Fulvio  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 15/10/2019

Napoli

Ansia e paura del futuro: riuscirò mai a trovare lavoro?

Salve a tutti, sono un ragazzo di 23 anni e vorrei parlarvi delle mie paure ed angosce.
Ho vissuto la mia vita in maniera spensierata fino agli 8 anni, quando mio padre ha iniziato a riscontrare problemi lavorativi. Da lì abbiamo subito una mezza declassazione, attutita solo dall'aiuto economico di mio nonno, grazie alla sua buona pensione da insegnante. Gli anni del liceo li ho passati tra rabbia e frustrazione, ma ho avuto anche tanti momenti positivi, come l'incontro con la mia attuale ragazza.
La vera tragedia è iniziata a 18 anni, con l'università. Durante i primi mesi di corsi, sentivo ansia, angoscia quando tornavo alle sei del pomeriggio, nel buio treno della circumvesuviana, mi sentivo solo, avevo paura. Così smisi di frequentare. Ho provato lo stesso a laurearmi, in quanto sono un amante della cultura, e volevo trovare un'occupazione che mi permettesse di compensare la sofferenza delle dure giornate di lavoro con la mia predisposizione per le lingue straniere, per il dialogo con le persone (ho un ottimo inglese, un discreto francese). Il mese scorso mio nonno muore e iniziano i problemi economici: non riusciamo a pagare l'affitto con lo stipendio di mio padre. E' necessario che trovi lavoro senza laurea, ma ho paura. Sono settimane che non faccio altro che piangere, non riesco a mangiare, tutto diventa un peso sullo stomaco. Le giornate mi sembrano lunghissime ed anche i luoghi familiari appaiono ormai estranei. Ho amici coetanei che cercano lavoro dai 18 anni e non trovano nulla, ma loro tirano avanti grazie allo stipendio dei genitori, che possono permettersi un figlio disoccupato. Sono disposto a fare tutto, ma vorrei almeno una parte della giornata da dedicare a me stesso (io senza la cultura, la lettura, un film, l'ascolto di un disco divento NULLO. Cesso di esistere, come individuo.) ed alla mia ragazza, l'unica persona che mi abbia mai fatto sentire felice nella vita, la persona che mi ha aiutato ad uscire da una totale chiusura in me stesso, a 16 anni. Ho deluso i miei genitori, ho deluso i genitori della mia ragazza: erano orgogliosi di me, del fatto che studiassi le lingue, che potessi avere molti sbocchi lavorativi in Europa, girare il mondo. Come posso io sopportare il peso, lo stigma, dell'essere un operaio, un manovale, un commesso di supermercato, io, amante della arti, finire dietro il bancone di una reception di uno squallido albergo, per ottocento euro al mese se fortunato? Inoltre ho subito l'umiliazione dell'aver dovuto chiedere aiuto ad uno zio, fratello di mio padre, che mi ha lasciato in attesa, promettendomi di fare il possibile. Davanti a me c'è solo buio, il mio futuro è obnubilato dalle angosce, sto somatizzando tutto questo dolore in una dermatite cronica.
Mi sento un inetto, un incapace alla vita, un fragile ramoscello di un albero caduco, destinato a crollare sotto il peso del mondo. Ho solo 24 mesi prima che i miei finiscano i soldi in banca per l'affitto; ho pensato al servizio civile, ma ho paura di non trovare nulla dopo i 12 mesi pagati come un part-time. E' davvero tutto perduto? Come faccio ad essere forte, io, che non lo sono mai stato?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giampiero Bonacina Inserita il 16/10/2019 - 17:14

Valmadrera
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Ciao Fulvio, che bella la tua lettera. Quello che emerge lo posso sintetizzare in una parola : "Onore". Dal tuo scritto traspare chiarezza, con paura e delusione, ma tanto onore. Hai desideri, sai di poter esprimere di più e ci tieni ad una reputazione, nel senso più bello del termine. La tua situazione è oggettivamente complessa e i sintomi che accusi come ansia e soprattutto angoscia ci stanno; l'angoscia viene da "angustia, strettoia" ed è così che ti trovi. E allora? 1- Abbi rinnovata fiducia in tuo padre e casomai usa la tua intelligenza per dargli una mano e sostenerlo; 2- Sei giovane (e amato), tutto cambierà; anche se si allungherà il periodo degli studi non mollare trova un lavoro o lavoretto che sia per tirare avanti, ma in fondo, davanti a te c'è la tua laurea in lingue e questa visione o pensiero ti sosterrà nelle difficoltà. Hai un progetto.