Il senso dei sintomi. Ansia, panico, depressione: ascoltarli per guarire

Pubblicato il 29 giugno, 2018  / Ansia e Depressione
sintomi

L'esperienza umana e professionale mi ha insegnato che nessuno di noi è immune alla sofferenza. E' un tipo di esperienza che in qualche modo dobbiamo fare, in quanto esseri umani e sulla quale spesso non abbiamo controllo. Però c'è qualcosa che dobbiamo e possiamo fare, e che dipende solo da noi: far sì che la sofferenza serva a qualcosa, che ci arricchisca in qualche modo.

Penso a disturbi quali: ansia, panico, depressione, sintomi di cui molti oggi soffrono e da quali faticano a liberarsi. E va bene aiutarsi con i farmaci, perché bisogna pur lavorare, bisogna pur restare in piedi, ma conviene sempre chiedersi il SENSO di questi sintomi, di questa sofferenza. Perché nasce sempre da un'infelicità di fondo, da una perdita di contatto con se stessi, con ciò che si è e si vorrebbe essere.

Ci sono ansie che parlano del nostro continuo ambire a modi ideali di essere, dove non sbagliamo mai, dove siamo intoccabili, perfetti. Ci sono attacchi di panico che vengono perché non siamo più capaci di lasciarci andare alle emozioni, di perdere il controllo e mettiamo in piedi vite prevedibili e tranquille ma terribilmente noiose. E poi ci sono depressioni che sono abissi in cui si cade e si incontra il Nulla, in cui non si sa più niente di sé se non quanto si è fragili ma anche meravigliosamente umani.

Si può guarire, si può migliorare, non sempre si arriva alla risoluzione del sintomo totale, perché non siamo macchine, ma esseri umani, ma di certo l'ascolto di sé e la presa in carico costruttiva della propria sofferenza fa davvero la differenza. Certo è più faticoso che contare il numero di gocce da mettere nell'acqua, però è più gratificante.

Per questo credo che un buon lavoro psicologico debba sempre considerare il senso dei sintomi, la loro portata di significato e aiutare il paziente ad esplorarlo e a prendere coscienza di cosa e come fare per raggiungere un migliore benessere mentale e fisico. Perché soffrire, alla fine dei conti, non sia stato fine a se stesso.

Bibliografia:

  • J. Hillman "Saggio su Pan" Adelphi Edizioni
  • I.D. Yalom "Il dono della terapia" Ed. Neri Pozza
  • L.W. Reichenberg "DSM-5 L'essenziale" Raffaello Cortina Editore