Intelligenza emotiva - riconoscere e gestire le proprie ed altrui emozioni

Una strada per il benessere

Pubblicato il 24 giugno, 2016  / Crescita Personale
Intelligenza emotiva - riconoscere e gestire le proprie ed altrui emozioni

In genere quando si parla di intelligenza ci si riferisce a qualità prettamente cognitive o mnestiche, se non addirittura a quantità di informazioni.

Erroneamente si pensa che la persona intelligente sia quella capace di apprendere tanto, di eseguire calcoli complessi o di usare un linguaggio ricercato che palesa una buona conoscenza. Per anni si è provato a misurare le abilità cognitive e si è provato a rendere questi numeri predittivi della buona riuscita in ambito scolastico e professionale. Questa è la storia dei test di intelligenza e delle prove di ammissione scolastica.

Nel corso degli anni si è accumulata infatti molta letteratura sulla capacità di alcuni strumenti di misurare l’intelligenza e quindi di prevedere l’attitudine di una persona verso una specifica attività o materia. Si è consolidata una sorta di imprescindibilità dalla misurazione di abilità cognitive ed in un certo senso una sorta di dipendenza/correlazione tra le abilità misurate e la possibilità di realizzazione personale. Ma la storia è andata avanti, e, senza cancellare le fondamentali acquisizioni degli anni precedenti, la letteratura ha continuato a produrre evidenze. E più di un ricercatore ha esaltato la maggiore predittività di “abilità” emotive circa la capacità di autorealizzarsi, ovvero il ruolo delle competenze emotive nel raggiungimento di obiettivi.

Negli anni è stato coniato il termine di “intelligenza emotiva” per designare proprio quell’aspetto dell’intelligenza deputato al riconoscimento ed alla gestione delle proprie ed altrui emozioni. La definizione di Peter Salovey e John D. Mayer recita così: "L'intelligenza emotiva coinvolge l'abilità di percepire, valutare ed esprimere un'emozione; l'abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l'abilità di capire l'emozione e la conoscenza emotiva; l'abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”. La nascita dell’intelligenza emotiva ha restituito alle emozioni un ruolo precipuo nella realizzazione personale e nondimeno nel raggiungimento del benessere. D’altronde sembra addirittura semplice affermare che per stare bene bisogna avere consapevolezza delle proprie ed altrui emozioni per poi gestirle positivamente.

Tuttavia, per quanto scontato, il tran tran quotidiano ci allontana da questa semplice considerazione, mentre coltivare la propria intelligenza emotiva è un’attenzione che può fare la differenza e per la qualità delle giornate e per la capacità di superare momenti difficili. D’altronde le emozioni sono presenti in ogni ambito, dalle relazioni sociali alla vita di coppia, dal lavoro al tempo libero. Questo ci fa capire quanto avere una “buona“ vita emotiva può migliorare ogni aspetto della nostra vita. Saper capire, esprimere e gestire le emozioni ci permette di ottenere migliori risultati lavorativi e di avere delle relazioni affettive di buona qualità.

Un’acquisizione fondamentale che ci regala questo filone è il concetto di “apprendibilità” delle competenze emotive. In altre parole, si può imparare a leggere, esprimere e gestire le emozioni. Ed è come dire si può migliorare la qualità della nostra vita e la capacità di raggiungere dei traguardi.