BARBARA domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 09/01/2017

Como

Perché sopporto? Ed è giusto sopportare?

Buongiorno mi chiamo Barbara e ho 37 anni.
Ho due figli (il primo con il mio ex marito e la seconda con il mio attuale compagno). A giugno 2016 io ed il mio compagno (che è sempre stato super geloso e possessivo) avremmo dovuto sposarci, era tutto organizzato, ma un giorno mentre io stavo parlando con un collega, lui ha deciso che io e questo collega ci stavamo baciando...ha fatto un casino esagerato qui al lavoro (lavoriamo insieme) ha annullato il matrimonio...ha detto al mondo intero che io sono una poco di buono...ha chiamato mia mamma, il mio ex marito...è andato dalla moglie di questo collega in ufficio a dire che io e suo marito ci stavamo baciando...
Dopo tutto il casino che ha fatto la sera dopo era a casa con me, a letto con me...
E da quel momento sono passati 7 mesi di insulti vari...ma non se ne va.
Dice che sta con me per la bambina, ma per la bambina non c'è bisogno di fare sesso o sbaglio?
E soprattutto per il bene della bambina è corretto insultarmi sempre???
Ci sono dei momenti in cui è affettuoso e sembra tutto normale ma durano molto poco.
Premesso che io non ho fatto nulla e che non ho nulla da rimproverarmi, mi chiedo per chi e per cosa sopporto tutto questo nella speranza che le cose cambino?! E soprattutto, è corretto sopportare????? Per una cosa che non è successa???

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 09/01/2017 - 18:21

Cara Barbara,
le informazioni sono veramente poche per avanzare delle ipotesi, ma sono dell'idea che i vostri problemi abbiano origini precedenti questo ultimo episodio, triste, destabilizzante e poco coerente negli atteggiamenti successivi, di entrambi: il suo "sopportare" e il bisogno di "accusare" del suo compagno. Ovviamente sono due situazioni che non possono andare d'accordo ma che per qualche motivo colludono in questo momento, per qualche motivo lei si sente in dovere di sopportare e il suo compagno il diritto di accusare, ed è questo che bisogna cercare di capire: che vantaggi avete entrambi nel perseverare con i vostri comportamenti. L'accusa e il sospetto sono forme di litigio usate, spesso, al posto di uno scambio di opinioni, di un dialogo chiarificatore o di una discussione, e contengono degli elementi distruttivi. In genere dietro tali litigi non si nasconde una cattiveria intenzionale, ma una sensazione di impotenza e come reazione di difesa contro reali o presunte minacce ( nel suo caso di abbandono e quindi angoscia di separazione). Il consiglio è di andare oltre e capire, aiutati, per quale motivo atteggiamenti apparentemente innocenti vengono letti con una lente disturbante; quale paura si cela dietro queste accuse; quali ideali di coppia siano stati disillusi (tappa fisiologica ma tensiva); quali bisogni avete proiettato nell'altro ecc.....Mi rendo conto che in questo momento sia difficile per entrambi riuscire a parlare di ciò che è accaduto senza recriminazioni, ma è il compito che vi aspetta se intendete andare oltre insieme. Non si tratta di "sopportare" una situazione sopportabile (sopporto il pianto di mia figlia perchè è stanca e ha la febbre), ma una situazione di accusa-perdono in successione continua e ciò risulterebbe nel tempo, per l'appunto, insopportabile.
Saluti