Rony domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 06/08/2016

Avellino

Ci sarebbe tanto da dire

Salve,sono stata spesso tentata di scrivere x chiedere un aiuto ma poi,come spesso accade,ho lasciato perdere..mi sentivo come se stessi gettando la spugna e chiedere aiuto mi fa sentire ancora di piur il peso del fallimento..Sono una ragazza di 30anni.Mi sono sposata a nel 2011dopo quattro anni DJ fidanzamento con un ragazzo che credevo essere entrato nella mia vita come una vera e propria ancora di salvezza.. Era x me un periodo difficile:il primo fidanzamento era stato un totale fallimento.Avevo scelto una facoltà universitaria non consona alle mie aspirazioni (e che tuttora frequento..purtroppo..).Mi sentivo attaccata dalla mia famiglia che non mi ha mai apprezzata davvero e qst ragazzo sembrava essere giunto nella mia vita nel momento più giusto.Dopo sposati sono subito rimasta incinta e in gravidanza non è stato molto presente o collaborativo come mi aspettavo.Qnd mia figlia ha compiuto 1anno una settimana dopo ho scoperto che aveva una relazione con la ragazza del suo migliore amico e andava avanti da quando mia figlia aveva 9mesi.Inutile dirvi che mi è crollato il mondo addosso è stato un incubo x i primi tempi, era.così succube e imbabolato da qst specie di donna che mi ha anche picchiato durante due litigi..In quel periodo la mia famiglia è stata molto presente,a mio parere anche troppo..hanno tentato di sostituirsi a me come genitori più volte. All'inizio ero distrutta e cominciavo anche ad avere dei pensieri negativi e brutti su mia figlia..quando ho toccato il fondo e non so qnd sia accaduto mi sono rialzata,grazie ad un paio di amici veri,ho ripreso in mano la mia vita.Ho ripreso a studiare più motivata che mai,ero rinata..ma da quando mia figlia ha cominciato a fare domande e a conoscere meglio la compagna del padre,sto ripiombando nello sconforto.È una bimba molto nervosa, si irrita x nulla,urla,tira gli oggetti ed è raro vederla serena e in genere lo é solo con il padre in casa.Sto facendo per lei tutto ciò che posso.Lavoro,studio,le faccio da mamma e papà,l'aiuto con le attività scolastiche,gioco con lei,ecc ma sembra che tutto quello che faccio sia inutile..il suo atteggiamento non migliora di molto..e qst amarezza sta colpendo anche la mia autostima,raggiunta con fatica..non riesco a concentrarmi nello studio o nel lavoro..non ho amiche e la mia famiglia è già fin troppo oberata di problemi di salute e non voglio stressarli più di quanto non lo siano già.. Ho bisogno di aiuto..comincio a sentirmi un mostro certe volte XK la mia rabbia e frustrazione in alcuni momenti diventano ingestibili e parlarne con chi non può capire o addirittura pensare che Io sia una pazza,non penso sia il caso..ho bisogno di consigli veri,sinceri e professionali..purtroppo economicamente non posso permettermi una consulenza nella mia città.. Spero che almeno possiate darmi qualche consiglio su come comportarmi con mia figlia..è davvero l'unica cosa di cui mi importa.La amo tanto e non voglio perdere il suo amore.Grazie..

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 05/10/2016 - 13:50

Salve rony,
ho letto e riletto quanto ha scritto per cercare di capire esattamente quello che lei ha vissuto e quello che probabilmente continua a vivere a tutt'oggi.
la prima cosa che va affrontata e' sicuramente l'acquisizione della consapevolezza che ci si trova di fronte ad una situazione complessa dove ogni elemento influisce, in questo caso negativamente, su un altro.
i suoi percorsi di vita passati non a caso sono la premessa in base alla quale lei guarda al presente.
pero' c'e' da dire che la prima volta in cui e' "caduta" si e' anche rialzata più forte di prima e mi pare di capire che ha cominciato con un approccio differente a vivere la sua vita personale e la sua vita genitoriale, con tutte quelle che potevano essere le difficolta' insite nella situazione.
dal mio punto di vista deve ripartire proprio da questa enorme risorsa che ha trovato dentro di lei e grazie all'aiuto delle persone che le vogliono bene.
naturalmente la crescita della sua bambina rappresenta un elemento di forte cambiamento continuo che si innesta nella sua vita e di cui lei dovrebbe esserne un punto di riferimento importante.
molto probabilmente la sua bambina sta crescendo e sta maturando le sue convinzioni e la situazione di "famiglia allargata" che sta vivendo fa sì che quelle sue stesse convinzioni possano essere molto labili e confuse. motivo per cui, anche se risulta difficile, ma la comunicazione tra lei e il padre dovrebbe essere orientata alla definizione di strategie comuni per il bene della bambina.
detto questo, mi sento anche di dirle che tutto parte pero' dalla convinzione di essere in grado di fare il genitore e di affrontare momenti particolari o atteggiamenti apparentemente particolari della sua bambina. il tirare gli oggetti, le urla e gli altri comportamenti di cui parla potrebbero essere dei segnali di un disagio emotivo che la bambina vive ma che non esprime o potrebbero essere addirittura molto meno di quello lei pensa ovvero un semplice momento di passaggio che sta affrontando anche in relazione agli altri stimoli che riceve da educatori scolastici, nonni e amici.
parlare con un professionista per un supporto psicologico potrebbe sicuramente aiutarla a ritrovare la forza e l'autostima di cui necessita per affrontare la situazione che vive nel miglior modo possibile e interagire con la sua bambina senza trasferire il suo presunto senso di sconforto o la sua presunta preoccupazione anche a sua figlia.
non si faccia problemi a contattare me o qualunque altro specialista che ritiene opportuno.
resto a sua disposizione.
claudia campisi