Licia  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 14/02/2019

Brescia

Intanto che lui decide, che faccio?

Buongiorno, ho 45 anni, sposata da venti a cui si possono aggiungere alti 5 anni di fidanzamento col padre dei miei 3 figli. Due mesi fa, dopo altrettanti mesi in cui lo credevo sprofondato in una depressione (insonnia, tristezza, silenzi, ecc.) mio marito confessa che il problema è che "gli piace un'altra" e non sa cosa fare. Se andare o restare. Dice di amarci entrambe ma di essere stato travolto da queste nuove emozioni. Premetto che la nostra vita di coppia non ha mai avuto problemi, c'è sempre stato sesso, dialogo, risate, affetto. Per me l'ovvio tsunami: il crollo delle certezze, la fine della beata fiducia, la paura dell'abbandono, la ricerca di possibili cause. Riesco solo a comprendere che in un periodo di crisi di mezza età, in cui non trovava più stimoli nel lavoro, negli hobby, abbia cercato fuori dalla routine, in cui suppongo abbia incluso anche la nostra relazione, qualcosa di nuovo. Ho fatto da sostegno, gli ho lasciato le porte aperte, quella di casa e quella del mio cuore, ho maturato che da parte mia c'è spazio per il perdono e la voglia di ricominciare. Da parte sua, a parole, anche. Gli ho chiesto quindi per correttezza nei miei confronti, di interrompere la relazione con l'altra almeno finché non prende una decisione e sta in casa con me. Ma.. ma a ogni tentativo di rottura con l'altra ha corrisposto una ripresa, di cui puntualmente mi sono accorta. Ora, stanca delle parole e mancando i fatti, mi sono chiusa nei suoi confronti, per difendermi. Gli ho chiesto di andare in terapia ed ha iniziato. Ma la mia richiesta è: cosa faccio io intanto, cosa deve fare una moglie in stand-by?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 15/02/2019 - 00:33

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Licia,
Da ciò che ha narrato, mi sembra di capire che lei abbia fatto e continui a fare molto per sostenere e accogliere suo marito, comprendendo e perdonando.
Tuttavia, mi sembra che lei si percepisca come estranea alla situazione, ossia il problema del tradimento è qualcosa che deve risolvere suo marito (anche con un percorso psicoterapeutico), mentre lei non si sente parte di ciò che è accaduto e anche per questo si sente "in standby" mentre suo marito risolve il suo problema.
Consideri che il tradimento è una questione che riguarda la coppia nella sua globalità, anche se con responsabilità diverse e ruoli diversi, e come tale deve essere affrontato, se si desidera riacquistare la serenità e la soddisfazione di coppia.
Quindi, se è motivata a riavere la sua coppia e suo marito, è essenziale che si inserisca in questo processo e diventi alleata di suo marito nella ricostruzione della vostra coppia.
In questo modo, suo marito si sentirà meno solo e più incoraggiato a superare le difficoltà che lo hanno allontanato da lei e dalla vostra coppia. E contemporaneamente lei si percepirà come parte attiva di questo rinnovamento di coppia e non più costretta ad attendere un cambiamento da parte di suo marito.
Se è motivata a fare ciò, una consulenza individuale può esserle utile.
Ad ogni modo, se è interessata ad approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).