Siria  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 17/12/2019

Perdita del controllo della propria vita

Salve, mi chiamo Siria, ho 22 anni e sono una studentessa universitaria fuori sede. Da un paio di mesi sento di non stare più bene con me stessa, non ho voglia di fare tante cose. Mi sembra strano perchè fino all'anno scorso ero sempre al massimo della mia energia, riuscivo a fare tante cose contemporaneamente e riuscivo a gestire bene il mio tempo. Da due mesi a questa parte ho problemi a svegliarmi al mattino, il letto mi da una sensazione di sicurezza e benessere, finchè non mi sveglio. Quando sono in piedi penso di non avere il tempo di fare nulla e di aver perso l'intera giornata. Ultimamente mi sono concentrata molto sul lavoro (faccio inventari di notte) e penso di aver perso di vista il mio obiettivo, che è laurearmi. Mi sento insoddisfatta, incompleta, penso tanto e troppo. Non capisco cosa mi stia succedendo e non mi riconosco più. Anche l'appetito sta venendo meno, spesso faccio solo colazione e cena e non sono nemmeno molto affamata. La mia situazione familiare non è mai stata molto tranquilla e mi sono sempre trovata in mezzo a discussioni in cui ero io a trovare delle soluzioni. In questo periodo non trovo soluzioni nemmeno a me stessa e mi sento demotivata e annoiata da tutto. Vorrei vedermi brillare come tempo fa, vorrei tornare indietro e sentirmi come mi sentivo allora. Sono una consumatrice abituale di cannabis e sto pensando che questo sia un altro punto a mio sfavore, il problema è che mi piace e ora come ora non ci rinuncerei. Ho una relazione con un ragazzo con cui mi sento molto bene ma di cui non mi fido completamente a causa di eventi regressi che ci hanno colpiti entrambi in un modo o nell'altro. Spero di trovare una risposta a tutto ciò e qualche consiglio su come riprendermi la mia vita. Non so a chi rivolgermi, da tempo penso ad uno psicologo, forse saprà dirmi di più su me stessa, senza conoscermi, in maniera oggettiva.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 17/12/2019 - 18:32

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Siria,
Da ciò che narra, mi pare di capire che il nucleo del suo disagio possa collocarsi nella sua inclinazione ad attribuire a fattori esterni a sé stessa ("consiglio su come riprendermi la mia vita", "cannabis") la soluzione alla sua situazione.
Meccanismo che innesca contenuti depressivi e autosvalutativi (" mi sento demotivata e annoiata").
Al contrario, per "riprendere in mano la sua vita" è essenziale che si conceda la possibilità di avvinarsi a sé stessa per capire, in che modo attivare le sue risorse, che al momento appaiono difficili da ritrovare ("mi sento insoddisfatta, incompleta").
Il senso di completezza di noi stessi, si può ricavare solo da noi stessi, cercando di capire come mai ci sentiamo in un certo modo e da qui lavorare su una strategia risolutiva.
Le può essere utile auroesplorarsi proprio per capire come mai la sua capacità di "trovare soluzioni" un tempo efficace, oggi non lo sia più.
Una consulenza psicologica individuale può aiutarla a ricentrarsi su stessa per giungere alle soluzioni più adeguate a lei e alla sua vita.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott. Emmanuele Rosito Inserita il 17/12/2019 - 15:57

Cara Siria,
l'uso abituale di cannabis comporta un cambiamento nell' umore, nell' appetito e nelle funzioni cognitive come difficoltà di concentrazione e memoria. Tutti questi elementi, sembrano esser citati nel suo post, dunque il suo problema potrebbe derivare da questo fattore. Non escludo anche un problema legato al pensiero depressivo circa la difficoltà a raggiungere l'obiettivo della laurea, con conseguente svalutazione e perdita di autostima.
Fatte queste premesse, le consiglio di rivolgersi ad un professionista per esplorare meglio tutta la sua situazione e per farsi aiutare. Però, per riprendere in mano la sua vita e ritrovare la condizione persa, iniziare una terapia con "alla cannabis ora non rinuncerei" non può portare benefici. Deve essere lei l'artefice del primo passo, e i presupposti per il cambiamento devono essere altri.

Cordiali saluti