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Sara  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Padova

Quando la mia reazione non è più solo una mia responsabilità?

Buongiorno,
Ultimamente mi ronza per la testa un dubbio e spero possiate risolverlo; leggendo articoli o vedendo video di psicologi divulgatori trovo sempre più spesso l'affermazione "come una persona reagisce alle azioni altrui è una sua responsabilità" e concordo, ma solo fino a che il comportamento altrui è un comportamento neutro, mi spiego meglio: se il mio compagno uscisse con delle sue amiche e io mi struggessi per la gelosia e gli dicessi "se mi amassi davvero non lo faresti" il mio sarebbe un comportamento manipolatorio e lui in alcun modo sarebbe responsabile delle mie emozioni in quanto non sta facendo nulla di male, sono i miei traumi, insicurezze ecc che mi porterebbero alla gelosia e allo star male e come gestirli dovrebbe essere solo una mia responsabilità, cristallino! Ma se il comportamento non fosse neutro? Se il mio compagno mi insultasse e avesse atteggiamenti aggressivi nei miei confronti la frase "se mi amassi davvero non lo faresti" non sarebbe a quel punto lecita? Se una persona ha nei nostri confronti comportamenti denigratori e delegittimanti non sarebbe a questo punto anche una sua responsabilità il mio star male? Perché altrimenti secondo me sarebbe solo un via libera all'egoismo "io posso fare e dire quello che voglio, anche offenderti, se ci stai male è solo un problema tuo". C'è un limite a questa responsabilità individuale e, se sì, qual è?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 25/02/2026 - 09:09

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Gentile Sara,
il suo quesito è molto interessante e complesso.
Intanto la ringrazio per averlo condiviso qui al fine di avere dei chiarimenti su temi molto delicati come la "resposabilità" e la "reazione ai comportamenti altrui".
Detto ciò, è importante sottolineare che i nostri comportamenti non sono mai "neutri", nel senso che richiamano sempre ad un relazione con l'altro, mandano implicitamente o esplicitamente un messaggio che poi viene interpratato dall'altro secondo le categorie di significato che possiede quest'ultimo.

Perciò, il punto non è, a mio avviso relativo alla "responsabilità" o meno, che è solo un aspetto della questione, ma riguarda il tipo di significato che noi attribuiamo al messaggio proveniente dall'altro, come consideriamo l'altro ed in che rapposto siamo con esso.

Quindi nell'esempio specifico dei comportamenti "denigratori" che ha citato lei, nel caso in cui la persona accettasse di riceverli, la domanda principale sarebbe come mai consente ciò? Come mai ha rapporti con una persona aggressiva e svalutante?
Il focus è approfondire le motivazioni sottese ad un eventuale accettazione/concessione di un maltrattamento verbale e/o fisico di cui sono responsabili entrambi, a questo punto.
Anche perchè nessuno di noi è libero totalmente di fare ciò che vuole.
La capacità di rispettare la posizione e/o richiesta altrui discrimina tra persone normalmente/mediamente aderenti alle norme sociali e persone con tratti più o meno sociopatici, in cui vi è disinteresse per ciò che manifesta l'altro, mancanza di empatia ecc.


Spero di averle dato degli spunti di riflessione da approfondire magari con un professionista di persona.

Dott. Ursula Fortunato Inserita il 27/02/2026 - 12:45

Buongiorno Sara, è fondamentale distinguere tra responsabilità delle proprie emozioni e responsabilità del comportamento altrui.

Come saprà le Emozioni proprie che includono un ampio spettro: dalla tristezza alla paura vergogna e altre nascono in risposta a situazioni neutre o ambigue e dipendono dal proprio vissuto interno. La gestione è personale.

Comportamenti dannosi altrui: violenza, manipolazione o denigrazione generano sofferenza legittima; la responsabilità del danno è dell’altro, mentre resta sua, la gestione emotiva.

Riflessione utile:
“Questo malessere nasce dal mio vissuto interno o da un comportamento che viola i miei limiti?”

Quando la distinzione è difficile o la relazione crea sofferenza, il supporto di uno psicologo può essere d'aiuto nel:

Gestire emozioni legate a insicurezze o traumi.

Stabilire limiti chiari verso comportamenti dannosi.

Riconoscere una relazione sana da una relazione disfunzionale

Evitare colpevolizzazioni ingiuste o passività. In questo piccolo spazio non è possibile affrontare argomenti complessi che racchiudono dubbi e desiderio di ricerca di verità per cui è necessaria un' adeguata esplorazione, in uno spazio appropriato al confronto. Lei cosa ne pensa? Le auguro una buona giornata e rimango a disposizione online per un confronto.