anna domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 30/09/2016

Milano

Paura di svelare la mia omosessualità

Salve, sono una ragazza di 23 anni e da piccola ho una forte attrazione verso il genere femminile. Per anni ho cercato di tenere sotto controllo questa cosa, fingendo a me stessa e imponendomi partner maschili che dopo un pò ero costretta a lasciare poichè non c'era nè attrazione fisica nè mentale nei loro confronti. Questa mia inclinazione mi causa molte difficoltà per vari motivi. Il primo riguarda i miei gusti difficili: non sono attratta da coetanee, quasi mai, ma solo da donne più adulte. La mia paura è non riuscire mai a trovare nessuna che possa ricambiare i miei stessi sentimenti, o perchè già sposate o perchè troppo adulte etc La seconda paura, la peggiore, è la mia famiglia. I miei parenti ultimamente, dopo l'ennesimo fidanzato mollato, sospettano qualcosa. Mio fratello continua a ripetermi che non ci sarebbe nulla di male, ma io nego. Gli altri temono che ciò che sospettano possa essere vero. Nasco in una famiglia cattolica e dalla mentalità antiquata e accetterebbero questa mia cosa con grande dolore e vergogna. Forse non mi diranno niente, ma già so che ogni giorno sarò costretta ad incrociare i loro finti sorrisi, i loro sguardi compassionevoli come se io fossi una malata terminale. Perchè per loro essere omosessuale è " un peccato di Dio", una vita sprecata. So per certo che continueranno a volermi bene, ma lo spettro dei loro sguardi su di me, dei loro pensieri e della loro ipocrisia mi distruggerebbe. Come mi ditruggere pensare al dolore di mia madre quando saprà. Io non voglio dargliene altro. Adoro mia madre, ma allo stesso tempo la detesto poichè farebbe finta di accettare la cosa, ma incosciamente non lo farà mai. Io non so come fare. Non riesco più a nascondermi. Sento come se vivessi una vita che non è la mia perchè costretta a fingere di essere ciò che non sono. Trovo un pò di pace solo quando ne parlo con la mia migliore amica, l'unica a conoscenza di questa cosa. A volte vorrei scappare via lontana per sempre, ma non ho nè i mezzi economici nè psicologici per impormi un abbandono forzato dalla mia famiglia, alla quale nonostante ciò sono molto legata. Ho bisogno di un consiglio, di qualcosa. Vi ringrazio.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 30/09/2016 - 14:11

Buonasera Anna,
la ringrazio per aver condiviso con noi le sue emozioni in questo momento particolarmente delicato della sua vita.
Un groviglio di sentimenti che non l'aiuta a prendere le decisioni più funzionali per il suo benessere.
Da quello che ci scrive si comprende che è forte in lei il bisogno di vivere appieno la sua vita.
Sono convinta che lei si trovi in una fase di consapevolezza molto significativa per la propria identità sessuale ed il peso da cui si sente gravata, nel mantenere il massimo riserbo con i suoi familiari, potrebbe presto portarla alla decisione di aprirsi e farsi apprezzare. E' riuscita a farlo con la sua migliore amica eppure i rischi erano identici, probabilmente quello che le rende più difficile approcciare i suoi cari è la paura che il loro affetto per lei possa in qualche modo modificarsi ma mi sento personalmente di escludere questo rischio. Il consiglio è di non restare da sola e farsi sostenere in questo percorso. Se fosse interessata ad approfondire qualche passaggio della mia risposta non esiti pure a contattarmi.

Dott. Enzo Battaglino Inserita il 30/09/2016 - 14:07

Buongiorno Anna, mi sono trovato a lavorare con persone omosessuali e ciò che racconta credo rappresenti in modo chiaro e accurato il momento, o meglio il tempo nel quale ci si trova nella fase del 'vorrei ma non posso'. Fase che solitamente si lega proprio al bisogno di vivere la propria vita appieno, non un'esistenza 'che non è la mia'. In queste parole, credo ci sia una chiave di volta rispetto alle ragioni, più che comprensibili, del suo non posso: è possibile che, in nome dell'affetto che sente e riceve in famiglia si sia abituata negli anni a ritenere la sua felicità secondaria, soprattutto se svelarsi potrebbe corrispondere a diventare 'peccatrice', colei che contravviene alle regole familiari, 'giuste' perchè divine. E il suo mettersi in secondo piano è ancora più legittimato dalla paura di una reazione non plateale, che pur faticosamente potrebbe paradossalmente aiutarla nell'affermarsi: nell'espressione della rabbia e del disappunto, vi sarebbe una parità tra lei e i suoi genitori, mamma in particolare. Invece lei teme i 'finti sorrisi', il sentirsi emarginata dietro una compassione che nasconde non un giudizio, bensì IL giudizio. Si tratta di decidere, forse, se sia per lei possibile accettare che mamma potrebbe effettivamente non accettare mai del tutto la sua natura e che ciò non contravviene al diritto di amarsi e amare liberamente. Il tema centrale mi pare possa essere il controllo, di se stessa e dell'altro. Controllo di una vita forse vissuta molto attentamente, così da compiacere più gli altri che se stessa. Saranno i suoi genitori, magari, a decidere come reagire. Rispetto al timore di non essere ricambiata perchè attratta da donne adulte, anche in questo caso mi viene da dirle: lascerei che sia la potenziale partner a vivere i propri sentimenti nei suoi confronti, la inviterei a riflettere su cosa significhi per lei essere 'troppo adulta' come impedimento ad essere attratta da lei o ad amarla. Altro discorso sarebbe qualora sia attratta dalle sole donne sposate, ma non mi pare questo il caso. Ne parli con suo fratello, con la sua amica, con qualcuno a cui affidare la ragazza che vorrebbe. In bocca al lupo.