Frank domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 01/07/2015

Roma

Consapevolezza e cambiamento

ciao, sono un artista quasi 30enne. le emozioni sono da sempre il filo conduttore della mia vita, e hanno condizionato sempre le mie scelte. la mia ipersensibilità però mi ha fatto soffrire parecchio. spesso non ho portato fuori il dolore o la rabbia, e ora mi ritrovo a non riuscire più a "sbloccarmi". mi sto abituando a una certa visione di me, quella di un incompreso, che non lavora quanto dovrebbe/meriterebbe, che ha meno donne di quelle che potrebbe avere/vorrebbe, che viene percepito spesso anche dagli amici diverso da come è realmente, di solito più sereno e forte. il problema è che tendo a portare tutto dentro, a interiorizzare, e a pensare che è quasi la mia condizione esistenziale, e quindi mi tengo lontano dal mio ambito artistico, senza progredire, sono poco propositivo con le ragazze, cerco lavoro con difficoltà, nonostante i problemi economici. so esattamente gli episodi chiave della mia vita, ma non riesco a superarli, e citando bob marley, mi ritrovo nella mia "mental slavery" dalla quale non riesco a emanciparmi. potrei fare e avere molto più dalla mia vita, ma la sto sprecando. a volte mi chiedo, ma davvero i traumi si superano, o si impara solo a nasconderseli? davvero capire l'origine di un problema può bastare come punto di partenza per superarlo? o forse ci porteremo sempre addosso le ferite, proprio come cicatrici sulla pelle, e possiamo solo scegliere di andare avanti senza ascoltarci, costruendo così una vita più serena e piena, ma meno vera e intensa?
Ps ho anche già fatto un percorso con uno psicoterapeuta ☺

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Nicoletta Gussoni Inserita il 05/07/2015 - 15:12

Ciao Frank, per poter rispondere occorrono altre informazioni sulla tua vita, non so che percorso terapeutico hai fatto e quali erano i tuoi obiettivi , ma in psicoterapia non si cercano le cause . Come insegna la fisica contemporanea , ogni sguardo modifica la realtà osservata: la pretesa di conoscere le cause come fossero delle realtà immobili è impossibile, ogni volta che le vai a cercare le modifichi e le crei di nuovo . L'anima non ragiona in modo causale. I disagi che proviamo li creiamo noi, stiamo male perché ci siamo identificati in una mentalità. I disagi arrivano per romperla. Non c'è niente da cambiare, non devi migliorare, non conta come ti vedi o come ti vedono gli altri. Conta solo osservare bene quello che provi, istanti per istante e lasciar fare alla tua anima, che sa dove portarti. La psicoterapia deve insegnare a osservare ciò che accade dentro di te senza dare giudizi, senza fare commenti. Osservarlo e aspettare. Questo atteggiamento è l'unico che lascia spazio alle forze misteriose e curative della vita.