Lucia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/11/2016

Torino

Fobia da solitudine

Salve,
ho 24 anni e ultimamente ho continui attacchi d’ansia, vivo in un perenne turbamento emotivo e mi sveglio più volte ogni notte in un lago di sudore (e io non sudo mai, è strano che abbia caldo, sono una persona solitamente molto freddolosa).
Qualche mese ho lasciato il mio fidanzato dopo cinque anni di cui due passati a litigare per i motivi più inutili. Dopo questo avvenimento mi ritrovo spesso a dover affrontare momenti di noia in cui mi sento inutile, momenti che potrei evitare dato che ho mille cose da fare tra corsi e lavoro, ma ho difficoltà a concentrarmi perché vengo colta da questa sorta di ansia da solitudine.
Ho conosciuto quest'estate una persona con cui mi trovo molto bene a livello intellettivo, siamo diventati subito amici, ci sentiamo spessissimo da ormai due mesi e ogni volta che ci vediamo io ritrovo la pace e queste sensazioni di malessere scompaiono totalmente.
Il problema è che di punto in bianco questa persona ha smesso di rispondere subito ai miei messaggi/telefonate, cosa che prima faceva sempre, è diventato di colpo più distaccato e io che credevo di aver trovato la mia pace ora sono piombata in un circolo ancora peggiore, in quanto ho dei veri propri attacchi di paura in cui riesco solo a stare ferma e piangere, e penso che questa persona sia totalmente disinteressata a me, mi odi per qualche motivo, voglia scappare da me; poi l'ansia cresce ed inizio a pensare che il fatto che le persone mi fuggano sia una condizione che si ripete ciclicamente nella mia vita e allora la tristezza aumenta. Mi sento terribilmente sola.
Quando però questa persona "torna", anche io torno in me. E' come se fossi "me" solo quando parlo insieme a lui. 
La maggior parte del tempo gli voglio bene, in alcuni momenti credo di essere innamorata di lui, poi mi dico che gli voglio bene solo come un amico e nulla più, e in altri momenti (sopratutto durante queste crisi) lo odio con tutto il cuore perché non c’é. Sono tormentata dall’ansia di essere un peso, un macigno di cui le persone vogliono liberarsi.
Quando “torno in me” mi vergogno di tutte le emozioni provate in precedenza e tento di vivere in uno stato di tranquillità che mi abbandona appena rimango sola (es. tragitto in autobus), e il tutto ricomincia.
Questa cosa va avanti da ormai due mesi.
Cosa devo fare? Al momento cerco di occupare il mio tempo al 100 % per evitare di pensare, ma dubito che questo mi possa aiutare a lungo termine.
Ringrazio infinitamente chiunque risponderà

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Cristina Giacomelli Inserita il 23/11/2016 - 10:14

Gentile Lucia
il suo stato d'ansia e di panico mostrano conflitti interiori irrisolti, che prescindono da chi le sta accanto. Mi spiego meglio: per stare bene con gli altri deve innanzitutto stare bene con se stessa; è una premessa fondamentale. Se non fosse così, il rischio certo sarebbe quello di vivere costantemente in balìa degli altri, dipendente (emotivamente) da loro. La bassa autostima, l'angoscia di separazione e l'instabilità emotiva sono caratteristiche che ha e che deve affrontare se vuole riprendere in mano la sua vita e la sua "libertà".
Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta psicodinamico che potrà aiutarla a capire le cause antiche del suo malessere e, nell'immediato, potrebbe insegnarle il Training Autogeno (valido aiuto nei casi di ansia e panico, anche per facilitare un sonno più tranquillo).
Rimango a disposizione
Cordialmente

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dott.ssa Simona Bianchini Inserita il 22/11/2016 - 10:24

Gentile Lucia,
le sue sensazioni hanno a che fare con la paura dell'abbandono e di solito questo timore ha radici molto profonde. L'aver concluso una relazione che durava da 5 anni ha probabilmente risvegliato questo antico timore di solitudine. La sua ansia si placa quando si sente tenuta in considerazione da questa persona, entrata nella sua vita da poco tempo. Per quanto sia comprensibile che lei si sia legata, in un momento di noia e solitudine , ad una persona che la attrae intellettualmente, è sempre rischioso "affidare" totalmente all'altro il nostro stato emotivo. Si sta creando una vera e propria dipendenza, che non le permette di valutare questa nuova relazione in base a ciò che prova e a quello che vorrebbe da questa persona, ma solo in base a come questa persona le mostra interesse, passando da una emozione estrema all'altra senza riuscire a trovare un equilibrio. Inoltre, nei momenti di solitudine è come se avesse bisogno di un'ancora e tende ad idealizzare questa nuova presenza , investendola di un significato troppo importante(poiché gli sta dando un potere sul suo umore) rispetto a quella che è la natura attuale del rapporto. NOn deve vergognarsi nel provare queste emozioni, le emozioni ci ricordano che siamo vivi e che abbiamo dei bisogni. Vanno però accolte ed elaborate per far si che la loro espressione non diventi invalidante. Approfitti di questo periodo di smarrimento per intraprendere un percorso di psicoterapia e lavorare sui suoi timori. Sono certa che ne trarrà giovamento e riacquisterà una buona indipendenza affettiva.
un saluto,
Dott.ssa Simona Bianchini