Giulia  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Milano

Come curare un disturbo ossessivo compulsivo?

Buonasera, sono una ragazza di 21 a cui è stato diagnosticato disturbo ossessivo compulsivo da 2 psichiatri.
Ho iniziato ad avere sintomatologia ossessivo compulsivo da bambina, sporadicamente per poi non presentarsi più fino ai 16 anni circa.
Negli ultimi due anni e mezzo ho intrapreso terapia cognitivo comportamentale, che mi ha aiutata a comprendere gran parte dei "nodi" nelle mie relazioni familiari e ad adottare un comportamento assertivo.
Per quanto riguarda invece la sintomatologia ossessivo compulsiva non ho trovato molto aiuto e neanche sulla confusione che da sempre mi porto dentro circa le domande "chi sono veramente" e la mia strada nella vita. Ne ho parlato ampiamente in più sedute con la psicologa in questione, non trovando però risoluzione ho progressivamente abbandonato la terapia (d'accordo con lei).
Gli psichiatri che mi hanno diagnosticato il DOC mi hanno consigliato di iniziare terapia farmacologica con SSRI abbinata assolutamente a psicoterapia (non hanno specificato orientamento).
Ci sono altre terapie che potrebbero essere efficaci nel mio caso oltre alla cognitivo comportamentale?
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Flavia Massaro Inserita il 12/08/2023 - 23:29

Cara Giulia,

come le è stato correttamente indicato, la terapia del DOC deve includere sia l'assunzione di farmaci, sia un percorso di psicoterapia, perchè si tratta di un disturbo complesso. Se nel corso dei 2 anni di terapia Cognitivo-Comportamentale ha appreso strategie utili nel relazionarsi con assertivamente gli altri potrà sicuramente continuare ad applicarle, ma se ha interrotto quel tipo di terapia in accordo con la psicologa che la seguiva è forse utile intraprendere un tipo di psicoterapia differente, ad esempio psicodinamicaa o ipnotica.

Tenga in ogni caso presente che ciò che cura è la relazione terapeutica, più che la particolare tecnica utilizzata, come indicato da molti studi in materia. E' quindi di primaria importanza che si crei un'alleanza terapeutica costruttiva con chi la seguirà e che lei si senta capita, sostenuta e aiutata.

Le faccio tanti auguri per il percorso che intraprenderà,
d.ssa Flavia Massaro