Claudia  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Cagliari

Psicoterapia e blocco

Gentili Dottori,
le scrivo perché vivo da diversi mesi una crisi.
Ho interrotto qualche mese fa una psicoterapia dopo quasi due anni. Era una delle tante psicoterapie fatte. Da allora entro in un vero e proprio loop, che si attiva all'idea soltanto di riandare in terapia, ma ora anche in tante altre occasioni, come ad esempio tutte le occasioni in cui il terapeuta mi diceva di interfacciarmi con la mia "bambina interiore", accontentandola facendole fare sport, attività ecc.
È come se si fosse attivata una nuova modalità, diversa dalla me solita, che mi porta ad avere il respiro trattenuto, a sgarrare gli occhi, modalità che talvolta mi fa molto male, a volte invece riconosco come familiare, senza dubbio mi fa stancare molto, quindi poi devo trovare meccanismi per interromperla e tornare nella dimensione reale, dove mi sento a volte infelice e ansiosa e come se fossi bloccata e non stessi considerando una parte, ma almeno mi sento io e sento di avere il controllo di ciò che succede.
Cosa può essere successo?
Ho provato tante volte ad affrontare il discorso col mio terapeuta, ma nulla... Non siamo riusciti e da me subentra ormai diffidenza e rabbia.
C'è da dire che in quella modalità divento molto accondiscente, vengo più attratta da tutti gli uomini, sto più sugli stimoli fisici e sull'aspetto fisico ma mi accorgo che vada in apnea col respiro.
Sto avendo pazienza e dandomi tempo, ma spesso mi chiedo che cosa mi sia accaduto, se la terapia possa aver generato un trauma. Cambiando terapeuta, ormai il blocco che si presenta è lo stesso.
Grazie della disponibilità

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 11/01/2022 - 15:22

Roma - Tiburtina
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Buonasera Claudia,
Da quanto narra, mi pare di capire che il percorso terapeutico interrotto abbia determinato l'emersione di questa parte di lei definita "bambina interiore" che forse risulta estranea, dissociata dal resto della personalità.
Se così fosse, si potrebbe parlare di un sintomo dissociativo che la terapia ha fatto emergere.
Ma questa è solo un'ipotesi, perché per poter esprimere un giudizio su questo meccanismo, è necessario studiarlo più a fondo parlando con lei vis a vis.
Detto questo, un altro aspetto che mi ha colpito leggendo il suo scritto e che, a mio parere, riveste un ruolo fondamentale in qualsiasi tipo di percorso terapeutico lei potrà intraprendere, é quello racchiuso dalla frase: "era una delle tante terapie fatte".
Questa affermazione sembra denotare una certa sfiducia nei confronti della terapia, associata forse ad una sorta di meccanismo in cui si procede per tentativi.
Se così fosse, al di là di un eventuale diagnosi e/o comprensione dei suoi malesseri, attribuire questo significato alla psicoterapia, determinerebbe un fallimento della terapia stessa e quindi la necessità di provare, fare tentavi.
Come mai accade ciò secondo lei? Come mai ha intrapreso diversi percorsi di psicoterapia e quali risultati ha ottenuto? Cosa significa per lei intraprendere un percorso di terapia?
Rispondere a queste domande può aiutarla a fare chiarezza su alcuni aspetti. Una consulenza psicologica può sicuramente aiutarla ad ampliare la sua conoscenza su questi meccanismi e a padroneggiarli.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).