TOMMASO domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/09/2017

Ansia esami e ansia da prestazione

Salve, sono un ragazzo di 25 anni e studio Medicina. Ho deciso di rimandare agli inizi di ottobre un esame che avrei dovuto e voluto fare in questa settimana. Perchè? costante sensazione di non essere pronto, nonostante uno studio estivo abbastanza proficuo (per quanto possa essere proficuo lo studio estivo in generale). Sicuramente esame complesso, mnemonico e lungo, sicuramente tempo in più che giova ma... come non pensarci sempre? come non considerare un rinvio un fallimento? ho pensato mille volte in testa alle conseguenze di sostenerlo o meno ora, alle conseguenze di aspettare (seppur poco tempo). Come prendere una decisione e restare coerenti senza se e senza ma? e senza mille costruzioni mentali inutili che privano di energie.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Flavia Passoni Inserita il 04/10/2017 - 13:38

Gentile Tommaso,
Intanto grazie per averci scritto e in bocca al lupo per il suo percorso. La prima domanda che potrebbe porsi è la seguente: si tratta di un periodo atipico, caratterizzato da pensieri fissi di fallimento e inadeguatezza, oppure è sempre stato così per gli esami importanti? Nel primo caso potrebbe trattarsi di uno stato contingente, magari innescato da qualche evento in particolare; potrebbe allora esserle utile interrogarsi su cosa rende questo esame diverso dagli altri. Altrimenti, è probabile che questa "ansia da prestazione" sia una sua modalità — più o meno funzionale — di prepararsi alle cose che considera importanti. In questo caso, provi a fare una lista dei vantaggi che questo stato d'animo le ha offerto in passato (es. studio più meticoloso, organizzazione adeguata, migliore concentrazione...) e degli svantaggi che invece, come adesso, la rallentano. In questo modo potrà imparare a prendere solo il meglio da questo suo tratto. Un ulteriore aiuto, da non sottovalutare, potrebbe venire da un percorso anche breve di counselling psicologico — con l'obiettivo di conoscersi meglio e superare al meglio questo periodo particolarmente stressante, imparando anche a gestire emozioni e pensieri in modo più efficace e funzionale.
Rispondono:
Dott. Verza Stefano Clemente e Dott.ssa Passoni Flavia Ilaria, esperti Centro Synesis Psicologia
Carnate (MB), Arcore (MB), Cagliari (CA)
0396076481, 338163275
http://www.centrosynesis.it/1/l_esperto_risponde_4107334.html?cat=19996

Dott.ssa Maria Cristina Lorenzini Inserita il 20/09/2017 - 07:15

buongiorno Tommaso!
Riflettendo sulla tua domanda mi si aprono molte altre domande , utili a contestualizzare la fase che stai vivendo.
Certo hai messo a fuoco l'inutilità o meglio il danno di questo continuo tergiversare.
Quindi mi chiedo ad esempio,a che punto sei del tuo piano di studi? La difficoltà che vivi con questo esame , è la prima volta che la sperimenti? Sei verso la fine degli esami? Questo esame rappresenta l'ultimo grande scoglio da superare ? Sei quindi prossimo alla meta? O sei ancora lontano dalla meta?
Nei mesi scorsi è accaduto qualcosa nella tua vita che ti ha colpito?
Potrei proseguire a lungo con le domande , per poter appunto comprendere il senso che questa impasse rappresenta per te , in questo momento.
Spesso quando riusciamo a mettere a fuoco il significato di una difficoltà , abbiamo già fatto gran parte del lavoro.
cerca di non essere troppo giudicante e severo con te stesso. Piuttosto riconosci eventuali timori , timori magari legati al tuo futuro.
Riconoscendo ciò che ci inquieta lo possiamo più facilmente affrontare.
Puoi essere coerente con te stesso se riconosci a te stesso quali sono le ombre che ti inquietano e che vivi come delle minacce.
Quando siamo 'spaventati' da qualcosa, soprattutto quando non riconosciamo da che cosa, ci blocchiamo o evitiamo ciò che ci spaventa.

Mcristina Lorenzini