Maria  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 18/06/2018

Milano

Ho mentito al mio fidanzato sulla mia laurea

Sono fidanzata da un anno. Ho conosciuto il mio attuale ragazzo quando ho toccato il fondo dei miei trent'anni di vita. Era l'ultima cosa che immaginavo mi potesse accadere in quel periodo buio: vivevo lontana da casa per studio ma ormai non riuscivo più a studiare, ho iniziato a crollare e sono arrivata a passare gli ultimi due anni (non mesi, non settimane: anni) chiusa tutto il giorno nella mia stanza, cercando di rassicurare i miei a distanza (che non si sono mai accorti di nulla, neanche i 13 chili in più li avevano insospettiti). Mentivo. Mentivo a tutti. La mia unica preoccupazione era non farli preoccupare, evitare che le persone si interessassero a me, nel bene e nel male. A un certo punto però ho ceduto. Sono tornata a casa con un senso di colpa verso chi mi conosce e verso me stessa che mi porterò dietro tutta la vita. Proprio in quelle settimane ho ricevuto la chiamata di L. e mi ci sono aggrappata. Eravamo amici ma poi è nato qualcos'altro. Avevo preso con leggerezza quella frequentazione, lo "usavo" per poter risalire da quel fondo, era il mio barlume di normalità, la mia isola felice. Ma allo stesso tempo mi sentivo morire parlando dei progetti per il futuro, perché per nascondergli il mio malessere gli avevo mentito su quegli ultimi anni, sulla mia laurea. E senza rendermene conto è passato un anno. E ora non ce la faccio più a guardarlo negli occhi.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 18/06/2018 - 21:25

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Maria,
Comprendo il suo disagio e senso di colpa perché il mentire pone una distanza emotiva dall'altro.
Per cercare di approfondire la questione, posso fornirle degli spunti di riflessione.
Che significato assume per lei il conseguimento della laurea e quali aspettative teme di poter deludere qualora non riuscisse a raggiungere questo obiettivo?
Come mai ritiene necessario frapporre tra se stessa e l'altro significativo affettivamente (fidanzato, genitori) un'altra Maria diversa da ciò che lei sente realmente?
Come mai non può manifestare all'altro le sue debolezze? Cosa teme possa accadere nel caso in cui l'altro dovesse conoscere la sua parte fragile?
Ci pensi.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 19/06/2018 - 10:42

Milano
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Gentile Maria, ha toccato il fondo, afferma, ma proprio quando si è nel baratro più profondo, c'e' la possibilità di risalita e iniziare a pensare di aver diritto a poter essere più sereni e pretendere anche un po' di felicità. Non le è venuto in mente allora, quando stava molto male, di poter chiedere aiuto? Ha iniziato a mentire per non destare preoccupazioni ai suoi e tenere le persone "a distanza" dalla sua sfera intima ( anche ad un possibile terapeuta), privata e nascondere le sue paure e difficoltà. Poi ha continuato a farlo, sempre per nascondersi. Sembra che vi sia una lacerazione, una scissione tra ciò che è e vorrebbe essere, tra ciò che si propone e quello che fa, tra ciò che appare e come è. Direi che sarebbe interessante esplorare questa sua "fragilità" nascosta, chissà che poi partendo da là, possa recuperare energie nuove per investirle in altri progetti e in un nuovo modo di essere. L'apparenza è sempre menzogna se è troppo slegata dal proprio Io più intimo. Se viceversa c'è un legame tra i due, se la finzione diventa anche una rappresentazione, una manifestazione esteriore del proprio modo di essere, beh, allora si apre la meravigliosa strada del teatro, e della vita. Saluti.