La cura al tempo del covid19: dalla crisi alla rinascita possibile

Pubblicato il 13 luglio, 2020  / Psicologia e dintorni
La cura al tempo del covid19: dalla crisi alla rinascita possibile

Ogni periodo storico, scandito da eventi eccezionali (guerre, crush economici, epidemie, catastrofi naturali) è stato attraversato da fenomenologie e sintomatologie che contenevano in sé il senso più profondo di ciò che veniva toccato o sconvolto, non solo a livello sociale, ma soprattutto soggettivo-individuale.

 Un esempio tra tutti, è la diffusione delle patologie di impronta ansio-depressiva e narcisistica, nel nostro mondo contemporaneo, caratterizzato da una forte competizione e al contempo una grave precarietà economica e sociale, elementiche hanno minato la costruzione di identità fondate su basi sicure, capaci di progettualità e resilienza. 

A peggiorare la situazione, quest'anno, l'arrivo e la diffusione pandemica di un virus che ha sottolineato, ancora una volta, la profonda fragilità di un sistema che fa fatica a proteggerci e a garantire risorse immediate e opportune. Di fronte a tutto questo e all'improvviso isolamento del lockdown, si sono fatti più che mai importanti i valori e  i concetti di rete, di unione, di solidarietà  come risposta necessaria e positiva, per affrontare la solitudine e la nuova e difficile quotidianità. 
Ogni crisi, ogni empasse, per fortuna, se guardate nel modo giusto, possono essere fonte di un nuovo (ormai necessario) che chiede di venire al mondo. Ecco che diventa funzionale non  soffermarsi solo sul limite e le perdite, ma tentare di far emergere il nostro potere creativo, per rialzarci con risorse nuove.

Pensare che sia soltanto una fase, qualcosa che avrà fine permette di porsi un orizzonte spaziale e temporale, non cadendo nei sentimenti di smarrimento e angoscia che la sospensione e il vuoto portano.
Un paziente, durante il lockdown, mi disse: "di cosa ho davvero bisogno per realizzare me stesso ? Prima non lo sapevo o mi raccontavo un'altra storia, adesso sto cambiando prospettiva. Aver sperimentato il meno, in questo isolamento, mi ha fatto capire che sono di più e posso ricominciare". 

L'essenziale è la parola che più è emersa nel lavoro di terapia. Molti hanno iniziato ad usare questo momento come occasione per avere un nuovo sguardo su di sé e sulle cose esterne a sé, dandosi la possibilità di comprendere quale davvero fosse "il proprio essenziale", da cui ripartire per costruire il più autentico progetto di vita. Si sono avvicendate varie fasi e svariate sarebbero le riflessioni possibili, da fare o ascoltare, tante quante sono le soggettività in gioco. 

Forse è impossibile dare voce a tutte, perché nel mondo, ormai fortemente mediatico, diventa tutto e il suo contrario, creando spesso caos e confusione, smarrimento o rabbia.

Nello spazio protetto della terapia, è ed è stato importante prendersi cura del modo intimo e individuale in cui ognuno di noi ha vissuto e vive la situazione di blocco e poi ripartenza (o quel che sia) delle proprie vite. Ansia, stati depressivi, ipocondria, paranoia, sono i nuovi compagni di avventura, emersi o riaffiorati durante questa tempesta emotiva. 

È stato un momento di crollo delle certezze per molti, e di riordine e rimpasto di elementi non più funzionanti per altri. Dalla crisi che sgomenta all'entusiasmo per le opportunità da cogliere, possono intercorrere tempo e fatica, e questo percorso va accompagnato e attenzionato adeguatamente, permettendo ad ognuno di ritrovare il proprio posto nel "nuovo" mondo.