I miei genitori sono omofobi ed io sono gay
Buonasera, sono un ragazzo gay di 32 anni. Vivo ancora con i miei genitori per diversi motivi che poi spiegherò. Vorrei parlarvi della situazione che ormai vivo da troppo tempo. Ho sempre saputo, più o meno consciamente, di essere gay. A partire dai 17 anni, in seguito a crisi depressive, che ancora oggi curo con dei farmaci che a seconda dei periodi hanno più o meno efficacia, ho deciso di smettere di soffocare la mia sessualità. Da allora ho iniziato a conoscere e frequentare diversi ragazzi. Ebbi a 19 anni la mia prima relazione seria. I miei genitori non sapevano niente di me. Mia madre però ha sempre avuto il vizio di starmi molto attaccata, forse anche a causa dei problemi depressivi di cui ho parlato, e un giorno trovò in camera mia la chiara e inequivocabile conferma del fatto che avevo un rapporto omosessuale. Inizialmente non sembrava molto turbata. La sentii confidarsi con mio padre ma in una discussione molto tranquilla. Entrambi mi dissero che qualunque cosa avessi voluto dirgli loro sarebbero stati lì ad ascoltarmi e ad accettarmi. Io, in quel periodo, non volevo parlarne con nessuno. Volevo vivere la mia relazione solo con il mio ragazzo senza rendere partecipe nessun altro. Questo perché la cosa mi metteva molto in imbarazzo. Non avevo mai parlato di relazioni e sesso con nessuno. Penso non avrei detto niente neanche se avessi avuto una relazione etero, figuriamoci in questo caso. Quindi, nonostante le loro insistenze io continuai a non dire nulla, a cambiare discorso e a farli tacere anche arrabbiandomi quando ritenevo esagerassero. Il tutto andò avanti per circa un anno e mezzo. Intanto la mia storia fini e a 20 anni conobbi un altro ragazzo con cui ebbi una relazione di due anni. Fu un periodo della mia vita stupendo. Il mio ragazzo era stupendo, mi sentivo benissimo con lui, smisi di prendere i farmaci per la depressione. I miei genitori avevano smesso di insistere perché io mi confidassi e sembrava mi accettassero a pieno. Accettavano sia me che il mio ragazzo che a loro avevo presentato come semplice amico, ma in realtà sapevano tutto. Parlavano con me e con lui tranquillamente. Stimavano e volevano bene anche a lui. O almeno così sembrava. Quando ci lasciamo mia madre capì cosa era successo e fu in grado di starmi vicino, pur senza dire apertamente una parola riguardo il tutto, ma semplicemente con il suo comportamento. Mi vedeva triste, sapeva perché e riusciva a consolarmi. Quando mio fratello mi chiese perché non uscivo più col mio "amico", prima che io aprissi bocca, mia madre intervenne dicendogli di lasciarmi in pace. Rimasi solo per circa due anni. Avevo ripreso a prendere i soliti farmaci e la mia vita era piatta, avevo i soliti pochi amici con cui uscivo, ma mi mancava una persona a cui voler bene in modo diverso. Ho conosciuto poi il mio attuale ragazzo. Il comportamento dei miei genitori era cambiato completamente durante quel periodo. Mio padre, in realtà, non ha mai avuto nessuna particolare presa di posizione in merito e le poche cose che ha sempre detto sono state sempre a mio favore ed in mia difesa. Mia madre invece, prima sembra accettarmi, dopo non più. Da quando sto con questo ragazzo sembra cambiata. In questo stesso periodo si è anche avvicinata molto alla chiesa e, forse il motivo del suo cambiamento è proprio questo. Ogni occasione è buona per tirare in ballo discorsi inerenti gli omosessuali da lei definiti come persone malate, deviate, in mano al demonio, peccatori e chi più ne ha più ne metta. Riesce a parlare di queste cose anche quando il discorso non ha nessun nesso. Molto spesso sembra mi sfidi aspettando che io le risponda in maniera brusca e sincera, forse. Altre volte fa gli stessi discorsi anche quando pensa che io non la senta. io, visto il suo cambiamento non ho più il coraggio di parlarle. Ho paura di farle del male. È una donna con molti problemi fisici e non vorrei che morisse a causa della sofferenza che potrei arrecarle. Anche mio padre pur non esponendosi troppo e facendolo talvolta a mio favore, sono sicuro che ne soffrirebbe e anche lui ha molti problemi. Mi sento triste, non posso vivere la mia vita come vorrei. Da un lato devo mandare avanti il rapporto col mio compagno tutelandolo e cercando di dargli quanto più posso. Dall'altro ho i miei genitori a cui voglio molto bene e non voglio far soffrire. Sono io però in questo momento, quello che sta morendo di sofferenza. Vorrei vivere con il mio ragazzo, ma come posso fare? Capirebbero subito tutto. Per quanto riguarda mio fratello e sua moglie, beh, peggio che mai. Anche loro sono omofobi e parlano come mia madre, ma almeno non sanno e non sospettano di me. Vorrei andarmene da questa città il più lontano possibile con il mio compagno, ma non mi sembra giusto, per me sarebbe un sacrificio ingiusto. Vi chiedo cosa potrei fare, vi prego di darmi un consiglio per quale sia la scelta più corretta nel mio caso, cioè che sarebbe giusto io facessi senza far del male a nessuno. Grazie di cuore