manderanno il cognome ecc). Ho detto più volte a mia madre: perché non ti rendi conto che non ti vuole bene come tu vuoi a lei?perché ti fai prendere in giro così dai tuoi parenti? Non ti rendi contp che sei l'unica che non ha nemmeno 40 mt quadri di casa e le zie e lo zio ne hanno più di una?La sua risposta è sempre stata: non sono cose che ti riguardano, la nonna è vecchia e non sa quel ce dice. Durante l'adolescenza sono stata spesso senza amiche e mia madre il sabato mi diceva:vuoi venire con me dalla nonna? Io ovviamente le rispondevo di no ma spesso mi sono chiesta:perché non mi chiede di prendere un gelato o andare al centro commerciale ma mi chiede di andare a trovare una persona a cui non ci ha mai voluto bene veramente? Se la metto di fronte ad un bivio o io e papà o la sua famiglia d'origine i risultati sono sempre urla e pianti di rabbia di mia madre che dice che esagerò con questa storia. Mia madre è frustrata e nevrotica, stremata dal lavoro e dalla mostra situazione economica. Invece di raccogliere le lamentele della nonna e di essere sempre disponibile per gli altri perché non passare una giornata felici andando in gita da qualche parte o trovare delle amiche?questa soluzione per mia madre non esiste. Inoltre se io ho un problema lo devo risolvere da sola , se la nonna ha un problema subito a trovarla,subito a rispondere al telefono per 2 ore per tenerle compagnia. Se io mi sento sola (sono depressa da anni, la mia felicità dura pochi istanti, per via della mia vita che trovo oppressiva e infelice) non può farci niente, mi dice di non pensarci e che tutto si risolverà. Se qualcuno dei suoi sta male è la fine del mondo. Se io o mio padre facciamo un errore (per esempio conpriamo frutta non in offerta o ci facciamo fregare dalle commesse) ci tiene il muso per tutto il giorno e ci mangia vivi. Se penso a dei bei ricordi mi vengono solo in mente i miei risultati scolastici e poco altro di anni fa. Non mi piace il mio presente, la mia vita, vorrei vivere una vita diversa più felice come tutte le mie coetanee, più realizzata e lontana da queste persone che io non ho scelto. Mi sembra impossibile con una madre così ostinata e che non vuole mai ammettere i suoi errori e i suoi problemi (perché la sua famiglia d'origine è alquanto disfunzionale a quanto pare, visto che sia io che mio padre ce ne siamo accorti ma lei ci aggredisce ogni volta che glielo facciamo notare).l'unico che si salva è mio padre ma anche lui poverino soffre e ormai non ha più la forza di affrontare mia mamma che è sempre dura e iradcbile quando le diciamo ciò che pensiamo. Penso che dovrebbe andare dallo psicologo o da qualcuno esterno che le dica come stanno e che ha una famiglia di cui occuparsi e che si dovrebbe staccare da questa famiglia malsana che si ostina a dare affetto, pensando che sarà ricambiata quando in realtà viene solo presa in giro da chi dovrebbe volerle bene. A volte credo che mia madre cerchi do essere sempre buona e disponibile con i suoi parenti perché vuole anche lei ricevere lo stesso trattamento da loro, in realtà le zie e la nonna non risparmiano mai critiche e rimproveri. Io faccio lo stesso con le amicizie purtroppo: sono sempre gentile con le amiche perché temo che se faccio vedere anche i miei lat negativo queste non mi vorranno più. Spesso mi chiede perché la tristezza e il malumore non mi lasciano mai, nonostante credo di essere stata una brava figlia (ottimi voti a scuola, brava, niente discoteca, divertimenti o spese eccessive). A volte mi rispondo che è il modo in cui sono cresciuta (nonna e zie non proprio carine e amorevoli ma rimprover i continui e critiche già da piccolina che dovevo prendermi non poche responsabilità) e una mamma ingenua che si è lasciata travolgere troppe volte dai suoi sentimenti (è entrata in depressione quando ero piccolina e suo padre morì, stettesotto effetto di medicinali per molti mesi e non poté occuparsi di me, ho dei ricordi sbiadito riguardo a quel periodo, forse ho cercato di rimuoverlo, ricordo che mio papà mi diceva di lasciarla in pace e io mi sentivo in colpa per questo. Il lutto del nonno è come un tabù in famiglia, mia madre nemmeno si ricorda di aver avuto la depressione in quel per molti mesi). Insomma a volte mi chiedo: perché una bambina responsabile e tranquilla veniva etichettata come viziata dalle zie quando io ero l'unica a riscaldare la pasta a pranzo a 7 anni e tornavo a casa da sola con la chiave di casa al collo perché i miei lavoravano e tornavano tardi. Ero l'unica a non aver avuto comunioni e cresime mentre tutti i miei cuginetto intascando soldi pari a un mese di affitto per noi. Tutti che si sono fatti tutta l'infanzia e l'adolescenza corsi di sport costosi e mia nonna che mi fa sentire in colpa per un corso di nuoto a 15 anni. Le feste di compleanno le ho sempre odiate. Già che i parenti di mia madre non mi piacciono e vederli pure il giorno del mio compleanno... Non so se riesco a continuare così, parlo a mia !madre di questa cosa lei si irrigidisce e dice che è una cosa passata e non ha senso ricordarla, lei non accetta niente di quello che io e papà le diciamo, ha ragione solo lei e ciò che le diciamo o non è vero o è passato. Ma a me fa soffrire la sua indifferenza. È da qualche settimana che non le rivolgo la parola, lei niente . pensa che sia io il problema ed è a me che deve passare visto che ho delle reazioni esagerate. Fa finta di niente. Questa sofferenza mi rende triste e mi impedisce dimfare qualsiasi attività che mi rende felice. Mi ha portato a oscillazioni di peso e a trascurare il mio aspetto. Mia madre non dice niente non mi incoraggia né mi chiede perché sto così. O se lo chiede dice che non è sua la colpa ma mia che estero con le reazioni. Mio padre è l'unico punto di riferimento che ho ora. Mi scuso per la lunghezza eccessiva del mio scritto, ma volevo esprimere la situazione nello specifico in modo tale da fornire un quadro più dettagliato possibile per una risposta pertinente. Dov'è che sbaglio io? Dov'è che sbaglia mia madre? Come mi devo comportare con lei? Come si deve comportare lei con me? Chi è che sbaglia? Come affrontare questa situazione difficile con mia madre? Secondo lei c'entra il modo in cui lei è cresciuta con la sua famiglia d'origine? Secondo lei la famiglia di mia madre è disfunzionale o comunque anomala in certi sensi? Ho sempre pensato di essere io il problema, secondo lei è così? Cosa mi consiglia di fare e qual è la sua opinione in quanto persona esterna ed esperta nel campo della psicologia e dei rapporto affettivi?
La ringrazio per la sua eventuale risposta, rimango in attesa e le portò cordiali saluti.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Signoretti Inserita il 29/06/2016 - 20:29

Ho appena risposto a sara . forse la risposta non è stata salvata?