Valentina domande di Alimentazione  |  Inserita il 01/12/2016

Pisa

Disturbo oppure no?

Salve ho 18 anni ed è da qualche anno che credo di soffrire di disturbi alimentari; mi spiego meglio: vi sono stati alcuni periodiodi in cui mangiavo pochissimo oppure smettevo addirittura di mangiare senza un'apparente motivo ma magari a causa di un disagio più profondo, e poi niente passato il periodo ricominciavo a mangiare. Ora ci risiamo: il solo pensiero di mangiare mi fa venire la nausea ed i sensi di colpa. Mi stavo chiedendo se questo mio strano comportamento nei confronti del cibo può essere catalogato nei disturbi alimentari oppure è un atteggiamento tipico delle adolescenti e quindi non c'è bisogno di preoccuparsi?
Grazie in anticipo.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 03/12/2016 - 13:40

Viterbo
|

Cara Valentina,

quello che descrivi è già un disagio e come tale andrebbe affrontato con uno psicologo all'interno di un percorso specifico.
Da qui non possiamo sapere se si tratta o meno di un disturbo dell'alimentazione, ma tieni presente che questi disagi si insinuano spesso proprio in età adolescenziale, quindi al di là della dicotomia "disturbo - non disturbo", sarebbe utile iniziare a capire cosa si cela dietro il tuo rapporto con il cibo, questo per scongiurare ripercussioni più importanti in seguito.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 01/12/2016 - 17:00

Ciao Valentina,
diciamo che per poter definire se questo disagio e comportamento rientra o meno in una problematica alimentare sarebbe necessario un colloquio approfondito di persona con un terapeuta, in modo che possa analizzarne meglio gli aspetti.
In generale, mi viene però da riportare la tua attenzione non tanto sull'etichetta di questa situazione, ma sul fatto che a prescindere dalla tipologia di disagio... una difficoltà emotiva sottostante sembra esserci. Nei disturbi alimenti veri e propri vi è spesso un brutto rapporto con la propria fisicità e vari pensieri rivolti alla dieta, al desiderio del calo di peso o di avere un corpo differente ecc..
Ma il rifiuto del cibo (così come lo stuzzichio continuo) possono essere molto spesso ricondotti anche a condizioni differenti, come ad esempio stati d'ansia, di insicurezza, di incertezza ecc.. che ci "chiudono lo stomaco" o al contrario che "ci aprono una voragine" da colmare! E non è che queste situazioni siano da tralasciare. Poichè oltre a risvolti fisiologici, vi è sempre e comunque un problema di fondo da risolvere (cos'è che ci fa andare in ansia, che ci preoccupa, che ci fa arrabbiare ecc..?) e a cui va posta soluzione e risoluzione.
Se la situazione perdura, ti consiglierei di rivolgerti quindi ad un terapeuta della tua zona per parlarne più apertamente e dettagliatamente.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it