SARA domande di Alimentazione  |  Inserita il 20/06/2015

Napoli

DISTURBI ALIMENTARI-DISTURBI OSSESSIVO COMPULSIVI

Quando penso che sia una sciocchezza fare ciò che vorrei… come : studiare, andare all’università, mangiare sano, uscire con gli amici… poi improvvisamente mi “blocco” e inizio a mangiare qualsiasi cosa mi circonda. Mi viene automatico, a volte è come se non me ne rendessi conto. Mangio non per fame ma per placare il nervosismo, per nascondere le mie ansie… ma ancora non riesco a comprendere di preciso cosa scatti nella mia testa. In questi casi preferisco cibi spazzatura, (addirittura anche alimenti ai quali sono altamente a rischio, essendo allergica), fino a quando il mio stomaco è così gonfio da dovermi sdraiare obbligatoriamente, letto o divano che sia. Per le quantità che ingerisco, il mio corpo disperde molta energia nella digestione così, affaticandomi, spesso mi addormento per delle ore… fin quando il mio corpo rigenera energia. Quando arriva la notte ovviamente non riesco a prendere sonno presto, avendo dormito diverse ore durante la giornata. Dopo aver visto film e perso tempo in rete cercando tipo: “come portare a termine i propri obiettivi” o “come uscire da dipendenza cibo” o “DCA”o “BingeEatingDisorder" o “DOC” o “interviste a persone celebri (che ammiro)” o “vip che soffrono doc/dca” (giusto per sentirmi meno stramba..xD) …cerco disperatamente cibo in dispensa, purché riesca a prendere sonno il prima possibile. E’ in quei momenti che mi sento annoiata, sprecando un altro giorno della mia vita inutilmente... ma prima di addormentarmi (finalmente) ho sempre la speranza che “infondo, domani è un’altro giorno” alla Rossella O’Hara.
Spesso la mattina dopo è già una “fatica” lavarmi i denti, (infatti la mia igiene personale nei giorni “no” lascia a desiderare…) e mi sento uno straccio sia dal punto di vista fisico sia mentale.
A volte riesco a “riprendere le redini” della mia vita, mangiando sano, variegato, passeggiata in piazza con il mio cane (...rispetto a quando mi “abbuffo” che trascorro giorni e giorni quasi in completa staticità), un caffè con un'amica... ma questa sorta di “normalità” riesco a mantenerla per un massimo di 2 settimane. Dopo, tutto come prima. E quando ricado (le ho battezzate “ricadute”) tutto da capo. Ogni volta è sempre più difficile riprendermi. Aumentano sempre più i giorni "no", diminuiscono sempre più i giorni "sì”.
Ho 20 anni, quest’anno completo il mio primo anno di università. Potete immaginare come l’abbia affrontato… dei 7 esami ne ho dati solo 1. La mia paura è che questa "parte di me” possa diventare cronica (ammesso che non lo sia già). Sono sempre stata una bambina/ragazza molto educata, sensibile, volenterosa, coraggiosa, testarda; le pecche che anche i miei professori riconoscevano sono: la poca stima in me stessa, che con il tempo ho compreso possa essere una delle cause scatenanti il mio malessere, e la poca costanza. Di carattere sono una persona critica, minuziosa, anche e specialmente con me stessa.
c’è mooolto da aggiungere, da dire, da specificare, ma questo penso possa riassumere il mio stato psichico. Cosa posso fare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Mossa Inserita il 21/06/2015 - 16:34

Cara Sara,
hai descritto perfettamente come ti senti e cosa stai vivendo.
Mi sono catapultata nel tuo mondo grazie alle tue parole. Sei stata molto dettagliata ma, ovviamente, mancano tante informazioni su chi sei e quale sia la tua storia.
Ad esempio mi viene da chiederti con chi vivi e se qualcun'altro sappia ( o si sia accorto di questo problema) ma anche da quanto tempo vadano avanti tali comportamenti.
Per quanto non ami le autodiagnosi - che spesso, come nel tuo caso- portano a conseguenze più negative che positive, e per quanto sia impossibile per ogni professionista presente su questa piattaforma porre una diagnosi sulla base di una mail, in questo caso mi sembra di essere realmente di fronte ad un disturbo del comportamento alimentare.
Il problema - e la conseguente soluzione- non è tanto quello di porre una diagnosi ma di scoprire il perchè si sia arrivati a questo preciso punto.
Personalmente ritengo per te essenziale un supporto da parte di uno psicologo/psicoterapeuta.
Nella mia esperienza professionale ho, inoltre, trovato di grande aiuto il contributo di un medico nutrizionista: oltre la mente c'è anche un corpo di cui doversi prendere cura.
Spero tu possa prendere in considerazione queste mie parole e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa - Torino
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