Gloria  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 10/08/2020

Padova

Come superare l'ansia quando i figli vanno via di casa?

Da quando mio figlio ventenne ha deciso di andare a Vivere per lavorare in una città a 4 ore di distanza da me, ho cominciato a soffrire di crisi d'ansia forti. Tutto cambierà. Ho un altra figlia più piccola ma il fatto che nulla sarà come prima mi ha fatto crollare. Ho cercato di rendere sempre indipendenti i miei figli, ma ora che questa indipendenza arriva a tutti gli effetti questo mi ha creato uno stato d'ansia atroce. Il fatto che non potrò più dirgli: dai domani facciamo colazione assieme, il fatto che la sera non sarà piu in camera sua a dormire mi fa impazzire, perché a differenza di vacanze, ora so che forse non tornerà più, ora tutto sarà diverso. Sindrome da nido vuoto che non pensavo mi colpisse così forte. Nonostante lavoro, ho un altra figlia, con mio marito abbiamo altri interessi, non riesco ad accettare questa cosa. Ho investito tantissimi miei figli, soprattutto in termini di affetto. Mi mancherà non abbracciarlo, non poter più essere presente come fino ad ora. Ora lui lascerà il nido, felice, ma io a casa mi sento persa, profondamente persa. Lo so che è il corso naturale delle cose, che i figli non sono nostri, che è giusto anzi essenziale che spicchino il volo, ma speravo un po' più vicino a casa. Grazie per eventuale risposta

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 11/08/2020 - 15:02

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Gloria,
Il suo racconto denota acutezza emotiva e anche abilità introspettive, inclinazione che le potrà essere utile per proseguire il suo lavoro di autoanalisi.
Da ciò che scrive, mi pare di capire che il nucleo del suo disagio si collochi nel fatto che "Tutto cambierà", ossia nella sensazione che il suo ruolo di madre, nonché la sua vita più in generale, subirà una modifica inevitabile dal momento in cui suo figlio andrà via.
Come si pone lei rispetto ai cambiamenti in generale? Come si sente quando è costretta ad affrontare cambiamenti inevitabili?
Da ciò che narra, mi sembra infatti, di capire che la decisione di suo figlio sia percepita da lei come un evento rispetto a cui lei non ha possibilità di manovra/controllo. Come si sente quando non può agire direttamente sugli eventi gestiti da altri?
Rispondere a queste domande può aiutarla a fare maggiore chiarezza sulla condizione di "ansia" che ha descritto, in modo da gestirla meglio.
Qualora il suo disagio dovesse persistere, può beneficiare di un supporto psicologico con uno psicoterapeuta che possa aiutarla ad affrontare al meglio la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).