Luca  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/02/2020

Roma

Quando il lavoro è un inferno

Buongiorno.
Lavorando nel settore privato, spesso non si hanno tutele. Mi è capitato di lavorare con una persona che, per cause a me ignote, non sa gestire i suoi attacchi di rabbia. Parliamo di attacchi in cui le vene della gola si gonfiano fino a scoppiare. Questi affronti avvengono quotidianamente, dettagli forse dalle sue insicurezze.
Il tipico atteggiamento di questa persona è lo squadrismo con chi le è sotto ed essere zerbino con chi la comanda.
Non giustifico ma condanno l’atteggiamento di queste persona. Un vero capo tutela la sua squadra.
Questa persona si è sempre permessa di attaccare me i miei colleghi, persone comunque con esperienza e sopra i 40 anni. Le sue incontrollate nevrosi, urla disumane e attacchi continui mi hanno fatto molto male, mi sono ridotto a vomitare, prendere lexotan e avere un continuo battito del cuore accelerato notti insonne…
Sognavo spesso delle scarpe che rotolavano e solo le prime si rompevano. In pratica le scarpe eravamo io e la mia squadra e quelle che si rompevano solo io e le persone che nei ruoli erano più esposte. Il sogno mi faceva capire che non ero io la causa perché incapacitato a difendermi.
Per il momento questo rapporto lavorativo si è interrotto e a breve dovrebbe ricominciare. I miei colleghi soffrono come me ma purtroppo nel privato non hai tutele e quindi accetti le cose cosi come sono.
Io vorrei mollare tutto ma allo stesso tempo ho bisogno di lavorare. Il problema è che la sola idea di rientrare mi fa salire la tachicardia e star male.
Oltre a ciò mi chiedo se e dove ho sbagliato. Gli altri ti dicono di fregartene, oppure di rientrare e alla prima litigata mollare tutto. Ma io non sto vivendo più. Ho represso il mio leone interno in cui avrei dovuto mollare sin dal primo giorno. Come la ragione me lo sta reprimendo adesso. Tutto ciò mi fa star male, mi sveglio storto al mattino e vorrei venirne fuori, almeno vorrei mandare via da dentro di me tutto quell’accumulo di cose che mi hanno molto fatto star male.
Grazie

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 27/02/2020 - 17:08

Milano
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Gentile Luca, indubbiamente il quadro che descrive della situazione lavorativa è molto forte e difficile da sopportare quotidianamente. Quando qualcuno, fosse anche un capo, si prende la libertà di vomitare addosso alle persone con cui lavora tutta la rabbia e la frustrazione che lo attanaglia senza alcun controllo, senza mediazione, c'è qualcosa che andrebbe ridefinito. Ci sarà pure qualche responsabile dell'ufficio che sarà a conoscenza di questa situazione. Perché non interviene? Nessuno si è accorto di niente? Potreste pensare di fare squadra tra colleghi dello stesso gruppo e proporre un confronto. Questo però è un primo livello di lettura della sua mail. Credo ci sia altro. " ..Il sogno mi faceva capire che non ero io la causa perché incapacitato a difendermi", scrive. E' molto probabile, ma bisognerebbe approfondire meglio, come mai si senta così senza difese, succube di una situazione oramai divenuta ingestibile. " Mi chiedo se e dove ho sbagliato". "Ho represso il mio leone interno". Si è verificata altre volte questa situazione? Quando? Se alcune sue esperienze personali, vissuti interiori di cedimento legati alla sua vita extra lavorativa, si sommino alla situazione che vive oggi, è comprensibile come l'ambiente di lavoro possa risultarle così terrificante. La saluto.

Dott.ssa Francesca Bucci Inserita il 27/02/2020 - 10:05

Buongiorno, lo stress lavoro-correlato è sovente un problema importante determinato da vari fattori e piò indurre stati di ansia e senso di inutilità estremi. Cerchi un esperto con cui poterne parlare per rinforzare la sua assertività, praticare tecniche di rilassamento e trovare altre aree di interesse che possano alleggerire la tensione quotidiana. Auguri!.

Dott.ssa Ada Dondè Inserita il 26/02/2020 - 18:08

Caro Luca, purtroppo queste situazioni non sono rare nel mondo del lavoro e spesso le persone che sono costrette a viverle si trovano a dover gestire le proprie insoddisfazioni. Certamente poco puoi fare perchè il tuo capo cambi: è il classico frustrato che cerca il suo riscatto con i sottomessi perchè non ha il coraggio di reagire ai superiori. Se il capo in questione non è consapevole dei suoi problemi difficilmente sarà lui a cercare di modificare il suo comportamento. Lei, mi sembra invece una persona consapevole della sua situazione e anche desideroso di cambiarla.Sinceramente non posso che darle i consigli che certamente lei ha già preso in considertazione: cercare un altro lavoro; parlare lei con i superiori, magari appoggiato da altri suoi colleghi in modo che i superiori siano al corrente della situazione e si facciano carico di prendere delle decisioni perchè l'ambiente lavorativo migliori, magari proponendo qualche formazione interna che cerchi di migliorare il clima aziendale. Se tutto questo non è possibile, prenda in considerazione la possibilità che sia lei ad intraprendere un percorso che l'aiuti a scoprire e ad utilizzare delle risorse per riuscire a gestire la sua ansia e la renda in grado di scoprire aspetti della sua vita che sappiano equilibrare la frustrazione che vive sul lavoro (famiglia, amicizie, passioni personali,ecc) con delle soddisfazioni che le permettano di sentire meno il peso di questi comportamenti irrispettosi nei suoi confronti o ancora che le permettano di reagire in modo equilibrato, senza offendere il suo capo, ma anche senza permettergli di mettrle i "piedi in testa". Un percorso sulla comunicazione potrebbe esserle utile. Un auguirio di buona vita!