J.  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 01/04/2021

Monza e Brianza

Come accettare il rimpianto?

Sono un ragazzo (uomo?) di 28 anni. Per dovere di breve anamnesi psichiatrica dico che soffro di ansia e lieve alterazione subcontinua del tono dell’umore a sfondo depressivo.
Pochi giorni fa ho fatto cadere per sbaglio il mio hard disk esterno contenente migliaia di foto/video di quando ero più giovane, di cui non ho mai fatto un backup né su altri hdd né su un cloud. Un patrimonio dal valore per me inestimabile. Verificando che il dispositivo non funzionava più l’ho spedito alla più nota multinazionale di recupero dati al mondo (che ha una filiale anche in italia) e mi è stato detto, dopo la prognosi e il preventivo, che è quasi irrecuperabile e non c’è praticamente nulla da fare, causa danno fisico alle testine/piatti.
Da quel giorno sto malissimo, quei ricordi per me erano tutta la mia vita nel vero senso della parola, sto riflettendo anche sul suicidio. Non riesco ad accettare di aver provocato un danno tale con una banalissima caduta da neanche 20 cm, e soprattutto non riesco a perdonare a me stesso di non aver mai fatto copie di backup di una cosa per me così importante, l’unica e ripeto unica cosa che mi faceva stare bene nella vita era sapere che esisteva quell’hard disk con tutti i miei ricordi belli passati. Sono disperato, non mangio e non dormo, continuo ad avere sensi di colpa e rimpianti che mi tormentano perché sarebe bastaro davvero poco a scongiurare una cosa del genere.
Perché sono fatto così? È normale reagire così, idealizzando il proprio passato a tal punto da ritenere foto e video vecchi più importanti della propria vita presente? E soprattutto, come faccio ad andare avanti a vivere accettando quello che è successo? Sono pervaso da orribili sentimenti di angoscia che incombono su di me e aggravano la mia situazione psichica che non è mai stata facile.
Ringrazio chiunque vorrà aiutarmi,
Cordialmente vostro
J.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 01/04/2021 - 14:52

Caro J,
a 28 anni direi uomo. E immagino quanti ricordi si siano già accumulati in questi anni. I ricordi sono preziosi e le foto ci aiutano a conservarli nella nostra memoria. Per cui capisco bene tutte le emozioni, anche forti, che prova davanti alla possibile perdita delle foto. Le auguro ovviamente che i tecnici riescano a recuperare qualcosa, ma in ogni caso sarebbe da capire, assieme a Lei, perché questa perdita, per quanto importantissima, La porti a pensare a "soluzioni" così estreme. Evidentemente nel Suo breve racconto manca una parte importante. Probabilmente l'ansia e l'alterazione dell'umore facilitano un vissuto più forte, ma non credo sia tutto qui. Visto che parla di anamnesi, forse è seguito da qualche collega psicologo e in tal caso sarebbe utile parlargliene. Se invece non è così, Le suggerirei di farlo per trovare l'aiuto che cerca.
Un caro saluto,
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 05/04/2021 - 10:17

Gentile J, è comprensibile quel suo sentimento di disperazione per avere inavvertitamente fatto cadere l'hard disk così prezioso e pieno di foto a testimonianza di un passato in cui si era sentito probabilmente felice. E dopo cosa è successo, che cosa si è smagliato dentro di sé per provare quegli orribili sentimenti depressivi? Le auguro che qualche genio del PC possa recuperare qualcosa di quelle foto, tuttavia dobbiamo pur tenere presente che quei ricordi sono dentro se stesso e fanno parte del suo patrimonio mentale e nessuno potrà portaglieli via. Anzi, è proprio l'elaborazione continua che noi facciamo dei ricordi che ci portiamo dentro, che possiamo capire il nostro presente, il modo di essere e proiettarci nel futuro. Se i ricordi sono brutti , non appaganti o talvolta dolorosi, possono essere modificati, in buona parte, con un percorso di psicoterapia, gettando luce su alcuni aspetti piuttosto che altri. Leggendo le sue righe, rimbalza nella mente quella frase "non ho salvato, non ho fatto backup" ed ho tralasciato di mettere in salvo ciò in cui mi rifugiavo. E se fosse proprio questa "sbadataggine" a spingerla a non trattenersi troppo in un passato idealizzato che oramai è lontano e spingerla a concentrarsi nel presente e nella progettualità di un futuro che è già qui perché oramai non è più' un ragazzo , ma un uomo adulto. Saluti.