Crisi nello sport
Salve, ho 19 anni e da 5 pratico pugilato. Da sempre provo una grande passione per questo sport e, assieme ad un forte senso del dovere, sono riuscito a vincere numerosi premi.
Da molti mesi però sento il bisogno di smettere, di mollare e di farla finita. Però ho tenuto duro e ho continuato ad allenarmi senza parlare del mio malcontento con nessuno; ma ora che un' importante gara si avvicina, non è giusto che io faccia sprecare tempo e fatica al mio maestro se io in principio non sono motivato a vincere. Mi alleno tutti i giorni ed ogni giorno provo lo stesso conflitto interiore tra il non voler andare e il mio senso del dovere. Mollare sarebbe un disonore enorme, una delusione per il mio maestro e per tutte le persone che mi conoscono, oltre al fatto che senza sport, senza questo sport, non sarei più nulla, non avrei nulla da fare e nessun sogno. Ma il solo pensiero di dover andare in palestra mi spaventa: l' allenamento quotidiano mi provoca la stessa tensione di una gara. Questo non è un capriccio, è una situazione che va avanti da molto e non è una questione di "cambiare allenamento" o "riflettere per un po'", perché ci penso ogni giorno ed anche cambiando allenamento, la boxe rimarrebbe la stessa, la legge del ring rimarrebbe la stessa; quindi sono io il problema...non questo sport, non la palestra, non il maestro. Cosa posso fare? Mollare e vedere la delusione del maestro, delle persone che ho intorno e di chi mi chiederà :" come va col pugilato?" o continuare a tacere? Sento che non è più il mio posto, ma al contempo ho vissuto in palestra gli anni più importanti della mia crescita e rinnegarli in questo modo mi spaventa.
Grazie