filippo  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 16/03/2018

Roma

6 anni, gelosie e rapporto col padre

Ho 48 anni e due figlie, di 6 e 2 anni e mezzo rispettivamente. La grande sta attraversando la più classica fase di gelosia nei confronti della piccola, fase che sta vivendo il suo apice di criticità in questo periodo. La bambina è nervosa e irritabile, a dispetto di un carattere che in tempi normali è molto dolce e sensibile, addossa alla sorella mille colpe (del tutto pretestuose, beninteso, col solo scopo di farla apparire "cattiva") e in generale è assai più difficile da gestire di quanto sia stata in passato. Ciò che mi preoccupa e rattrista è il modo in cui il mio rapporto con lei sembra essere mutato. E' sempre stata molto attaccata a me e anche espansiva, atteggiamento che ho assecondato cercando di essere molto presente nella sua vita e nelle sue attività quotidiane, e la cosa mi gratificava, da un lato in quanto appagante in se stessa, ma soprattutto perché, essendo lei una bimba timida e sensibile, ho sempre ritenuto importante, prima di tutto per il suo bene, che riuscisse a esternare quanto più possibile i propri sentimenti e le proprie incertezze, senza paura di vedersi mai sminuita nelle sue paure o, peggio ancora, derisa per la sua vulnerabilità, imparando così a fidarsi fino in fondo di chi le vuole bene. Dopo la nascita della sorella ha attraversato una fase di ancora maggiore attaccamento a me, complice il fatto che la madre era ovviamente "costretta" a prendersi cura della nuova arrivata. Mia moglie ha a sua volta sofferto un po' per questa situazione, sentendosi suo malgrado messa da parte, e a mano a mano che la seconda figlia cresceva, rendendosi progressivamente sempre più indipendente dalla madre, ha provato a passare più tempo con la grande, per recuperare un po' il terreno perduto. Ho collaborato in questo senso, lasciando a volte spazio a loro due perché ritrovassero margini e ambiti di condivisione, ed ero (beninteso) contento di farlo, non avendo mai voluto monopolizzare l'affetto della bambina. Adesso, da qualche tempo, la trovo se non proprio ostile nei miei confronti, certamente più distaccata, meno espansiva, più propensa a rinfacciarmi le proibizioni che le oppongo (che ho sempre limitato a quelle davvero indispensabili a cui nessun genitore responsabile può derogare), salvo poi ritornare quella di sempre, sorridente e affettuosa; a volte è come se cercasse lei per prima un pretesto per discutere, come se fosse più profondo e in qualche misura non confessabile il reale motivo del disagio o del risentimento nei miei confronti a cui dare voce, e a questi improvvisi scoppi di insofferenza ho sempre provato a porre rimedio con dolcezza e pazienza, lasciandola sfogare e invitandola poi a spiegarmi i veri motivi di questo risentimento e di questa frustrazione, riuscendo in questo modo a ricomporre la frattura e a riconciliarmi con lei, riportandola alla calma e alla dolcezza della sua vera indole. Ma ciò che mi turba, come detto, è che qualcosa sembra essersi rotto tra di noi e non posso non ammettere (per quanto, mi rendo conto io per primo, non sia certo lodevole da parte mia) che è subentrata in me una certa gelosia nel vedere che, diversamente dal passato, cerca adesso me e la madre in egual misura e soprattutto non contrappone alcuna ostilità ai divieti e alle imposizioni della madre (che sono a volte perfino più intransigenti delle mie), ma anzi la cerca subito dopo per riappacificarsi, quasi avesse paura di urtarla e di vederla allontanarsi. Se discutiamo io e lei, invece, si fa distante e fredda, (sebbene si percepisca in lei la voglia di riavvicinarsi perché so bene che il rapporto che ci lega è comunque molto profondo) e il più delle volte devo essere io a tendere una mano per ricomporre la rottura. Temo anche, per di più, che su questo suo mutato atteggiamento possa aver influito, sebbene indirettamente, il mio rapporto molto freddo e formale con mia suocera che è una donna molto invadente e anaffettiva che non ha mai digerito del tutto (ad onta delle sue smentite in questo senso) il fatto che le mie figlie mi siano molto affezionate e so per certo, da mezze frasi e atteggiamenti, che ha provato e prova tuttora a "staccare" la bambina grande dalla mia sfera di influenza, facendola sentire inadeguata e "infantile" per il solo fatto che cerca il papà (ormai sei grande per stare attaccata a papà etc).
Non so cosa pensare insomma: quanto di questo cambiamento è definitivo e quanto invece legato alla contingenza, allo stress del rapporto ancora non risolto con la sorellina minore o peggio ancora all'invadenza di influenze esterne? Quanto è fisiologico, legato magari ad una naturale evoluzione del carattere, per l'età che avanza, la personalità che va delineandosi, etc? Queste manifestazioni di insofferenza nei miei riguardi sono forse il classico modo dei bambini di dar voce a un disagio motivato da altro? Mi rimprovera forse il tempo che passo con la sorella piccola, che nel frattempo si è anche lei legata molto a me? Sono forse anche io ad essere stato fin troppo presente e magari asfissiante, pur senza volerlo? Eppure so con certezza che non ho mai imposto la mia presenza, ma nello starle vicino ho sempre solo risposto a una richiesta in tal senso che partiva sempre da lei. Quel che è certo è che mi manca la complicità di tempi più sereni, mi mancano le effusioni e la sua spontaneità. So che una figlia non smette di volerti bene solo per il mutare di certe situazioni e so che il nostro rapporto, ciò che la lega a me, è molto forte; so bene che non posso pretendere che dimostri sempre esplicitamente ciò che prova per me, sarebbe assurdo e prova di un egocentrismo che non credo mi appartenga. Ma non posso negare che la situazione mi preoccupi e mi faccia soffrire. Temo anche possa caratterialmente irrigidirsi fino a snaturarsi per paura di essere dileggiata nel mostrarsi per chi è veramente, una bimba sensibile e tenera e bisognosa di gesti e parole affettuose. Più di ogni altra cosa vorrei capire come pormi in questa fase così delicata della sua vita, cosa lei si aspetta da me, cosa io debba fare per il suo bene.
Grazie per quanto saprete suggerirmi

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 16/03/2018 - 15:48

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buon giorno Grumpy69,
il suo racconto mi sembra molto particolareggiato e percepisco da parte sua una profonda dedizione e partecipazione nella relazione con le sue figlie.
Comprendo le sue preoccupazioni, ma è importante considerare che i bambini, essendo in una costante fase evolutiva, possono modificare i loro comportamenti e anche la scala di priorità che guida i loro atteggimenti poichè la maturazione li porta inevitabilmente al cambiamento.
Nel caso specifico di sua figlia, è importante considerare che 6 anni sono una fase importante per l'evoluzione di un bambino: l'ingresso nella scuola elementare può essere accompagnato da nervosismo e agitazione perchè il bambino è posto di fronte ad un cambiamento drastico ed è chiamato ad assumere un atteggiamento più autonomo e ciò implica che si distacchi in parte dalle figure genitoriali, anche perchè percepisce dentro di sè la spinta verso la crescita.
Detto ciò, le posso consigliare di mostrarsi accogliente verso sua figlia ed attendere che sia lei a guidare le vostre interazioni, in modo che possa trasmetterle la sua comprensione senza costrizioni. Sua figlia potrà percepire in lei una base sicura a cui rivolgersi ogniqualvota lo vorrà, perchè saprà che lei è lì ad accoglierla.
Comprendo che tenere questo atteggiamento possa essere per lei difficile, considerando che è un padre molto vicino affettivamente e c'è stata sempre una reciprocità con sua figlia.
Infine, da ciò che racconta può essere utile per lei, indipendentemente dall'episodio narrato, esplorare dentro di sè i vissuti relativi ad un eventuale lontananza/distacco, mostrato nei suoi confronti da una persona per lei significativamente affettiva. Cosa prova nel pensare che sua figlia acquisirà sempre maggiore autonomia e questo ridefinirà continuamente la vostra relazione affettiva? Può contare sul sostegno affettivo di sua moglie? avete una buona alleanza di coppia, condizione essenziale nell'affrontare al meglio le fasi evolutive dei figli?
Cordialmente
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)