massimiliano  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 26/06/2018

Come gestire un cambio di lavoro?

Buongiorno, ho 36 anni ed a breve cambierò lavoro. Da 10 anni a questa parte ho avuto ruoli commerciali all'interno di grandi aziende, con molti colleghi e con tempi ed orari impostati dall'azienda. Da settembre inizierò invece una libera professione, che mi porterà innanzitutto a gestire parzialmente il tempo della mia giornata e soprattutto avrò parecchi momenti in cui sarò solo, probabilmente a casa. Sebbene sia stata una mia scelta, dettata in particolare dalle prospettive economiche del nuovo lavoro, ho paura di non trovare la motivazione giusta restando solo, e di deprimermi (cosa che ho già subito in periodi passati). Mi chiedevo se ci fosse una "ricetta" per prevenire ed avere un pensiero positivo sul futuro...
Grazie

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 27/06/2018 - 12:41

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Massimiliano,
non è possibile produrre una "ricetta" ad hoc a cui le possa fare riferimento per avere un "pensiero positivo", perchè è proprio lei la "ricetta", nel senso che metaforicamente parlando, avvicinandosi un po' di più a sè e alle sue prerogative, potrà trovare le risorse giuste, quindi gli "ingredienti" che poi andranno a comporre la ricetta del suo "pensiero positivo".

Consideri che il cambiamento può essere un momento difficile per tutti perchè, anche se in positivo, altera una serie di equilibri già acquisiti che in un certo modo ci rassicurano perchè ci danno un senso di continuità esistenziale. Il cambiamento rappresenta quindi una sorta di rottura e ci obbliga a riorganizzarci, quindi ad attivare le nostre risorse per affrontarlo.
In particolare, come mai teme che questo cambiamento possa indurla a deprimersi? Cosa significa per lei stare solo ed autogestirsi tempi e modalità di lavoro? In che misura il rapporto con i colleghi potrebbe essere protettivo riguardo ad una possibile depressione/demotivazione?
Ci pensi e in bocca al lupo per il suo nuovo lavoro

Cordialmente
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 27/06/2018 - 09:56

Gentile Massimiliano,
Dato che affermi di averci ben riflettutto potrebbe trattarsi solo di una paura nei confronti di un cambiamento così grande lavorativamente parlando. Prima di preoccuparsi è necessario però vedere effettivamente come ti troverai in questa nuova veste. Pensa alle cose positive che ti hanno fatto scegliere questa strada e considera che un po' di tensione è salutare.
Qualora l'ansia e i dubbi fossero eccessivi valuta di rivolgerti ad uno psicologo per una consulenza.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott. Paolo Zandomeneghi Inserita il 27/06/2018 - 15:27

Caro Massimiliano,

certamente non si può escludere l'esito da lei prospettato, e certamente non possiamo fornirle qua una ricetta preconfezionata. Ma mi associo alle colleghe, notando che ogni cambiamento comporta un certo grado di tensione, e che quindi i suoi timori potrebbero essere specificamente tali solo in quanto ha già vissuto tale situazione. Ma non è detto che si ripeta. Dedurre delle leggi prescrittive (che producono necessariamente un risultato a partire da una situazione) dalle esperienze non è funzionale, infatti niente dice che lei ricadrà nelle situazioni di inerzia che l'hanno afflitta in passato. Pensi, come dicono le colleghe, a tutte le motivazioni che l'hanno spinta a ricercare il cambiamento, si faccia una lista di possibili stimoli al lavoro (es. agenda dettagliata; giornata o settimana scandita da eventi prestabiliti non lavorativi come pranzi o cene, palestra o sport, uscite, giornate di stacco, appuntamenti televisivi; consideri l'utilizzo di spazi di coworking ecc.).
Quindi, riassumendo: non si fasci la testa prima di essersela rotta, consideri la tensione in questo momento la tensione e le preoccupazioni sono normali e funzionali, consideri degli aiuti oltre a quelli che le ho suggerito, ed infine tenga presente che in caso di necessità si può sempre rivolgere ad uno psicologo o psicoterapeuta della sua zona per ricevere aiuto.
In bocca al lupo per la nuova esperienza,
cordiali saluti

Dott. Paolo Zandomeneghi