Fobia da solitudine
Salve,
ho 24 anni e ultimamente ho continui attacchi d’ansia, vivo in un perenne turbamento emotivo e mi sveglio più volte ogni notte in un lago di sudore (e io non sudo mai, è strano che abbia caldo, sono una persona solitamente molto freddolosa).
Qualche mese ho lasciato il mio fidanzato dopo cinque anni di cui due passati a litigare per i motivi più inutili. Dopo questo avvenimento mi ritrovo spesso a dover affrontare momenti di noia in cui mi sento inutile, momenti che potrei evitare dato che ho mille cose da fare tra corsi e lavoro, ma ho difficoltà a concentrarmi perché vengo colta da questa sorta di ansia da solitudine.
Ho conosciuto quest'estate una persona con cui mi trovo molto bene a livello intellettivo, siamo diventati subito amici, ci sentiamo spessissimo da ormai due mesi e ogni volta che ci vediamo io ritrovo la pace e queste sensazioni di malessere scompaiono totalmente.
Il problema è che di punto in bianco questa persona ha smesso di rispondere subito ai miei messaggi/telefonate, cosa che prima faceva sempre, è diventato di colpo più distaccato e io che credevo di aver trovato la mia pace ora sono piombata in un circolo ancora peggiore, in quanto ho dei veri propri attacchi di paura in cui riesco solo a stare ferma e piangere, e penso che questa persona sia totalmente disinteressata a me, mi odi per qualche motivo, voglia scappare da me; poi l'ansia cresce ed inizio a pensare che il fatto che le persone mi fuggano sia una condizione che si ripete ciclicamente nella mia vita e allora la tristezza aumenta. Mi sento terribilmente sola.
Quando però questa persona "torna", anche io torno in me. E' come se fossi "me" solo quando parlo insieme a lui.
La maggior parte del tempo gli voglio bene, in alcuni momenti credo di essere innamorata di lui, poi mi dico che gli voglio bene solo come un amico e nulla più, e in altri momenti (sopratutto durante queste crisi) lo odio con tutto il cuore perché non c’é. Sono tormentata dall’ansia di essere un peso, un macigno di cui le persone vogliono liberarsi.
Quando “torno in me” mi vergogno di tutte le emozioni provate in precedenza e tento di vivere in uno stato di tranquillità che mi abbandona appena rimango sola (es. tragitto in autobus), e il tutto ricomincia.
Questa cosa va avanti da ormai due mesi.
Cosa devo fare? Al momento cerco di occupare il mio tempo al 100 % per evitare di pensare, ma dubito che questo mi possa aiutare a lungo termine.
Ringrazio infinitamente chiunque risponderà