Anna domande di Alimentazione  |  Inserita il 20/09/2015

Ascoli Piceno

Anoressia?

Buonasera, sono un'adolescente come tante. Ho avuto un'infanzia complicata, mi sono sentita sempre sola e abbandonata, mi sono vista voltare le spalle da mio padre sin dalla nascita. Non so se questa è la causa di ciò che mi è capitato... Per sentirmi più accettata dagli altri, più bella, e più felice ho deciso di perdere qualche chiletto, sono di salute debole e dopo 2 mesi a letto con la bronchite di peso ne avevo perso, poi per recuperare le forze ho cominciato a mangiare esageratamente e ho preso in un mese 3-4 kg. Ho deciso quindi di iniziare a mangiare in modo sano, ero felice e facevo tutti i giorni attività fisica, da 53.4 kg in un mese sono passata più o meno a 50 kg,il mio peso ideale, il mio peso prima della bronchite. Dopo ho deciso di continuare a seguire questo stile alimentare, ero contenta e ispirata, ma pensavo solo al cibo, solo e continuamente a quello, la mattina mi alzavo e facevo colazione, alle 11:30 pensavo subito pranzare e alle 18 a cenare, i miei pasti però non erano normali. Spesso a colazione mangiavo solo uno yogurt magro con mezza banana, a pranzo poco e niente, la cena spesso la saltavo, il pane non lo toccavo, non parliamo della pasta.... In breve tempo ho iniziato a perdere peso, mi piacevo, così ho iniziato a reintrodurre i carboidrati, ma mangiavo ancora molto poco. A volte mi mettevo il cibo in bocca, poi ci ripensavo e lo sputavo, per poi buttarlo (anzi lo sputo perché talvolta lo faccio ancora) Amici e parenti mi dicevano che stavo dimagrendo troppo. Adesso sono arrivata a pesare 44 kg, mi si è bloccato il ciclo mestruale, dormo poco e male, sono pallida e con le occhiaie, vado meno di corpo, la sera non mi reggo sulle gambe ho sempre sonno, il seno mi è quasi sparito e sono molto insicura e triste. Sto sempre a casa da sola, attaccata a quest'affarino luminoso, non esco più e non ho voglia di vedere niente, ogni minimo problema sembra una montagna insormontabile. Non so che fare, sono disperata, ma ho il terrore di ingrassare, più perdo peso più mi dico che non è normale, me è come ci fossero due parti di me una razionale e una non razionale, quella razionale mi dice che devo mangiare, che sono magra, troppo magra, che sto facendo male al mio corpo e a mia madre che mi adora ma è disperata, mentre l'altra è contenta quando vede sulla bilancia una cifra sempre più bassa. Non so dove sbattere la testa, ho bisogno di sostegno.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 20/09/2015 - 11:50

Cara Anna, difficile poter scovare le cause di questo malessere da una sola presentazione, tuttavia sono bastate queste poche righe per far trasparire tutta la sofferenza e il senso di smarrimento, confusione e ambivalenza che stai passando e affrontando. Probabilmente la cosa migliore sarebbe intraprendere un percorso terapeutico per comprendere, con la guida di un esperto, i nodi focali che hanno dato origine e che ora mantengono questi comportamenti ed emozioni. L'approccio cognitivo comportamentale risulta molto efficace nel contrastare le problematiche alimentari, dando fin dagli inizi la sensazione di poter controllare e gestire se stessi, ma in maniera più sana ed equilibrata. Potresti scoprire ad esempio che molte delle spiacevoli sensazioni che stai attualmente provando, come la perdita di piacere nel fare le cose, l'isolamento, e la scarsa presa di decisione, potrebbero essere effetti conseguenti al dimagrimento eccessivo e dei mutamenti fisiologici. E' molto comune l'oscillamento tra il voler stare meglio (e quindi mangiare più salutare e regolare) e il voler raggiungere un obiettivo (che dà quindi sensazione di controllo, autonomia, autostima). Ed in terapia si lavora proprio sul strutturare nuovi obiettivi da raggiungere, per sviluppare o mantenere una buona stima di sè e senso di efficacia personale, impostando scopi alternativi (e più ampi) rispetto a quelli alimentari. D'altronde spesso il cibo diventa un mezzo per colmare altri vuoti, o mancanze interiori, ed è uno strumento molto "facile" da autogestire, al contrario delle relazioni e di ciò che avviene nella quotidianità, da cui possiamo sentirci più sopraffatti o impotenti. Si tratta di ristabilire un equilibrio generale.
Dal momento che parli di una mamma presente e preoccupata, penso che parlandone con lei, possiate trovare una figura esperta della vostra zona che ti aiuti a ritrovare la serenità.
A disposizione per ulteriori informazioni, un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Francesconi.
Psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale.
www.chiarafrancesconi.it