Silvio domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 03/02/2018

Milano

Relazione con partner borderline, c'è speranza?

Buongiorno, ho 34 anni e da poco più di un anno ho una relazione con una donna a cui è stato diagnosticato il DPB. L'ho scoperto solo da poco, dopo che per un anno ho vissuto letteralmente sulle montagne russe, tra gelosie, scenate per motivi futili o inesistenti, accuse di tradimenti infondate, scatti d'ira e violenza fisica e verbale. Io rimanevo impietrito, confuso, cominciavo a chiedermi cosa potesse avere perchè chiaramente non era un comportamento usuale. Mi sentivo sempre più ansioso, nervoso, stressato, non sapevo come comportarmi, avevo voglia di finire la storia ma allo stesso tempo la amavo e non volevo lasciare nulla di intentato. Poi è peggiorata, è tornata all'autolesionismo (problema che aveva avuto in adolescenza) e per 4 volte ho dovuto trattenerla da tentativi di suicidio. Vederla per caso con un coltellaccio da cucina mentre si taglia i polsi con il sangue che si riversa sul pavimento e sui miei vestiti e cercare di tranquillizzarla mentre me lo puntava addosso è stata dura...ho avuto incubi per settimane. Poi calmata la situazione ho provato a parlarle in maniera pacata e affettuosa e mi ha confessato questo suo disturbo. Mi ha detto che prima di conoscermi stava meglio e che dopo la relazione è andata peggiorando. Che mi ama sopra ogni cosa e che ha costantemente paura che la lascio e le volte che sono arrivato allo stremo in questi mesi e sono stato sul punto di lasciarla non hanno giovato alla sua paura di essere abbandonata. Ma parlandone con lei ha deciso di tornare in terapia anche se mi ha detto chiaro e tondo che non prenderà farmaci. Anche io sono contrario in linea di massima. Ho letto testimonianze in internet di storie disastrose con partner borderline, tutte destinate a finire irrimediabilmente. Io la amo profondamente e mi chiedo: se continua con la psicoterapia, ma senza farmaci, c'è la possibilità che le cose migliorino? Sarà sempre così? Premettendo che non ho nè la sindrome del salvatore nè scompensi affettivi da colmare e che queste sue "scenate" mi destabilizzano, cosa posso fare io? Forse vorrei sentirmi dire che le cose si sistemeranno, non lo so. Ci sono stati esempi di storie con partner DPB che sono continuate o è una guerra persa in partenza?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Fabrizio Mardegan Inserita il 06/02/2018 - 09:31

Se si combatte e si continua a cercare c'è speranza. Ovviamente questa è una battaglia molto difficile. Se c'è la genuina volontà di farcela, e la forza del vostro amore è presente, continuate a cercare la soluzione. Se non avete risultati da un professionista cercatene un altro e così via. Ricordo il saggio docente di storia della psicologia all'università che alla domanda, "che tipo di approccio funziona meglio?" rispose che dipende più dalle qualità umane del professionista che dal suo tipo di approccio. Tuttavia se dovesse arrivare al punto di sentire che questa cosa la destabilizza troppo allora dovrebbe accettarlo e fare una scelta di auto protezione che potrebbe essere anche quello di cui la partner ha realmente bisogno adesso (infatti le ha detto come prima della relazione stesse meglio, sono le relazioni amorose che potrebbero far uscire in lei in questo momento questi dolori e conflitti irrisolti in modo più drammatico).

Dott. MARCO BORGESE Inserita il 03/02/2018 - 16:59

Salve Silvio, il DBP è un disturbo piuttosto rilevante della personalità il quale può essere trattato a patto che vi sia un'aderenza alla terapia da parte del soggetto. Credo che lei debba riflettere in prima battuta se è pronto, strutturato per affiancarsi ad una persona che presenta questa problematica per il resto della sua vita. Comunque nel caso la diagnosi fossi corretta senza l'utilizzo di un sopporto farmacologico in una prima fase, credo che sia ancora più complesso il quadro.

Saluti, m.n.b.