Cosa sta succedendo?
Buonasera, non so se sia la categoria giusta, sono una ragazza di 27 anni e da ormai 4 anni sperimento quelle che per semplicità (e sicuramente in maniera imprecisa) definisco "crisi". Si tratta di fortissimi sbalzi emotivi, in cui non riesco a far altro che piangere, spesso senza un motivo reale oppure con motivazioni futili, senza riuscire a fare nulla o ad alzarmi dal letto, in cui non faccio altro che lasciarmi andare ad un'escalation di pensieri negativi, fino a fantasie di morte. Se sono costretta, mi trascino in giro come uno zombie per tutta la giornata. Un tempo erano crisi episodiche, che ho per questo ignorato, ma ultimamente sono più frequenti e lunghe (durano giorni, prima che riesca a risollevarmi). Arrivano in maniera improvvisa e scompaiono in maniera improvvisa, lasciandomi anche un po' attonita di un comportamento su cui non riesco ad avere il controllo e che sempre più spesso non ha cause scatenanti. Sono diventate invalidanti per la mia vita sociale, dato che mi capita sempre più spesso di avere queste crisi quelle rare volte in cui esco e mi sembra di non riuscire più letteralmente a tollerare nessuno, anche nei momenti in cui sono "lucida", preferendo attività solitarie.
Ho un background difficile alle spalle, che comprende una madre single oppressiva, la conseguente fuga da casa dai 17 ai 24 anni con un fidanzato che si è rivelato abusante, privandomi della possibilità di interagire con le persone, dello stipendio guadagnato e di tutta la mia autostima, trasformandomi da vittima a carnefice con fantasiose bugie agli occhi degli altri. Fortunatamente ne sono uscita, grazie anche ad un sofferto coming out come bisex ed il ritorno all'università. Sono tante cose, per cui mi sono data tempo, per reimparare a fidarmi delle persone e per accettarmi. Battaglie che credevo di aver vinto...eppure negli ultimi sei mesi le cose stanno rapidamente degenerando e non riesco a vedere miglioramenti o a capire cosa ho, come posso uscire da questa situazione, che le persone intorno a me tendono a svalutare.