Alisson domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 30/11/2016

Palermo

Mi sa che non voglio crescere

Sono un ragazzo di 28 anni che lavorava in un magazzino a contratto a tempo determinato nella sua terra che non offre molte opportunità e che forse molto probabilmente sarebbe diventato a tempo indeterminato...dico " lavorava " perché l' ultimo giorno di lavoro ho ricevuto una chiamata per lavorare a roma dove avevo gia vissuto per 2 anni e dove avevo fatto un concorso che ai tempi speravo di vincerlo anche se sapevo che sarei rimasto per sempre a roma, ma in quel preciso istante non sapevo che cosa fare..attratto dal contratto più sicuro ma allo stesso tempo non volevo lasciare la mia famiglia ed affetti..decisi di essere sincero e dire tutto al mio datore di lavoro sperando mi tranquillizzante facendomi rimanere...lui si mi ha tranquillizzato ma era poco affidabile e dopo i discorsi lunghi che mi faceva mi diceva io però certezze non te ne posso dare...entrai nel pallone e in troppo poco tempo e sommerso da miliardi di pensieri come famiglia tranquillità ecc.. ho dovuto prendere una decisione che purtroppo fu quella di partire...mi ritrovai l indomani a roma distrutto...pieno di pensieri..stavo cominciando a capire che non era ciò che volevo!...allora per lo sbaglio commesso che non riuscivo perdonarmi decisi di ritornare dal datore di lavoro quasi supplicandolo di riprendermi..ma lui niente...pieno di dolore cominciai a piangere a disperarmi quasi come se era morto qualcuno..purtroppo sono una persona che cerca di non sbagliare mai e che quando sbaglio non riesco a perdonarmelo.. dopo 5 giorni iniziai il nuovo lavoro con il viso sempre sconvolto, ogni giorno mi alzavo sempre con il pensiero dell'errore che avevo commesso...mi tormenta tutt'ora...avevo abbandonato tutto...e di colpo mi è salita l'ansia che cmq non volevo perdere i miei genitori e stare sempre accanto a loro...allora cominciai a pensare cose brutte e negative....pensando e ripensando sto iniziando a capire che innanzitutto non sto bene e che la voglia di non voler perdere i miei, di stare sempre con loro felici mi fa capire che soffro all'idea che il tempo passa e che con gli anni possa perderli...ancora di più se non sono con loro e non me li vivo...vorrei sempre rimanere così o addirittura ritornare a quando ero piccolo...non voglio crescere e affrontare questa vita che purtroppo nonostante il mio carattere buono mi ha voltato sempre le spalle.....sono arrivato al punto di pensare seriamente su ciò che devo fare cioè se mollare tutti e vivere con i miei e qualsiasi cosa mi capita di lavoro accettarlo ma almeno mi vivrò i miei al 100 per cento ed anche se non mi faccio una famiglia non m' interessa ed un domani se loro se ne andranno non avrò cmq rimorsi di non essergli stato vicino fino alla fine, oppure stare a roma con un lavoro dove mi permette di scendere ogni 20 giorni che mi porterà alla pensione ma che cmq non mi farà avere una famiglia in quanto ho deciso che non ho voglia di fare una famiglia con una ragazza di roma perché eventualmente alla pensione io voglio ritornare giù nella mia terra...ma in ogni caso io non voglio crescere...c'è una soluzione a questo mio caso?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Daniela Benedetto Inserita il 01/12/2016 - 04:31

Roma - Monte Verde, Portuense, Gianicolense, Macca
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Gentile Allison, le incertezze del percorso di vita le hanno scatenato ansia, paura, pensieri ricorrenti che alimentano una percezione individuale di instabilità e vulnerabilità che le impediscono di decidere al meglio.
Io credo che abbia bisogno innanzitutto di ritrovare un silenzio interiore ed una stabilità psichica che le permettano un pensiero lucido ed incondizionato rispetto alla paura che la confonde.
Da una parte quindi un percorso di Mindfulness X migliorare l'attenzione consapevole e ridurre lo stress e dall'altro un percorso breve di psicoterapia EMDR.
A sua disposizione