Mi sento in colpa per come è andata a finire questa "storia ".
Ciao, mi chiamo Francesca e ho 23 anni. Mi sento terribilmente in colpa per come è andata a finire la "storia " con il ragazzo che mi frequentavo da 10 mesi. (maggio scorso). Lui ha 32 anni. Premetto che ci conosciamo da 4 anni. Sono stati 10 mesi basati su continui "tira e molla" e litigi continui. Lui è il classico ragazzo maschilista e io sono una ragazza seria, con dei principi e valori. E' un ragazzo che durante questi anni ha sempre costruito poco di serio, solo storie di sesso e avventure continue. Durante questi 10 mesi, mi ha mancato molte volte di rispetto, mi ha sempre trattato con superficialità. Non mi ha mai considerato, non mi sono mai sentita amata da lui ma solo disprezzata. Molte volte mi ha detto che anche esteticamente ci sono persone meglio di me, che ero bassa, discorsi del genere. Nonostante ciò sono sempre stata zitta e non mi sono mai permessa di dirgli a lui cose di questo tipo. Lui è stato il mio primo ragazzo, la mia prima volta, e sono innamorata persa di lui. Purtroppo dopo tanti litigi ho perso il controllo e l'altro giorno mentre stavamo litigando per la terza volta mi ha detto che ci sono persone meglio di me esteticamente. La discussione era nata perchè domenica è il suo compleanno e mi aveva detto che sabato lo avrebbe passato con i suoi amici e fin qui non ci trovavo niente di male. Poi mi ha detto che sarebbero andati in un "night" e non l'ho presa molto bene e la domenica che avrebbe guardato la partita. Dunque, io non sono stata presa nemmeno in considerazione. Questo mi ha fatto perdere il controllo e allora non ho più ragionato. Gli ho detto che deve smetterla di dire che ci sono persone migliori di me perchè anche lui non è tutta questa bellezza, non ha studiato, non ha un diploma e che non vale niente. Lui si è sentito "ferito " da queste parole. Mi ha detto che sono una persona falsa e cattiva e che in tutti questi con lui sono stata falsa perchè gli ho sempre detto che per me i soldi e lo studio non contano se ami una persona l'accetti anche così e dicendogli in quel modo sembra che mi interessi invece. Io gli ho detto queste cose perchè non ne potevo più di sentirmi sempre disprezzata e umiliata tutte le volte. Ho sbagliato perchè sono cose che non si dicono ma non so cosa mi è preso. Nonostante tutto, gli ho chiesto anche scusa e gli ho detto che mi dispiace se si è sentito ferito però io in tutti questi mesi non mi sono mai sentita considerata e trattata sempre male e anche se non stavamo assieme il rispetto è alla base di tutto. Lui mi ha risposto che si sente disorientato e che vorrebbe credermi ma non ci riesce. Credo che sia finita qui. Mi sento in colpa perchè mi sembra di aver rovinato tutto e la cattiveria non fa parte di me. Non so cosa fare.