lucia domande di Alimentazione  |  Inserita il 03/08/2015

Agrigento

Soffro di un disturbo dell'alimentazione?

Ormai da mesi vivo male il rapporto con il cibo. Premetto che non mi induco il vomito, anche se mesi fa ci ho provato.
Nonostante ciò sento un grande peso sul petto ogni volta che mangio, soprattutto per quanto riguarda dolci o cibi che IO ritengo particolarmente calorici. Nonostante non vomiti, cerco sempre di smaltire con l'attività fisica le calorie che ritengo di troppo. Sto iniziando seriamente a preoccuparmi,faccio fatica a dormire e sono spesso agitata,anche se non sono sicura che le cose siano collegate tra loro. Vorrei parlarne con mia madre ma ho paura della sua reazione,soprattutto perché in parte sento che la causa di tutto ciò risiede proprio nella mia famiglia.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 05/08/2015 - 20:29

Viterbo
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Cara Lucia,

al di là del disturbo alimentare, che può essere diagnosticato solo dopo una valutazione di persona, mi sembra evidente il tuo stato di disagio e la necessità di trovare uno spazio di ascolto empatico e comprensivo.
Le difficoltà e le preoccupazioni legate al cibo rappresentano spesso una difficoltà nella gestione delle emozioni (controllo eccessivo) anche in relazione all'immagine corporea, è chiaro che i modelli appresi all'interno del contesto famigliare hanno un peso rilevate e andrebbero indagati.
Ti suggerisco di contattare un Collega specializzato in psicoterapia, meglio se ad indirizzo psicodinamico (psicoanalitico).

Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo clinico e forense, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica
www.psicologoaviterbo.it

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 05/08/2015 - 19:18

Cara Lucia,
probabilmente come tu stessa hai notato, questo disagio che vivi attualmente con l’alimentazione potrebbe essere correlato ad altri aspetti della tua vita (come i rapporti familiari, sociali o cambiamenti nella quotidianità) che stai vivendo con qualche insofferenza.. Spesso il cibo diventa il mezzo più “comodo e facile” da gestire, che può dare un senso di controllo, autonomia, presa di decisione della propria vita. Può essere un mezzo per dimostrare di essere in grado di essere responsabili, di sapersi regolare, di essere bravi e diligenti. Così come un mezzo per sentirsi più sicuri di sé, a posto con se stessi. Tutto ciò non toglie però che restino degli aspetti di vita irrisolti e che in tale modo vengono solo “accantonati”. Posso consigliarti di rivolgerti ad uno psicoterapeuta nel breve tempo, in modo da poter comprendere cosa sta succedendo prima che si inneschino brutti circoli viziosi che possono peggiorare e prolungare “l’uscita dal tunnel”. Se sei ancora minorenne sarà necessario il consenso dei tuoi genitori, ma ci sarà massima privacy sui contenuti affrontati nei colloqui.
Resto a disposizione per maggiori informazioni, un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Francesconi