Virginia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 10/04/2018

Trento

Soffro di vomito collegato all'ansia e periodi di depressione da quasi quattro anni

Soffro di ansia da circa quattro anni, prima di esami non riesco a mangiare anche per giorni e ho conati di vomito (o vomitare acqua) prima di entrare in aula. Non ho mai dato molto peso a questo fenomeno fino a che non mi è capitato di provare la stessa sensazione con la mia ex ragazza: abbiamo avuto una relazione di quasi due anni, io sono sempre stata molto insicura e per i primi mesi (6) capitava spesso che vomitassi prima di vederla da quanto mi agitavo, il fatto è che era un'agitazione "positiva", cioè io ero contenta di vederla ma poi appena succedeva avevo bisogno di vomitare. Una volta vomitato stavo sempre meglio. Il problema della nostra relazione è stata la mia gelosia ossessiva e la mia tendenza a farmi paranoie su qualsiasi cosa, questo ha portato a una rottura del rapporto. Mi capita spesso di avere delle crisi in cui non riesco a controllare le mie emozioni, e in cui il mio corpo cerca di rigettarle col vomito. Ogni volta che rimango da sola la ma testa inizia a viaggiare e a farsi le paranoie, insomma a pensare in negativo, spesso mi capita di pensare anche al suicidio, quando ero più piccola ho praticato autolesionismo. La maggior parte delle volte finisco per fare del male a me stessa in quanto scambio la produzione della mia mente per la realtà. Avendo la consapevolezza di aver rovinato la mia relazione mi sono messa in testa di ritrovarci e costruire una relazione equilibrata, ma quando entra in gioco la mia ex compagna (che al momento è convinta che sia lei la causa di tutti i miei problemi e non vuole peggiorare la situazione tornando con me) assumo due comportamenti opposti: il primo è quello di crisi, dove sfogo irrazionalmente i miei pensieri, anche più profondi e aggressivi; in questo stato non riesco a distinguere ciò che è la mia immaginazione da ciò che è vero, e questo nuoce sia me e a lei. Spesso questo stato è accompagnato da attacchi di pianto, vomito, sudorazione e difficoltà nel respirare regolarmente. Il secondo stato è quello di ripresa, dove riesco ad essere razionale e calma, mi accorgo dell'esagerazione del mio sfogo precedente e ho la convinzione di avere il pieno controllo delle mie emozioni. Spesso queste due fasi si alternano più volte nel corso di una gionata. Ci tengo a precisare che l'ansia non è collegata solamente alla mia sfera sentimentale, ma mi capita di agitarmi anche in situazioni quotidiane normali. Quando ho l'ansia non riesco a mangiare, ma fumare marijuana mi aiuta a stimolare l'appetito. Il mio obbiettivo è quello di riuscire a controllare le mie emozioni e riuscire ad avere dei rapporti interpersonali sani ed equilibrati. Da qualche mese ho iniziato a fumare regolarmente marijuana e hashish e l'ansia prima degli esami è quasi scomparsa, ma non penso sia un'abitudine sana quindi vorrei riuscire a stare bene anche senza. Inoltre non sono particolarmente entusiasta di niente nella mia vita, non c'è niente che mi faccia sentire veramente felice o soddisfatta e non ho ambizioni che mi facciano trovare piacere nel vivere ogni giorno, sto facendo un'università di cui non sono convinta e che non mi riesce bene. Ho l'impressione di ricevere più delusioni dalla mia vita che altro. Come posso fare per controllare le mie paranoie (tradimenti, senso di inferiorità) e non scambiarle per la realtà, per avere dei rapporti interpersonali più sani? E soprattutto come posso ritrovare l'entusiasmo di vivere?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 10/04/2018 - 20:59

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Virginia,
La situazione che ha descritto presenta diverse criticità che devono essere opportunamente analizzate e comprese affinché lei possa ritrovare una condizione di equilibrio e benessere.
Quindi, può valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo per affrontare le sue ansie e "paranoie" che, come ha già intuito lei, non possono essere gestite attraverso l'uso di sostanze psicoattive.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)