Benedetta domande di Alimentazione  |  Inserita il 18/04/2016

Milano

Abbuffate compulsive

Buongiorno,
Sono una ragazza di 18 anni e da circa due anni mi porto dietro un disturbo alimentare che è peggiorato sempre di più nel tempo. All'inizio succedeva per noia, quando la domenica non sapevo cosa fare e allora tra pranzo e cena iniziavo a mangiare davanti alla televisione per passare un po' il tempo... Poi il problema si è esteso non solo alla domenica, ma qualsiasi altro giorno in cui non trovavo niente da fare e mi sembrava avere sempre fame. il problema è che adesso lo faccio quasi tutti i giorni, spesso dopo cena quando tutti sono già a dormire, da sola, davanti alla televisione, inizio a mangiare e non smetto fino a che ho la nausea. Poi mi sento in colpa, mi vedo grassa, e mi prometto che non lo farò più, ma alla fine ricado sempre nella trappola. Mi sento debole e non so più cosa fare, non voglio uscire con i miei amici e mi invento sempre scuse o perchè non mi sento a mio agio fisicamente, oppure perchè confronto il cibo davanti alla tele a loro e penso che sia molto meglio, non lo so... anche perchè ho dei problemi a relazionarmi perfino con i miei amici più stretti, mi sembra sempre che siano tutti migliori e più desiderabili di me, e quindi mi chiudo in me stessa trovando scuse per non uscire di casa.
Voglio smettere questo circolo vizioso. Per molto tempo ha rovinato la mia vita e i miei progetti, e voglio sentirmi capace di poterlo superare, ma non so come fare.
Mi scuso per la risposta lunghissima, ma è complicato spiegare come mi sento in questo momento.
Grazie per avermi ascoltata e cordiali saluti,
Benedetta

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Flavia Massaro Inserita il 18/04/2016 - 17:04

Milano - Niguarda, Cà Granda, Bicocca
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Cara Benedetta,
solitamente i disturbi del comportamento alimentare (e in generale le condotte alimentari non equilibrate) hanno paradossalmente poco a che fare con l cibo e traggono origine da difficoltà legate alle relazioni, alla famiglia, alla costruzione di un'immagine di sè positiva.
Di conseguenza la via maestra per occuparsene è la psicoterapia ed è necessario comprendere prima di tutto quali dinamiche scatenano i comportamenti problematici e le emozioni ad essi connesse, pr arrivare poi alla soluzione del problema.
Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico/psicodinamico e le consiglio la lettura di questi due testi: "Donne che mangiano troppo" e "Troppo buone!", entrambi di Renate Gockel, che possono darle molti spunti di riflessione sull'argomento, aiutandola da subito a capire meglio sè stessa.
Tanti cari auguri,
d.ssa Flavia Massaro

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 19/04/2016 - 07:54

Buongiorno Valeria,
come citato dalla collega, spesso il rapporto disregolato con il cibo si rivela come "mezzo" per gestire/tollerare/distrarre da altre problematiche che non si riescono direttamente ad affrontare o di cui non si ha piena consapevolezza. Tra questi aspetti, spesso si nota una scarsa autostima, difficoltà nelle relazioni sociali ed affettive, intolleranza alla frustrazione, difficoltà nella gestione delle emozioni..
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla, sì a gestire meglio il rapporto con il cibo (che comporta comunque l'insorgere e il mantenersi di altre problematiche emotive, come quella di svalutazione di sé, senso di colpa..), ma anche a scoprirne le cause più profonde, a dare un significato a ciò che succede ed è successo, al perché insomma si è arrivati a questo comportamento, e da li a poterlo poi abbandonare in virtù di comportamenti ed azioni più funzionali e produttive alla sua vita, al suo sviluppo e al suo benessere globale.
La terapia cognitivo comportamentale attualmente risulta efficace nella risoluzione delle problematiche alimentari, apportando miglioramenti anche in tempi medio-brevi. Se desidera maggiori informazioni a riguardo, mi contatti pure.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
www.chiarafrancesconi.it