Anna  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 13/04/2020

Agrigento

Dermatillomania e ossessioni

Voglio raccontare la mia storia perché sento di avere necessità di un serio aiuto psicologico. Parto dal principio:
Soffro di dermatillomania da anni forse fin da piccola e non so da cosa derivi questo mio disturbo, è in forma lieve ma ci sono state volte in cui ha avuto ripercussioni sulla mia vita. Sono stata da uno psicologo cognitivo ma non ho seguito nulla di quello che lui mi ha detto. Spesso riesco a tenere questa mia mania di torturarmi il viso sotto controllo ma altre volte no e le mani vanno in giro da sole senza che io me ne accorga.
Parto da questa ossessione nella mia vita perché io mi sento una persona ossessiva in molte cose e questa è la premessa per un problema altrettanto grande a cui non riesco a far fronte.
Ho 25 anni e ho avuto una relazione piuttosto burrascosa fino al 2018. È sempre stata una relazione abbastanza strana, lui un perenne bugiardo anche sulle cose più stupide e io succube di un rapporto utilizzato solo perché mi sentivo sola. A 17 anni ero l'unica senza fidanzato e mi sono lanciata sul primo ragazzo che si è fatto avanti.
Nell'ultimo anno di relazione lui ha cominciato a vedersi con una ragazza e da lì sono completamente diventata ossessionata da questa cosa. Ho cominciato a spiargli tutto il telefono passandomi il suo whatsapp sul mio cellulare per circa un anno. Avevo anche tutte le sue password e sapevo anche chi chiamava quindi tutto ciò che faceva. Spesso andavo a controllare che fosse a casa oppure andavo in un posto che lui frequentava sempre vedere se fosse lì. Gli ho messo in tutti i modi i bastoni fra le ruote per evitare che stesse con questa persona e alla fine ha continuato a vedere me. Ero consapevole del fatto che lui mi avesse tradita e mi riempisse di bugie ma nonostante questo volevo che stesse con me. Ho sempre saputo in quegli anni che era una relazione malata e anche io ho avuto la mia parte, sapevo di non volerlo ma continuavo a starci, diventavo ossessionata dal volerlo ma appena ho trovato due occasioni per evadere l'ho lasciato e una volta l'ho tradito quindi nemmeno io mi sono comportata bene. Nella primavera del 2018 si è trovato una nuova ragazza e mi ha lasciata definitivamente, per un mese ho cercato di nuovo di mettergli i bastoni fra le ruote. In quel periodo avevo un ritardo nel ciclo parecchio lungo, due test sono risultati negativi ma a lui e amiche strette ho mentito dicendo che uno era positivo per mettergli ansia. Questo non gli ha impedito di lasciarmi e ho cominciato a chiamarlo con il privato sia lui che lei ma alla fine ho smesso. Ho addirittura pensato di fare un incidente una volta per attirare la sua attenzione.
Ho poi conosciuto un ragazzo poco dopo e da allora sto con lui. Sono quasi due anni che stiamo insieme e fin dal primo giorno non ho mai smesso di pensare al mio ex, spesso metto stati su whatsapp visibili solo a lui con delle frecciatine e controllo le chiamate che fa avendo ancora una sua vecchia password. Attraverso questa strategia ho sempre capito la sua situazione sentimentale. Non ho altri contatti con lui, ci vediamo perché siamo nella stessa compagnia di amici ma è tutto normale, ogni tanto ci parliamo e una volta addirittura ho voluto vederlo da sola senza motivo e abbiamo chiacchierato. Volevo dimostrargli che non aveva più potere su di me e di lui non mi interessava.
Non c'è mai più stato nulla fra noi, ogni tanto lui faceva un po' lo stupido e ci provava con me ma nulla di concreto in realtà. Pochi mesi fa lui ha ricominciato a stare con la ragazza con cui mi aveva tradito un anno prima di lasciarci e da lì è cominciata una mania nuova, quea di disturbare lei, ho creato profili falsi scrivendole cose su di lui non vere e controllo le storie su instagram di lei ogni volta che posso. Quando lui mette uno stato su whatsapp mi metto la sveglia per guardarlo esattamente un minuto prima che si elimini così che lui non possa accorgersi che l'ho visualizzato. In tutto questo io continuo a stare con questo ragazzo da circa due anni come se nulla fosse e la nostra storia va avanti.
Ho capito ormai di avere un'ossessione quindi non solo fisica con la dermatillomania ma anche verso il mio ex.
Inoltre ho trovato un vecchio cellulare del mio ragazzo a casa sua e ce l'ho con me per controllargli instagram visto che aveva ancora l'accesso lì.
Mi ritengo una persona davvero ossessiva anche su altre cose, sono ossessionata sulla perfezione della mia vita quando inizio a vedere un difetto non mi passa finché non lo risolvo. Sono insoddisfatta, faccio un lavoro che odio e quindi cerco continuamente qualcosa per lasciarlo.
Il mio ragazzo da qualche tempo non mi piace più esteticamente e ho cominciato a notare solo difetti in lui e mi sento pressata da questa situazione e da qualche mese vorrei solo stare da sola e lasciarlo.
Ho avuto problemi in famiglia perché i miei fino a 18/19 anni non mi hanno lasciato fare quasi nulla e non mi davano neanche i soldi per togliermi qualche sfizio. A 19 anni ho cominciato ad essere indipendente e mi sono focalizzata solo sui soldi e l'essere indipendente così ho messo da parte tutto ciò che poteva essere un'istruzione utile per un lavoro che potesse piacermi davvero e alla fine mi sono iscritta ad economia prendendo solo la triennale (con un voto bassissimo) che mi ha portatato solo a fare lavori che odio. Inoltre il mio obiettivo è quello di andare a vivere da sola da sempre ma non mi sono mai messa da parte molti soldi nonostante abbia anche lavorato parecchio durante l'università. Non ho trovato un solo lavoro che mi piacesse e mi sono sempre accontentata per lo stipendio che poi ho sempre speso in cavolate. Questo mio essere ossessiva sulla ricerca della perfezione nella vita a volte si tramuta spesso nell'essere superficiale. Mi spiego: spendo soldi senza fregarmene, se ad esempio faccio le pulizie sono sempre molto superficiale, nello studio cercavo sempre scappatoie per studiare meno(tipo riassunti). Anche sul lavoro sono disordinata e spesso me ne frego di determinate procedure e faccio il mio lavoro con superficialità, scrivo male e dimentico spesso cose che mi vengono dette 5 minuti prima.
Questa è tutta la mia storia più o meno, una carrellata di situazioni imbarazzanti. Eppure guardata da fuori sono vista come una persona seria lavoratrice. Se sapessero come sono davvero.....

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Luca Zendri Inserita il 13/04/2020 - 20:46

Cremona
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Gent.ma Anna, Le direi, a istinto, che Lei si detesta. Odiare se stessi e trovarsi brutti dentro e fuori può succedere, non è come dire il massimo della vita, ma succede. E non è una cosa irreversibile. Se dice che i Suoi fino ai 18/19 anni non La hanno lasciata fare nulla o quasi, non dice certo una bazzecola. Dà l'idea di un'esistenza piuttosto carceraria e triste sin dalla più tenera età. Naturalmente qui occorrerebbe sapere di più. Le conseguenze di questo auto-deterstarsi sono di tipo autodistruttivo in ogni campo, dal lavoro agli affetti, come del resto Lei dichiara. La dimensione ossessiva è secondaria, come dire, una goccia nel mare. Bisognerebbe smettere di odiarsi in questo modo, anche se è diventata una Sua seconda natura, e rovesciare la prospettiva generale. Ci vuole un po', ma si può fare.
Un gentile saluto
Luca Zendri

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/04/2020 - 17:18

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Anna,
Da ciò che narra, concordo con lei quando riferisce di "sentire la necessità di un serio aiuto psicologico".
Tuttavia mi sembra che lei abbia difficoltà ad affidarsi ad uno psicoterapeuta e farsi accompagnare in un eventuale percorso psicologico ("sono stata da uno psicologo cognitivo ma non ho seguito nulla di quello che lui mi ha detto").
Come mai è accaduto ciò secondo lei? Cosa significa per lei psicoterapia e cosa si aspetta da un percorso psicologico?
Credo, infatti, che prima di iniziare la ricerca di un altro terapeuta, sia utile che lei si ponga alcune domande. Come ad esemp­io: sono pronta ad affidarmi? Come mai in questo momento della mia vita avverto maggiormente la necessità di risolvere le mie difficoltà?
Consideri infatti, che se la motivazione ad affidarsi e a lavorare su di sé non è sufficiente, qualunque tipo di lavoro psicologico può essere poco efficace.
Quindi, qualora decidesse di intraprendere un percorso di psicoterapia, sarebbe utile per lei soffermarsi innanzitutto sulla sua predisposizione alla sospettosita' e al controllo ("controllare Instagram"), che poi le impedisce di affidarsi profondamente a qualcuno e a trarre aiuto da ciò.
Le auguro, in ogni caso, di riuscire a risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).