Max domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 27/04/2016

Milano

Crisi di identità: ho forse qualche disturbo della personalità?

Buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni. Nell'ultimo anno e mezzo ho iniziato ad entrare in crisi con me stesso. Sono sempre stato un ragazzo calmo e timido, ho sempre avuto pochi amici fin dalle elementari. Tutto è iniziato l'anno scorso, con la mia prima storia d'amore. Non mi ero mai dichiarato né avevo mai corteggiato una ragazza, pur essendomi innamorato altre volte. Alle medie ho avuto un crisi, credo adolescenziale, insieme a, penso, un disturbo ossessivo compulsivo fino alla seconda superiore. Infatti continuavo per più di una volta al giorno a ripetermi frasi come "se non giri questo oggetto 3 volte succederà qualcosa di brutto" e ad agire di conseguenza. In seconda superiore ho avuto una svolta "razionale" da cui è scaturito il mio ateismo e la mia rinuncia ad ogni cosa irrazionale. Da li in poi sono stato bene, più o meno. In famiglia sono sempre stato considerato un po' strano: vesto sempre allo stesso modo, non mi interessano le cose che interessano generalmente ai ragazzi della mia età, non parlo dei fatti miei, faccio ragionamenti che loro considerano strani (ma che per me sono del tutto ragionevoli), in contesti sociali sono spesso in imbarazzo (non so come comportarmi).
Quando ho iniziato la frequentazione (un anno fa) di colei che fortunatamente ora è la mia ragazza, ho scoperto un lato di me stesso che ripensandoci era già in me ma non ci facevo caso. Mi sono infatti reso conto che ho una sorta di blocco che mi impedisce di esprimere i miei pensieri più profondi, le mie emozioni. E' sempre stato così, sin da piccolo, non ho mai parlato con qualcuno di come mi sentivo, delle mie emozioni; né con amici né con familiari. Nemmeno ora che sono fidanzato da un anno riesco a parlare con lei e dirle come mi sento e questo mi crea spesso disagi perché quando interrogato su me stesso mi paralizzo, sto zitto e faccio star male la persona che ho di fronte. Non solo, ho anche notato che non riesco a fare complimenti sinceri ma questo non è il problema, il vero problema è che mi sono reso conto che non mi viene spontaneo fare dei complimenti, quasi come se non mi importasse. Per questo motivo sono davvero sorpreso di essermi riuscito a fidanzare, tenendo conto che in un anno sono riuscito a farle si e no 2 complimenti che probabilmente non sono nemmeno sembrati spontanei (e non capisco il motivo dato che sono sicuro di amarla) e ci ho messo 8 mesi a riuscire a dirle che la amo, scoppiando poi in lacrime come un bambino.
Di seguito, la mia ragazza mi ha fatto notare che non accetto le critiche negative, in effetti nella quasi totalità delle volte che qualcuno mi critica qualcosa, abbandono la conversazione convinto di aver ragione, mentre a volte eccedo nell'ira e me la prendo con oggetti, senza che gli altri però lo sappiano.
Un altro fattore che mi ha fatto entrare in crisi è stata l'università. Mi sono sempre considerato più intelligente dei miei compagni, e in effetti mi sono diplomato al liceo classico pur avendo studiato poco e niente. Con l'inizio dell'università ho cominciato ad avere un sentimento di depressione e frustrazione per esami non dati (perché quasi sempre rinuncio a dare esami particolarmente complicati, quasi come se non sopportassi l'idea di fallire). Ora alterno momenti in cui penso che effettivamente sono diverso dagli altri, più intelligente, a momenti in cui invece mi svaluto, pur mantenendo però nel profondo la convinzione di essere migliore di molti che invece passano gli esami in questione.
Lo so che possono sembrare problemi frivoli e che ci sono mali peggiori, ma sono nella condizione in cui a giorni alterni sento un mal di vivere che mi paralizza, mi sento vuoto, apatico, ma soprattutto incapace di capire le mie emozioni; mi ritrovo infatti a piangere a volte senza capirne il motivo. Ed è proprio dell'apatia che ho paura, come se una parte di me avesse realizzato che le emozioni che credevo di provare fossero solo una finzione.In effetti tutte le poche persone che conosco mi dicono che ho un'espressione facciale apatica, che sto zitto spesso...ma erano cose a cui non davo tanto peso, fino ad ora...L'unico modo in cui riesco a esprimermi è per via scritta, che non richieda il contatto diretto con la persona, cosa che anche da piccolo facevo. Non sono mai riuscito a scusarmi se non per forma scritta, credo anche per il mio orgoglio. Per questo motivo l'unico modo che ho per chiedere aiuto ad uno psicologo è per forma scritta; sono infatti convinto che se dovessi essere faccia a faccia con uno psicologo starei zitto, così come faccio con chiunque indaghi le mie emozioni. Quale può essere il mio problema? Grazie per la risposta e per lo spazio dedicatomi.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 27/04/2016 - 11:47

Gentile Max,
intanto, mi permetta di sottolineare che ci sono un po' troppe autodiagnosi (disturbo ossessivo compulsivo, depressione, disturbi di personalità, ecc..).
Capisco benissimo che Lei stia cercando una spiegazione al perché si sente così bloccato nelle relazioni, ma non è detto che la ragione debba essere necessariamente una psicopatologia.

La cosa che senz'altro potrebbe fare è andare da uno psicologo e lasciare che la valutazione psicologico la faccia il professionista con colloqui psicodiagnostici e test psicologici.

Le assicuro che non è affatto difficile come pensa perché lo psicologo la metterà a suo agio e, anche se non dovesse riuscire ad esprimersi, con i test riuscirà ugualmente a venirne a capo.

E' importante che Lei identifichi cosa la sta bloccando; tenga presente che tutto ha un perché, una spiegazione, pertanto si tratta solo di lasciare che il professionista l'aiuti concretamente a trovarla e le dia gli strumenti per superare le difficoltà che sta incontrando.

Ha tutto il diritto di viversi la sua relazione sentimentale ed avere una vita interiore e relazionale serena.

Faccia il primo passo in questa direzione.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Roma.