Ho mentito al mio fidanzato sulla mia laurea
Sono fidanzata da un anno. Ho conosciuto il mio attuale ragazzo quando ho toccato il fondo dei miei trent'anni di vita. Era l'ultima cosa che immaginavo mi potesse accadere in quel periodo buio: vivevo lontana da casa per studio ma ormai non riuscivo più a studiare, ho iniziato a crollare e sono arrivata a passare gli ultimi due anni (non mesi, non settimane: anni) chiusa tutto il giorno nella mia stanza, cercando di rassicurare i miei a distanza (che non si sono mai accorti di nulla, neanche i 13 chili in più li avevano insospettiti). Mentivo. Mentivo a tutti. La mia unica preoccupazione era non farli preoccupare, evitare che le persone si interessassero a me, nel bene e nel male. A un certo punto però ho ceduto. Sono tornata a casa con un senso di colpa verso chi mi conosce e verso me stessa che mi porterò dietro tutta la vita. Proprio in quelle settimane ho ricevuto la chiamata di L. e mi ci sono aggrappata. Eravamo amici ma poi è nato qualcos'altro. Avevo preso con leggerezza quella frequentazione, lo "usavo" per poter risalire da quel fondo, era il mio barlume di normalità, la mia isola felice. Ma allo stesso tempo mi sentivo morire parlando dei progetti per il futuro, perché per nascondergli il mio malessere gli avevo mentito su quegli ultimi anni, sulla mia laurea. E senza rendermene conto è passato un anno. E ora non ce la faccio più a guardarlo negli occhi.