Martina domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 07/09/2016

Bologna

Non credo di poter amare

Buon pomeriggio, sono una ragazza di 20 anni. Non ho mai avuto una vita facile. Quando avevo 10 anni nacque mia sorella. Da subito mostrò avere dei problemi. Era come un vegetale e non relazionava. Morì a quasi due anni. Non piansi per la sua morte, neanche quando vidi il suo cadavere. Ebbero tutto il peso i miei genitori, che non vennero neanche aiutati. Qualche anno dopo piansi davanti a loro per il mio gatto, e mio padre mi disse per "consolarmi":" piangi per un gatto quando non hai neanche versato una lacrima alla morte di tua sorella?" e mi definì poi più di una volta come un robot senza emozioni. Quando andavo in superiore scoprii che mia madre da piccola aveva subito delle violenze da parte di un parente, e la cosa mi turbò molto. Fin da piccola i miei genitori non hanno mai relazionato con gli altri genitori, che uscivano insieme con i figli a mangiare o al parco. Quindi sono stata sempre isolata. Ora ho 20 anni. Sono una bella ragazza( né io né gli altri possono dire il contrario). Sono astemia, non mi sono mai ubriacata, non fumo, non ho mai fatto uso di droga, studio all'Università ed ho ottimi voti. Sono uscita con molti ragazzi(e ho provato anche con ragazze) che mi interessavano. Ma dopo la terza uscita ho iniziato a sentirmi a disagio e a provare rancore nei loro confronti. Non sopporto il contatto fisico, e per questo non ho mai avuto un rapporto sessuale. Non riesco a fidarmi di nessuno. Con gli animali, che sono la mia passione, ho avuto da sempre un bel rapporto e rispetto. Il loro contatto non mi da fastidio, anzi, se non ho un cane o un gatto che mi facciano compagnia non mi sento a mio agio. Ma con le persone no. Ultimamente riesco a parlare con le persone, anzi le persone pensano che io sia una persona solare e simpatica, socievole.. Ma non è così. Ho passato quasi tutta la mia vita sola in mezzo ai gatti, ai cani, alla natura.. Per riuscire a socializzare in modo normale mi sono dovuta allenare per almeno tre anni. Prima avevo anche un difetto di pronuncia, perchè avevo la bocca che aveva una postura da "apparecchio" che ho risolto da sola allenandomi. Ho molti ragazzi che mi vengono dietro, sono abbastanza popolare, ma solamente perché le persone non sanno niente di me, e credono ciò che sentono in giro, e che ho fatto mettere io in giro. Non ho amici, anche se parlo con le persone ora. Non ho gruppi, non esco mai. Non vado in pub o in discoteche. Ci ho provato ma mi annoio. Io non so che cosa fare della mia vita. Sono bella, intelligente, ironica, ma sola. E non penso che questa condizione possa cambiare. Vorrei un vostro parere. Vi ringrazio.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 10/09/2016 - 12:26

Gentile Martina,
Ho notato due aspetti importanti nella sua lettera. Il primo è il comportamento di suo padre. Il secondo è il senso di colpa per non aver avuto quelle lacrime.
Essere definita un automa a 10 anni non è certo una etichetta facile con la quale crescere. Lei è probabilmente cresciuta convinta di esserlo. E' comprensibile che un padre sia affranto per la perdita di un figlio, ma dirle quelle frasi può aver avuto un doppio effetto su di lei, bambina: da una parte avere uno schema di comportamento che l'ha relegata ad essere fredda, quasi a dimostrare che suo padre avesse ragione (si chiama profezia che si auto-avvera), dall'altra potrebbe aver alimentato la sindrome del sopravvissuto, quasi fosse una colpa essere viva, mentre sua sorella non lo è più.

Ora Lei ha un percorso difficile da affrontare, che le consiglio di fare con uno psicologo, ma che alla fine la porterà a non avere più paura che le persone "scoprano chi è" (cito una sua frase:" perché le persone non sanno niente di me").
Deve cambiare Lei per prima questa visione che ha di se stessa e dopo la paura e la voglia di distaccarsi dalle persone passerà.

La sua non sembra essere diffidenza, ma paura di essere letta dentro e che questa lettura possa confermare quello che ha dovuto portarsi dietro per anni: un'etichetta.

So che uno psicologo possa farle più paura rispetto ad altri, proprio perché non si fermerà a vedere in superficie il lato di se stessa che Lei ritiene "accettabile", ma andrà a fondo, cercando di farle accettare anche le altre componenti di se che più teme.
Ma proprio per questo è questo il professionista che può aiutarla.
Perché lo psicologo non giudica i suoi pazienti; li accetta così come sono e li aiuta a superare le difficoltà.

Ci provi. Ora che ha 20 anni. Si dia la possibilità di vivere serenamente le relazioni con gli altri e di mettere il suo passato in un posto della sua mente nel quale non potrà più condizionarla.

Se fosse interessata ad approfondire, può contattarmi in privato.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino.