Cos'è il trauma psichico?

Etimologia, genesi e significato

Pubblicato il 14 agosto, 2017  / Psicologia e dintorni
Cos'è il trauma psichico?

Il termine “trauma” deriva dal termine della lingua greca τραμα-ατος , che significa "ferita", “rottura”.  Allo stesso mondo in cui una ferita può lacerare, può provocare dolore o lasciare cicatrici per tutta la vita, un evento traumatico è, per definizione, potenzialmente dannoso per l’essere umano e può generare profonda sofferenza, anche a lungo termine. Con la parola trauma ci si riferisce a una situazione che mina gravemente l’integrità psicofisica della persona e che può portare a gravi conseguenze se non viene compresa, elaborata.

Qualsiasi persona che si senta in grave pericolo, sia esso reale o percepito, o che avverta il suo equilibrio vitale a rischio di rottura, è potenzialmente esposta a un trauma. Il paziente traumatizzato è spesso un individuo che ha vissuto un evento drammatico ed emotivamente destabilizzante senza, però, avere le risorse per fronteggiarlo.

E'  importante considerare che ogni individuo possiede risorse differenti, vive in contesti con un diverso grado di protezione e ha vissuto, in passato, esperienze più o meno positive. Viene quasi automatico pensare che una persona cresciuta in un ambiente con un alto livello di protezione, che ha un passato costellato di successi ed esperienze positive e che possiede un ampio ventaglio di risorse interne, possa essere, in qualche modo, meno esposta al trauma.

Questo è soltanto in parte vero, poiché alcuni eventi sono così destabilizzanti che nessuno di noi ha, nel suo bagaglio personale, le risorse per farvi fronte. Pensiamo alle catastrofi naturali, alla morte, all’abuso sessuale, alla diagnosi di un carcinoma maligno... Siamo tutti consapevoli che queste situazioni fanno parte del nostro mondo; nessuno, però, ci ha mai insegnato come affrontarle, non ci hanno dato il libretto di istruzioni per questa vita. Nessuno ha mai fornito un significato coerente per eventi di questo genere e non possiamo far altro che sentirci impotenti di fronte ad essi.

L’esperienza traumatica è vissuta dall’individuo come “critica”, nel senso che va oltre l’ambito delle esperienze che lui normalmente è in grado di prevedere e, dunque, di gestire. Il trauma psicologico rappresenta un esempio di stress estremo; per definizione, non può essere integrato nel sistema psichico della persona e per questo espone il paziente traumatizzato a un altissimo rischio di “rottura” dell’integrità mentale.

Un evento è traumatico quando l’individuo non possiede le risorse per fronteggiarlo, quando non è possibile attribuire un significato coerente alla situazione o quando mancano i mezzi per riadattarsi alla nuova condizione di vita. Questi tre aspetti, le risorse personali, l’attribuzione di significato e il processo di adattamento, sono concetti di fondamentale importanza all’interno di un percorso psicologico.

“La persona traumatizzata trova sollievo semplicemente nell’imparare il vero nome della sua condizione. Non più imprigionata nel mondo senza parole del trauma, scopre che vi è un linguaggio per la sua esperienza. Scopre che lei non è sola; altri hanno sofferto in modo simile. Scopre inoltre che lei non è pazza; le sindromi traumatiche sono normali risposte umane alle circostanze estreme. E scopre, infine, che non è destinata a soffrire di questa condizione a tempo indeterminato; può aspettarsi di recuperare, come altri hanno recuperato”. (Judith Lewis Herman)

Il trauma fa parte dell’esistenza umana, spetta a noi professionisti sostenervi, fornirvi gli strumenti per fronteggiarlo, elaborarlo e attribuirgli un significato. Datevi la possibilità di cicatrizzare le vostre ferite.