elisa domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 18/06/2016

Roma

Ansia

Salve,
volevo raccontare la mia storia ed avere delle risposte. Io ed il mio ragazzo ci siamo conosciuti 4 anni fa. Entrambi viviamo fuori casa per motivi di lavoro. Dopo poco meno di un anno che stavamo insieme una mattina si sveglia e comincia a sentirsi male (tachicardia, sudorazione, mal di testa, tremore), e mi dice ti amo da morire ma quando ti avvicini a me mi sento male. Non voglio perderti ma sto male fisicamente quando mi stai accanto. Dopo 8 mesi di tira e molla, quando si rende conto che mi sta perdendo torniamo insieme, pian piano gli è passato tutto. Dopo circa un anno lui viene trasferito per motivi di lavoro il un'altra città (che non è la sua città natale e non è lontana dalla mia). Io mi faccio in 4 per poterlo vedere tutti i fine settimana, entrambi facciamo diversi sacrifici, ci amiamo, cominciamo a parlare di matrimonio, decidiamo che tra un paio di anni ci sposiamo, e la settimana scorsa si sente male allo stesso modo di 3 anni prima (tachicardia, sudorazione, mal di testa, tremore). Mi dice io ti amo da matti, per me tu sei la mia metà, io ti vorrei come madre dei miei figli, però da una settimana ogni volta che ci sentiamo mi viene l'ansia e non riesco più a starti accanto. Io vorrei solo capire perché gli vengono questi attacchi di ansia se mi ama e se si può combattere questo tipo di ansia facendo delle sedute, ma se soprattutto ci si può guarire.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 18/06/2016 - 11:23

Buongiorno Elisa,
l'ansia non è una malattia.. ma un'emozione! Non è quindi necessario "guarire" da questa condizione, ma ascoltarla e comprenderla. L'ansia in particolare è un emozione definita "segnale", indice di qualcosa nella propria vita che ci sta dando pensiero, che ci sta spaventando, o che crea un dubbio o conflitto interiore. Insomma, un segnale che vuole dirci "ascoltati, pensa a ciò che stai vivendo, rifletti... e cerca di seguire i tuoi reali bisogni, desideri e scopi di vita". I percorsi psicologici hanno proprio questo fine: quello di renderci consapevoli di ciò che vogliamo e di cui abbiamo bisogno e di cosa invece ci crea tensione e disagio. Ovviamente, durante un percorso psicologico si apprendono anche strategie per gestire al meglio l'emotività e per non spaventarsi e non amplificare ulteriormente queste normalissime (ed innocue) variazioni fisiologiche. La ricerca di un consulto terapeutico deve però essere spontanea, non si possono costringere le persone a frequentare lo studio dello psicoterapeuta! Può però confidare le sue sensazioni al suo fidanzato e parlare assieme della possibilità, per lui, di comprendere meglio ciò che sta succedendo. Non è escluso che potreste anche fare delle sedute congiunte per parlare entrambi assieme ad un terapeuta dei vostri dubbi e sentimenti rispetto alla vostra relazione. Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it