Marco domande di Alimentazione  |  Inserita il 23/06/2016

Trieste

Disordine alimentare?

Buonasera.
Sono un ragazzo di vent'anni che conduce una vita piuttosto tranquilla. Sono sempre stato piuttosto sovrappeso, cosa che mi ha portato ad avere un certo disagio nei confronti del mio corpo (al punto che faccio fatica anche a guardarmi allo specchio senza una maglietta addosso), e ultimamente questa cosa non ha fatto che aumentare.
Recentemente i miei genitori si sono sono separati: mia madre ha lasciato mio padre, uomo dal carattere decisamente insopportabile, con cui però sono rimasto a vivere.
Sono rimasto con lui per due motivi: da un lato, per non pesare eccessivamente su mia madre costringendola a cercare un appartamento abitabile per due, dall'altro lato perché temevo che mio padre si sentisse abbandonato.
Inoltre, recentemente, mi sono ritrovato a perdere due importanti amicizie a causa di una "pugnalata" alle spalle, se mi passate la metafora.
Tutto questo preambolo è volto soltanto a presentare il mio problema allo stato attuale: il cibo.
Mi rendo conto di non avere più controllo. Sono continuamente desideroso di mangiare pizze, hamburger, panini, patatine, gelati, di cui sono sempre stato goloso, ma a cui ho sempre dato un limite. Sono arrivato al punto in cui mento sul fatto che esco per andare a mangiare da solo una fetta di pizza o un hamburger da McDonald's. E poi mi sento terribilmente in colpa verso me stesso. Provo a darmi dei limiti, cerco di mangiare correttamente, e mi ritrovo a desiderare con ancora più forza il cosiddetto "junk-food", addirittura a sognarlo la notte. Finché non esaudisco il mio desiderio.
Tutto ciò ha portato ad un considerevole aumento di peso e a un ancor maggior rifiuto nei confronti di me stesso e del mio corpo. Non riesco a controllarmi, non so come controllarmi. Vorrei darmi dei limiti e mangiare in maniera corretta, cercando di evitare anche gli "sgarri".
Eppure ogni volta che ci provo, il tentativo dura al massimo due giorni (se non meno) e poi mi ritrovo punto e a capo.
Cosa posso fare? Da cosa dipende questa mia incapacità di controllo?
Grazie per l'attenzione.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Elisa Bonfanti Inserita il 27/06/2016 - 13:16

Gentile Marco,
complimenti per aver deciso di mettersi in gioco esponendo la situazione che sta vivendo.
Attualmente si serve del cibo come valvola di sfogo: potrebbe essere utile rimettere ordine e pensare al cibo come bisogno fisiologico, provando a indirizzare altrove la carica emozionale.
Un percorso Psicologico in associazione all'intervento di un Nutrizionista potrebbe essere una buona strada per ottenere risultati sul piano psicologico e su quello fisico.
Alla base del successo ricordi che sta la sua motivazione, la sua voglia di cambiare, la sua voglia di stare meglio.
A disposizione per approfondimenti,
dott.ssa Elisa Bonfanti - Milano

Dott.ssa Olga Ingrassia Inserita il 23/06/2016 - 20:25

Caro Marco ,
comprendo perfettamente come possa sentirsi in questo momento.
Dalla situazione che ha descritto, la separazione dei suoi, i sentimenti che ci descrive verso suo padre e sua madre.... tutte queste emozioni passano attraverso il cibo; è un modo attraverso il quale si esprime la situazione che si sta vivendo.. più che una "fame biologica", parlerei di una "fame emotiva".
Quello che mi sento di consigliarle è un percorso di tipo "psicoalimentare", rivolgendosi ad un nutrizionista per quanto riguarda la corretta alimentazione e in associazione lo psicologo che possa aiutarla nel gestire i vissuti emotivi legati al cibo e possa motivarla ad andare avanti nella giusta direzione e non mollare!
se vuole resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, mi contatti se vuole.
un saluto,
dott.ssa Olga Ingrassia