Giorgia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/01/2015

Pisa

Cosa farò da "grande"?

Buona sera,
Ho 19 anni, sono una studentessa universitaria che da qualche mese a questa parte si guarda alla specchio e non sa più cosa vede.Quest'anno ho iniziato il mio percorso universitario e già mi sento come fossi un pesce fuor d'acqua; prima di intraprendere questa strada, ho vissuto e subito numerose sconfitte,agli occhi altrui piccole ed innocenti,ai miei clamorosi fallimenti. Ho sempre desiderato diventare una Veterinaria, la mia unica ragione di vita sono gli animali; il fallimento al test d'ammissione ha fatto la sua gran parte, ed ora mi ritrovo a fare qualcosa che non mi piace dove non riesco a passare neanche un insulso test di valutazione,e penso:" Se non riesco a passare uno stupido compitino di matematica,come potrò mai diventare medico?". Perdonatemi per la possibile forma di arroganza, ma non basta sentirsi dire "Albert Einstein è stato bocciato 40 volte in matematica ed ora è un grandioso esempio." Non nego di aver preso in considerazione l'opzione di mollare tutto e tentare di avere una chance nel mondo del lavoro.Non so,sto cercando stimoli,voglia,positività, ma tutto ciò di cui ho voglia adesso è di star nel letto e non muovere un dito.Lei cosa ne pensa?...
La ringrazio tantissimo,anticipatamente, di avermi "ascoltata".
Una buona serata.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa DANIELA SIRTORI Inserita il 21/01/2015 - 09:30

Cara Giorgia,
sono d'accordo con la collega che il nostro modo di pensare determina come approcciamo i problemi. Tu stessa ammetti che ciò che per te è un clamoroso fallimento per altri è minimale.. Ma è vero anche che gli altri non ci conoscono spesso così profondamente da capire quanto qualcosa può essere importante per noi. Quindi proprio tu devi trovare il modo per realizzare ciò che desideri. Come? Magari tentando il test in un'altra università.. magari facendoti supportare nella preparazione.. come nella matematica.. Il problema non è fallire.. è cercare nuove strade per raggiungere la meta.. riorganizzare le idee.. riprovare..
Forza Giorgia!

D.ssa Daniela Sirtori - Monza

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 17/01/2015 - 10:55

Buongiorno Giorgia,
non vedo arroganza nelle tue parole, quanto invece una buona dose di frustrazione e scoraggiamento. Non mi è chiaro se al secondo tentativo, sei stata ammessa a Veterinaria o se invece hai ripiegato su un corso diverso che non senti tuo. In ogni caso, mi sento di dirti ciò che costituisce anche il principio base della terapia cognitiva: non esiste mai un unico modo di vedere le cose. La strategia per superare alcune difficoltà è quella di modificare il proprio punto di vista, andandone ad adottare uno più proficuo per il benessere. In questo momento, giudicando la sconfitta al test un enorme fallimento e sviluppando i pensieri svalutanti e “depressivi” del tipo “se non sono riuscita in questo come farò con altre sfide di vita?” il risultato non è dei più positivi, in quanto comporta ritiro, voglia di lasciar perdere, sfiducia nel futuro, e di conseguenza allontana soltanto il desiderio e la reale possibilità di diventare una veterinaria. Nessuno sa se questo ragionamento è fondato o meno, ciò che sicuramente procura è ulteriore sofferenza. Perché non darsi la chance di pensare che sia stata colpa di tanti fattori messi assieme, tra cui anche la fortuna, la valutazione soggettiva dei professioni e ritentare o farsi forza con altri elementi positivi sicuramente presenti in te, che possono comunque farti diventare un bravo medico (ad esempio l’ascolto, l’empatia..)? Cosa può comportare di negativo l’adottare una spiegazione differente? Stai diventando una giovane donna ed è bene che tu riesca ad avere una maggior consapevolezza di te, dei tuoi punti di forza e anche di quelli deboli, per poter affrontare al meglio la vita.
A disposizione per ulteriori informazioni,
Dott.ssa Chiara Francesconi