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Rosalba  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Reggio Calabria

Lasciare per qualche settimana una bambina di tre anni senza la mamma

Salve, per motivi di lavoro devo viaggiare in altra regione, saranno circa due settimane al mese, e dovrò lasciare mia figlia che ha tre anni a casa con il papà. Senza mezzi termini dico che lei è più legata a me, non che non voglia bene al papà, ma in questi tre anni è stata più con me perché non lavorando avevo più tempo da dedicarle mentre mio marito capitava spesso che mancasse anche tutta la giornata. Lei fa tutto con me, io la porto all' asilo la mattina, la vado a riprendere, le faccio fare il riposino pomeridiano, gioco, le faccio il bagno, la notte dormiamo vicine e lei vuole abbracciarmi. Pensare di doverla lasciare anche se solo per due settimane mi piange il cuore ma non ho scelta. A settembre sono dovuta mancare due giorni e lei ha risposto bene al cambiamento, le ho spiegato che mamma sarebbe tornata presto, che dopo due nanne sarei tornata e lei è stata tranquilla con il papà, adesso però se le dico che mamma deve mancare per un po' per lavoro Lei non vuole, si lamenta, dice che vuole stare con la mamma e qualche giorno fa quando sono mancata da casa per un' oretta per una visita medica lei è scoppiata a piangere, il papà non riusciva a calmarla, chiamava me, così ora non so proprio come comportarmi per farle pesare il meno possibile quando non ci sarò

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 01/12/2025 - 17:35

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Gentile Rosalba,
comprendo il suo disagio nel lasciare sua figlia per un periodo di tempo che non è mai stato così lungo per voi. Perciò è importnte che tutti e tre vi preparaiate a ciò. Ossia che lei Rosalba si convinca, in primis, che un allontamento non scalfirà in nulla il vostro rapporto mamma-figlia. Poi è importante lavorare gradualmente anche con il papà, affidandogli più volte, anche per brevi lassi di tempo, la bambina in modo che quest'ultima si abitui anche a lui e lo inserisca nella asua routine. A tal proposito è importante lavorare sulla relazione col papà, rinforzandola, dievenendo ancora più complici nell'accudimento della bambina. So che non è facile tutto ciò, ma credo che questo lavoro sia essenziale anche per rendere migliore la realzione con il papà e con la bambina. In utlima analisi, poi fare questo lavoro, la aiuterà ad equilibrare meglio il suo ruolo di made e lavoratrice in modo da gestire al meglio eventuali sensi di colpa nel momento in cui dovrà effettuare nuove trasferte. Vi auguro il meglio

Dott. Ursula Fortunato Inserita il 27/10/2025 - 15:02

Buon pomeriggio Signora, capisco quanto possa essere difficile separarsi dalla bambina, soprattutto considerando quanto le sia legata e quanto manifesti il suo disagio quando la mamma si allontana. Allo stesso tempo questa potrebbe essere un'occasione importante per entrambe, per la bambina potrebbe essere l'occasione per rafforzare il legame con il papà e sperimentare che la mamma anche se si allontana poi torna. Si potrebbe pensare assieme come prepararla gradualmente a questo distacco, in modo tale che possiate viverlo con maggiore serenità, cosa ne pensa? Sperando di esserle stata d'aiuto, le auguro il meglio.

Dott.ssa Angela Maria Nitti Inserita il 13/08/2026 - 15:13

Buongiorno Rosalba,
dalla sua descrizione emerge una relazione molto intensa e quotidiana con sua figlia: è comprensibile che l'idea di una separazione di due settimane preoccupi prima di tutto lei.

C'è però un elemento incoraggiante in ciò che racconta: quando a settembre è stata assente per due giorni, sua figlia è riuscita a stare con il papà e ad attraversare bene la separazione sapendo che la mamma sarebbe tornata. Questo ci dice che la bambina possiede già una prima esperienza del fatto che la mamma può andare via e poi tornare.

Due settimane sono naturalmente un tempo diverso da due giorni, soprattutto a tre anni. Per questo più che cercare di convincerla che “non deve essere triste”, lavorerei sulla prevedibilità.

Potete raccontarle con parole semplici cosa accadrà, senza iniziare troppo tempo prima e senza continuare a chiederle se è preoccupata. Può essere utile costruire insieme un piccolo calendario delle “nanne”: ogni giorno il papà può cancellarne una, in modo che il ritorno della mamma diventi qualcosa di concreto e comprensibile.

Preparerei però soprattutto il periodo precedente alla partenza. Se attualmente quasi tutte le routine passano attraverso di lei, sarebbe utile che il papà iniziasse gradualmente a occuparsi già adesso di alcuni momenti: accompagnarla o riprenderla dall'asilo, il bagno, una parte della sera, il riposino o qualche attività solo con lui. Non perché debba “sostituire la mamma”, ma perché padre e figlia possano costruire modalità loro di stare insieme prima che la necessità diventi improvvisa.

È possibile che sua figlia protesti, dica di non volere che lei parta o pianga. La protesta non è necessariamente il segnale che la separazione le stia facendo male: può essere semplicemente il modo, del tutto comprensibile, con cui una bambina di tre anni esprime che preferirebbe avere la mamma con sé.

Durante l'assenza manterrei un contatto abbastanza prevedibile come per esempio una videochiamata in un momento stabilito, osservando però anche come reagisce la bambina. Per alcuni bambini sentirsi ogni giorno è rassicurante; per altri troppe chiamate riattivano ogni volta la separazione. Potrete quindi regolarvi guardando concretamente come sta lei.

Eviterei invece partenze di nascosto o saluti molto prolungati e incerti: è più rassicurante un saluto chiaro, affettuoso e coerente.

Infine terrei presente anche la sua fatica di mamma. A volte siamo noi adulti a vivere anticipatamente la separazione con molta angoscia, e il bambino può percepire quella preoccupazione. Preparare sua figlia significa quindi anche riuscire, per quanto possibile, a trasmetterle questo messaggio: “Mi mancherai, ma so che puoi stare con papà e so che ci ritroveremo.”

Se nelle settimane precedenti emergessero invece reazioni molto intense e persistenti, o se volesse preparare più nel dettaglio questo passaggio, qualche colloquio di consulenza genitoriale potrebbe essere utile per costruire insieme modalità adeguate alle caratteristiche specifiche della bambina e della vostra famiglia.

Un caro saluto,
Angela Maria Nitti – Psicologa, area perinatale e genitorialità

Dott.ssa LIVIA PELLEGRINO Inserita il 31/10/2025 - 14:07

Salve
I bambini piccoli dell' età di sua figlia manifestano naturale attaccamento nei confronti della figura genitoriale.
Sono anche capricciosi e non ancora in grado di autoregolarsi.
Io credo che per lei sia importante accettare la proposta lavorativa e quindi può allontanarsi senza alcuna difficoltà, magari sentendo anche videochiamata sua figlia.
Buona giornata