Alessio domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 15/05/2016

Torino

Inquietudine

Buongiorno, mi chiamo Alessio ho 30anni.Sono sposato e ho una bimba di 3 anni che amo enormemente. Di per sè la mia vita è perfetta, ho una bella famiglia unita,un bel lavoro che amo svolgere e pratico tanto sport con passione. Da inizio anno in seguito ad un paio di attacchi di ansia durati in realtà pochi secondi mi sembra che la mia tranquillità e serenità siano diminuite.Soprattutto i primi mesi mi sono fatto prendere troppo da questi episodi e passavo quasi tutta la giornata a rimuginare sull accaduto, chiedendomi cosa mi stesse accadendo.Ho anche temuto mi stesse venendo una forma depressiva nonostante in realtà io sia comunque di buon umore su lavoro e in compagnia. Però mi rendo conto che quando sono solo e rifletto troppo mi sembra di provare agitazione (o ansia) come se ci fosse qualcosa che non va ma che non so individuare. Ho provato a scavarmi dentro e sono arrivato a credere che forse questa agitazione è portata da una sorta di monotonia nella vita quotidiana. Mi chiedo però come sia possibile che una vita che ho sempre apprezzato vivere fino a pochi mesi fa,oggi mi faccia venire queste sensazioni. E poi se è vero che provo monotonia perché poi quando sono impegnato nel mio lavoro o nello sport o con la famiglia non percepisco questa sensazione?? Può essere che l ansia stia generando dei pensieri "fasulli" che a loro volta alimentano l ansia stessa??scusate se il discorso è un po' contorto ma vorrei riuscire a capire su cosa devo lavorare per tornare ad essere al 100% e a vivere col"pilota automatico "come facevo prima.
Grazie in anticipo

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Simona Lovaglio Inserita il 01/06/2016 - 08:34

Gent.mo Alessio,
mi spiace per il momento di confusione che sta attraversando. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
I due vissuti che porta come problematici sono da un lato l’ansia e dall’altro la tristezza, o comunque dei cali dell’umore quando non è impegnato in situazioni sociali (famiglia, lavoro, sport..). In quei momenti percepisce una monotonia e rimugina su episodi in cui l’ansia ha preso il sopravvento e le ha forse fatto perdere momentaneamente il controllo.
Quello che afferma sull’ansia che attiva pensieri con cui si autoalimenta è molto comune in queste fasi di crisi, e sarebbe molto utile lavorare con un esperto su questi momenti di disorientamento, per ritrovare la serenità che comunque riconosce razionalmente. Ad esempio potrebbe essere utile, in quei momenti di solitudine, richiamare alla mente i bei pensieri legati alla vita sociale che riconosce come molto soddisfacenti!
Potrebbe comunque essere utile parlarne con un esperto per analizzare bene la situazione, per ricercare insieme l’origine di questi vissuti emotivi che la allontanano momentaneamente dalla sua serenità e lavorarci sopra.
Dott.ssa Simona Lovaglio
Nichelino (TO)
www.simonalovaglio.com

Dott. Paolo Bonizzoni Inserita il 16/05/2016 - 08:11

Buongiorno Alessio, la sua frase finale "vivere col pilota automatico mi ha colpito e le domando se davvero una vita vissuta senza esserci le interessa. Cordialmente Bonizzoni Paolo

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 15/05/2016 - 15:17

Buonasera Alessio,
l'ansia è un'emozione-segnale, che vuole avvisarci di qualcosa che potrebbe non essere totalmente soddisfacente nella nostra vita attuale, ma che potrebbe anche indicare una preoccupazione per qualcosa di più profondo, che è magari difficile scavare e raggiungere a livello soltanto razionale. Sarebbe necessario comprendere meglio cosa sia accaduto in quei primissimi episodi di ansia più acuti, anche se brevi, cioè cosa potrebbe averli causati; e cosa invece può aver instaurato la successiva attenzione su quei sintomi e sensazioni sperimentate e i ragionamenti che ne sono seguiti. Le faccio un esempio: a prescindere dal cosa abbia creato l'attacco iniziale, come mai si è focalizzato sulla presenza di questo "sintomo"? E' possibile che siano insorti pensieri specifici sul "perchè sentirsi così?" ...e perché il sentirsi così non poteva essere interpretato soltanto come un'accettabile fluttuazione dell'umore? Ora, è sempre bene riflettere sulle nostre reazioni emotive, ma diventa poi anche importante capire quanto si sta cercando l'origine della prima ansia o quanto invece ci si stia focalizzando sul "non vorrei questo sintomo, non dovrebbe esistere!". Le consiglierei un percorso terapeutico per poter trovare risposte ai suoi dubbi e riprendere la sua serenità di vita.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it